lunedì 13 ottobre 2025

BLOG TOUR: LA POESIA È CYBERPUNK, Stefania Lucchetti

SECONDA TAPPA






SCHEDA TECNICA:

Titolo: La poesia è cyberpunk 
Autore: Stefania Lucchetti 
Data di pubblicazione: 5 settembre 2025
Ce: Gruppo Albatros 
Costo: ebook 7,00 euro/cartaceo 13,20 euro
Disponibilità eBookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: stili poetici
Numero di pagine: 196


TRAMA:


Non più musa ma guerriera, la voce lirica di Stefania Lucchetti nella silloge La poesia è cyberpunk si muove tra codici e coscienza, tra dati e desiderio, attraversando un mondo in cui la distopia non è più una previsione, ma un presente che ci riguarda. In questa raccolta bilingue, la parola si fa atto di resistenza e insurrezione, innestando umanesimo e tecnologia, ribellione e tenerezza, intelligenza artificiale e carne viva. L’autrice affonda la penna nella rete, hackerando le convenzioni poetiche e riscrivendo l’identità nel cuore di un sistema disumanizzante. Versi chiari e taglienti come vetro, nutriti da una lirica metallica e dialogica, celebrano la fragilità dell’individuo e il riscatto dell’anima nel caos esistenziale. Tra coppe e denari, algoritmi e sogni, Lucchetti sfida la retorica del progresso per cantare una poesia postumana, sensuale, radicale. Nel solco tracciato da Haraway, Gibson e Dick, La poesia è cyberpunk è molto più di un titolo, è una filosofia. Un atto poetico di sopravvivenza. Una voce che non si piega.








COSA CI DICE L'AUTRICE?

In questo mondo di dati, di informazioni, di tempo che scivola via non abbiamo più il tempo di fermarci a pensare. La poesia costringe a fermarsi, per un tempo breve, e riflettere. Quella riflessione concisa, di impatto, porta poi a mantenere un pensiero e un’idea nel corso della giornata.
È per questo che in un mondo dove si legge sempre meno, le informazioni scorrono incessantemente (tema a cui ho dedicato molti pensieri ed un saggio – The Principle of Relevance, pubblicato a Hong Kong nel 2010), lasciando sempre meno tempo per riflettere, la poesia può diventare un rifugio di umanità. La poesia offre un’occasione, breve come il tempo a disposizione, di pensiero profondo condensato, una piccola dosa di filosofia e meditazione, capace di interrompere e hackerare il flusso di informazioni e dati infiniti e spesso superficiali del nostro quotidiano.  
In La poesia è cyberpunk spero di offrire non solo parole, ma anche momenti di pensiero, chiavi di lettura per un universo emotivo complesso. Laddove ogni sentimento, anche i più intensi e apparentemente scomposti, hanno un posto e una voce diventando parte dell’essere, del fluire, del divenire, con la speranza di toccare corde segrete e risvegliare sentimenti nuovi, nel tempo breve di cui ciascuno dispone.



  
















COSA NE PENSO? 

Ho letto le parole dell'autrice e mi ha colpita. Penso anche voi...

Che aspettate? se amate il genere, non vi resta che prendere la vostra copia!





















 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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GDL: LA RADICE DEL MALE, Adam Rapp

QUESTI CHE SENTITE SONO I TAMBURI DELLA GIUSTIZIA, O TAMBURI DEL MALE?



SCHEDA TECNICA:

Titolo: La radice del male
Autore: Adam Rapp 
Data di pubblicazione: 27 giugno 2025
Ce: NN editore 
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 20 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5
GDL: il mio #tuttipazziperNN




TRAMA:

Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico. È il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano. Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, è l’unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un’infanzia segnata dagli abusi e dall’indifferenza della madre, la cattolicissima Ava. E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l’aiuto del figlio, avrà la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia. "La radice del male" racconta un’America dove la quotidianità è intrisa di violenza, e la casa è insieme rifugio e pericolo. Adam Rapp indaga le piccole crepe che segnano il destino di una famiglia perbene; solchi che possono diventare abissi o aprirsi alla luce, se si trova il coraggio di chiedere aiuto.






COSA NE PENSO? 

Una grande famiglia americana, un racconto che si dipana tra il 19 agosto 1951 all'8 maggio 2010.
Un racconto che narra di tanti luoghi, narra di vissuto, di passato e presente che si intersecano tra loro.

Una storia che racconta la famiglia Larkin e lo fa partendo dalla loro città natale: Elmira, New York.
Una storia che parte con il vissuto di Myra Lee, la più grande di sei figli, che all'epoca dell'inizio della nostra narrazione ha 13 anni e si rifugia in un dyner dopo la funzione domenicale, a leggere un libro che la cattolicissima madre Ava di certo non approverebbe...il giovane Holden.

È proprio qui che le si avvicina un giovane biondo, molto affascinante che dice di essere il famoso Mickey Mantle.
Poi un passaggio sotto la pioggia, pensieri impuri, una frase strana, un ritorno a casa, la macabra scoperta nella villetta dei Mulert la notte stessa.

È da qui che la famiglia sembra avvolta da un aurea buia ove il male sfiora, si avvicina, soffia nell'orecchio e a volte fa anche molto di più...

Il capitolo successivo salteremo al 1964. Ci troveremo a Niagara Falls e saremo in compagnia di Alec, il fratello di casa, l'anima inquieta e oscura della famiglia.

Ma ovviamente sentiremo anche Fiona, Lexy, anche Ava avrà modo di avere un capitolo per sé...la povera Joan apparirà nel vissuto di tutti prima o poi.
Diciamo che però le voci più ricorrenti saranno quelle di Myra e Alec, più avanti di Ronan, l'8 luglio 1991 ci porterà fino a Londra ove incontrerà la donna della sua vita.

Non voglio ovviamente parlare troppo di cosa viene raccontato in ogni capitolo, altrimenti che gusto ci sarebbe poi per voi?

Posso sicuramente però, spendere una parola per ognuno dei nomi che troviamo nello scritto...

1)Myra Lee Larkin poi in Happ 
Come detto, la più grande. Una ragazza poi donna responsabile, attenta, amante della sua famiglia, una di quelle che non si concede di certo al primo venuto ma aspetterà il padre di suo figlio. Purtroppo la vita non le sorriderà poi molto. Le sue preoccupazioni saranno sempre molteplici tra gli altri e poi se stessa. Una grande persona, un' ottimista nonostante tutto, fino alla fine.

2)Fiona Larkin
La ragazza più bohemien e hippie del gruppo famiglia. Farà di tutto nella sua vita. La vocazione più grande sarà per la vita da attrice ma le mancheranno la fortuna e forse il talento? Chi lo sa... c'è da dire che quando è tempo di farsi sentire dopo anni, è sempre per egoistici fini...
Vi dico solo che, ad un certo punto, verremo a sapere che si è unita ad una specie di comunità setta femminile in una fattoria...

3)Joan
La sorella che rimarrà sempre in casa e della quale sapremo meno. Ritardata mentale, non avrà una vita propria da narrare ma sarà presenza di sfondo o meno per gli altri.

4)Alec ma non sempre
Come vi dicevo, lui è il lato oscuro, il ribelle fin da piccolo...il ladruncolo che ad un certo punto, viene cacciato di casa. Si scoprirà poi un passato difficile, molto difficile che non giustifica la sua oscurità certo ma ci fa comprendere la sua totale assenza di amor proprio.
Spedisce alla madre macabri regali.

5)Lexy
La sorella bella e buona che sarà molto vicina a Myra nel bisogno. Lei avrà il suo sogno americano...casa, marito, figli...anche se il marito non è cattolico...ops...

6)Ava
La mamma dell'allegra cucciolata, una madre severa ma che dimostra tutto il suo amore incontrollabile a più riprese, nonostante tutto.
Riceverà cartoline anonime davvero inquietanti raffiguranti per lo più chiese e con indicato un nome e cognome, un numero e una macabra frase "addio e arrivederci".

7)Donald
Il papà. Non parlerà mai in un suo capitolo ma parla poco in generale. Sicuramente la guerra l'ha profondamente scosso e segnato ma resta una figura di riferimento molto importante per le figlie che si rallegrano anche solo ad un suo ciao.

8)Ronan
Arriverà poi e sarà figlio di una delle figlie. Non avrà una vita semplice, arriverà a dover seguire delle istruzioni attentamente e poi a evitare categoricamente di farlo.
Portatore di ultime volontà letterarie.
Amante del giovane Holden, soprattutto in prima edizione.

Dai...vi dico anche che luoghi toccheremo durante la lettura. Come vi dicevo, partiremo da Elmira, andremo a Niagara Falls, poi Chicago, Salem, Joliet, Paducah, New York, Tunica, Eureka Springs, Londra, Waitsfield, Marion e finiremo a Los Angeles.

Ogni inizio capitolo quindi avrà ad identificarlo: luogo, data, personaggio di riferimento. Davvero chiaro, col potere di tenere la mente ordinata e non perdere pezzi.

Come menzionato prima, non vi racconterò cosa succede nei dettagli ma vi dico solo che avremo fin troppe morti, lacrime se siamo sensibili particolarmente, tematiche difficili.


Un libro voluminoso per le pagine ma di facile lettura per la sua fluidità e per il modo di raccontare dell'autore.

Non avremo momenti di noia, non vorremo mai perderci mezza parola.

Un testo che sorprende, che fa sorridere ma poi piangere, che fa arrabbiare con tutti e nessuno.

Una vera esperienza.

Una scrittura contemporanea che racchiude la storia americana.






























I MIEI PRO

Un testo che parla di molto, un testo che però non è mai prolisso. Da leggere.

I MIEI CONTRO

Non ne ho da segnalare.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Francesca per la copia ❣️














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giovedì 9 ottobre 2025

BLOG TOUR: FACCIO COSE VEDO GENTE, Zeno Maria Pareli

QUARTA TAPPA: LA POESIA DEL LOBBISTA







SCHEDA TECNICA:

Titolo: Faccio cose vedo gente 
Autore: Zeno Maria Pareli 
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2025
Ce: Paesi edizioni
Costo: cartaceo 13,30 euro
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: ironico dissacratorio con sfondo sociale 
Numero di pagine: 128


TRAMA:


Questa è la storia di Leo ed Enzo, i lobbisti più cazzoni della capitale. La loro vicenda è piccolo, sarcastico, irriverente spaccato sulla società romana: il palazzo, i sottobraccisti, le pressioni dei gruppi di interesse, il sesso e la vita notturna. «Ho voglia di uscire stasera, di svagarmi un po’... passeggiate, sigarette, solito bar, whiskey torbato e mezz’oretta di jazz al club che frequento da anni. Questa sera il maestro WhiteLight alla chitarra sta proponendo un disco di Miles Davis in chiave blues. Nonostante tutto stia filando liscio, al terzo bicchiere di Ardbeg il lavoro riaffiora prepotente nelle sinapsi cerebrali e porta a galla ricordi, emozioni, odori, déjà vu, situazioni passate che mi distraggono e mi cambiano l’umore. È sempre così nel mio dannato settore. Di cosa mi occupo? Sono un avvocato per organizzazioni private, ma non frequento mai i tribunali: il mio ambiente è la politica. Perché? Sono un lobbista. In cosa consiste il mio compito? Faccio cose, vedo gente...»




LA POESIA DEL LOBBISTA

Giornata tipica di lobbying, la commissione Bilancio del Senato va al voto con la manovra di bilancio. C’è il solito suk con migliaia di emendamenti presentati e lo sgomitare per le «segnalazioni» (cioè decidere cosa votare) e scovare, nelle pieghe del bilancio pubblico, spazio per risorse da utilizzare. Il Palazzo, sempre più debole di fronte al pressing dei gruppi di interesse si è inventato una nuova pratica, una sòla direbbero a Roma, per tamponare le velleità modificative di aziende, associazioni e enti del terzo settore (eh sì, a volte sono più pressanti persino di confindustria, sembra incredibile ma è così). Non votare tutti gli emendamenti, ma solo quelli segnalati, su cui c’è condivisione col Governo.

Ecco, si tratta di giornate in cui cerchi di «brigare», absit iniura verbis, in modalità sempre rispettose, trasparenti e leali, per sollecitare la segnalazione di un tuo emendamento. 

Tutti i team di lobbying del Paese sono operativi in questa fase che dura pochissimi giorni. Si chatta, si telefona, ci si allea per spingere gli emendamenti utili. Sono quei momenti, chissà perché, in cui si sente anche la necessità di un supporto dall’aldilà, quasi che nostro Signore possa dare un contributo a queste facezie di basso lignaggio. 

Ma alla fine è diventata una consuetudine nel mondo lobbistico: un amen, in fondo, ci sta sempre bene.

Enzo e Leo hanno pure creato una preghiera ad hoc, basata su un caposaldo dell’orazione cristiano cattolica. Una cosa più per ridere, infatti a quello serve. L’hanno stampata e fatta appiccicare su tutte le scrivanie dei colleghi di ufficio.

Ave, o Maria, piena di grazia emendativa, il nostro è con te. Tu sei benedetta in Commissione Bilancio e benedettamente non-ostativo è il frutto del tuo em, oh Gesù ti prego orsù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi lobbisti, adesso e nell’ora della nostra morte, ex 81. Amen.

«L’ex 81» è il male assoluto dell’attività di lobbying in Italia. Si tratta, infatti, dell’articolo 81, comma 3, della Costituzione che prevede infatti che «Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte». In sintesi, se la Commissione Bilancio, specie in Senato, dà un parere di contrarietà ai sensi di questa norma, significa che l’emendamento è tecnicamente scoperto, cioè costa, produce oneri per l’Erario non corrisposti da pari entrate. L’emendamento è quindi encefalogrammamente “morto”.

Per questi motivi l’auspicio per qualunque lobbista è di evitare un ex 81, per continuare a far vivere l’emendamento e arrivare almeno a un voto. 
Si capisce bene quindi il perché l’81 è il 13 di noi lobbisti. 










  













COSA NE PENSO? 

Uno spaccato ironico che però sicuramente dirà molte verità in modo leggero. Da questa tappa possiamo ben cogliere lo stile del romanzo.

Che aspettate? Correte a prendere la vostra copia.





















 













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mercoledì 8 ottobre 2025

BLOG TOUR: LE SARTE DELLA VILLAREY, Elena Pigozzi

TERZA TAPPA: TERZO APPROFONDIMENTO 






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le sarte della Villarey 
Autore: Elena Pigozzi 
Data di pubblicazione: 22 aprile 2025
Ce: Mondadori
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 17,58 euro
Disponibilità eBookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: narrativa storica
Numero di pagine: 240


TRAMA:


Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.








APPROFONDIMENTO

Uno dei tratti fondamentali del romanzo è la sua ricostruzione storica rigorosa, necessaria per far emergere la figura di Alda e delle altre anconetane nella loro verità storica restituendo alla loro vicenda quell’eroismo e quel valore che un elemento d’invenzione avrebbe sminuito. Il risultato è che le figure realmente esistite spiccano per la loro umanità e si impastano con naturalezza ad alcuni personaggi d’invenzione (Milo, Laura, Pietro), in un contesto storico preciso, non “ispirato a fatti realmente accaduti” e poi adattati a quello che Manzoni definiva come “romanzesco”.



  
















COSA NE PENSO? 

Questo libro, già dalla trama, mi aveva colpito...questo blog tour può solo alimentare la mia voglia di leggerlo.

Che aspettate? Continuate a seguirmi per la recensione e chissà...





















 













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lunedì 6 ottobre 2025

BLOG TOUR: LA POESIA È CYBERPUNK, Stefania Lucchetti

PRIMA TAPPA


SCHEDA TECNICA:

Titolo: La poesia è cyberpunk 
Autore: Stefania Lucchetti 
Data di pubblicazione: 5 settembre 2025
Ce: Gruppo Albatros 
Costo: ebook 7,00 euro/cartaceo 13,20 euro
Disponibilità eBookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: stili poetici
Numero di pagine: 196


TRAMA:

Non più musa ma guerriera, la voce lirica di Stefania Lucchetti nella silloge La poesia è cyberpunk si muove tra codici e coscienza, tra dati e desiderio, attraversando un mondo in cui la distopia non è più una previsione, ma un presente che ci riguarda. In questa raccolta bilingue, la parola si fa atto di resistenza e insurrezione, innestando umanesimo e tecnologia, ribellione e tenerezza, intelligenza artificiale e carne viva. L’autrice affonda la penna nella rete, hackerando le convenzioni poetiche e riscrivendo l’identità nel cuore di un sistema disumanizzante. Versi chiari e taglienti come vetro, nutriti da una lirica metallica e dialogica, celebrano la fragilità dell’individuo e il riscatto dell’anima nel caos esistenziale. Tra coppe e denari, algoritmi e sogni, Lucchetti sfida la retorica del progresso per cantare una poesia postumana, sensuale, radicale. Nel solco tracciato da Haraway, Gibson e Dick, La poesia è cyberpunk è molto più di un titolo, è una filosofia. Un atto poetico di sopravvivenza. Una voce che non si piega.








COSA CI DICE L'AUTRICE?

La scrittura, per me, nasce come gesto intimo e necessario: è il tentativo di trattenere ciò che scivola, di trasformare il quotidiano in significato, di offrire una voce a tutti i momenti della vita, anche quelli più confusi e ambigui.
Nei miei testi cerco di dare spazio a tutte le storie, emozioni e pensieri che sfuggono alle narrazioni lineari, ma che custodiscono il senso più profondo dell’esistenza.
Per me la poesia è un atto quotidiano. È la possibilità di rallentare lo sguardo dentro una realtà che ci costringe per sua natura alla superficialità e alla velocità. La poesia quindi per me non è evasione, ma un ritorno radicale al presente, un modo per riconnettersi con ciò che accade intorno a sè. La poesia diventa così un esercizio di resistenza e cura: resistenza contro l’omologazione del pensiero, cura verso se stessi e gli altri tramite l’attenzione. Un atto di presenza che costringe a fermarsi, ascoltare, nominare.
Scrivere significa aprire uno spazio di incontro. Non si tratta soltanto di esprimere la mia voce, ma di generare risonanze nell’altro: chi legge, a sua volta, porta le proprie esperienze e trasforma il testo in qualcosa di vivo e condiviso.
Un elemento centrale del mio lavoro è anche la dimensione bilingue. La traduzione non è mai solo trasposizione linguistica, ma un esercizio di attraversamento: permette di scorgere sfumature nuove, di scivolare tra due identità linguistiche e culturali, di mettere in dialogo mondi diversi.
Scrivere in due lingue significa moltiplicare gli orizzonti, e al tempo stesso ritrovare una radice comune nell’umano che ci unisce.
Scrivere poesie è per me un atto di creazione e rivelazione nello stesso tempo. Ogni parola scelta, ogni immagine evocata, cerca di costruire un ponte tra l’anima e il pensiero, un legame che trascende il tempo e lo spazio.


  
















COSA NE PENSO? 

Ho letto le parole dell'autrice e mi ha colpita. Penso anche voi...

Che aspettate? se amate il genere, non vi resta che seguirmi in questo blog tour.





















 













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giovedì 2 ottobre 2025

BLOG TOUR: FACCIO COSE VEDO GENTE, Zeno Maria Pareli

TERZA TAPPA: IL REBUS IRRISOLTO DELL'ETICA







SCHEDA TECNICA:

Titolo: Faccio cose vedo gente 
Autore: Zeno Maria Pareli 
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2025
Ce: Paesi edizioni
Costo: cartaceo 13,30 euro
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Genere: ironico dissacratorio con sfondo sociale 
Numero di pagine: 128


TRAMA:


Questa è la storia di Leo ed Enzo, i lobbisti più cazzoni della capitale. La loro vicenda è piccolo, sarcastico, irriverente spaccato sulla società romana: il palazzo, i sottobraccisti, le pressioni dei gruppi di interesse, il sesso e la vita notturna. «Ho voglia di uscire stasera, di svagarmi un po’... passeggiate, sigarette, solito bar, whiskey torbato e mezz’oretta di jazz al club che frequento da anni. Questa sera il maestro WhiteLight alla chitarra sta proponendo un disco di Miles Davis in chiave blues. Nonostante tutto stia filando liscio, al terzo bicchiere di Ardbeg il lavoro riaffiora prepotente nelle sinapsi cerebrali e porta a galla ricordi, emozioni, odori, déjà vu, situazioni passate che mi distraggono e mi cambiano l’umore. È sempre così nel mio dannato settore. Di cosa mi occupo? Sono un avvocato per organizzazioni private, ma non frequento mai i tribunali: il mio ambiente è la politica. Perché? Sono un lobbista. In cosa consiste il mio compito? Faccio cose, vedo gente...»




IL REBUS IRRISOLTO DELL'ETICA 

Per raccontare e dipanare la matassa del rapporto tra lobbying ed etica, bisogna scomodare Dio e la barzelletta che si racconta su nostro Signore e i lobbisti.
Un lobbista riesce a organizzare un incontro con Dio. Risultato memorabile. Tronfio e smargiasso, si prepara per il meeting curando tutti i dettagli.
Al cospetto dell’Altissimo, con riverenza, esordisce: “Nostro Signore, so che hai pochissimo tempo e che sei super-impegnato. Voglio solo rivolgerti sommessamente tre domande”.
“Va bene. Dimmi pure figliolo…”
“Ma noi lobbisti saremo mai accettati dalla classe politica?”
“Sì, ma non durante la tua carriera.”
‘Fiuuuu, la prima è andata’ pensa il lobbista.
“Ma noi lobbisti saremo mai apprezzati dai media?” prosegue.
“Certamente” risponde Dio, “ma non durante la tua carriera.”
“E ora la terza e ultima” conclude l’uomo. “L’attività lobbistica sarà mai considerata una professione etica?”
Dio riflette qualche secondo e poi fa lapidario: “Sì, ma non durante la mia carriera”».

Ecco la storiella rappresenta bene le difficoltà di dipanare luoghi comuni e cliché sul modello comportamentale dei lobbisti; si arriva a sostenere apoditticamente che questa professione sia una professione a-etica e a-morale per definizione.

In realtà, non è così. Come gli avvocati, i notai, i commercialisti, gli ingegneri, gli architetti, ci sono professionisti seri e altri meno. Chi rispetta le regole, non solo del codice penale, ma di codici di condotta e del buon senso comune. E chi, impenitente, viola ogni legge e norme. Certo, chi ha a che fare quotidianamente con scelte politiche e pubbliche, con impatto su business e risorse finanziarie, deve essere molto più attento e scrupoloso del consueto. Deve quotidianamente confrontarsi e lavorare in team aiuta nel gestire situazione complesse nonché spesso delicate. 

La killer app sono i “contenuti”: il lobbista che propone soluzioni e risposte sulla base di contenuti (e non maneggia solo con l’agenda e le “amicizie sottobracciste”) è sulla buona strada e non rischia di incappare in traffici di influenze illecite e quant’altro.

Per il resto, ci vorrà tempo e …magari una legge sul lobbying.







  
















COSA NE PENSO? 

Uno spaccato ironico che però sicuramente dirà molte verità in modo leggero. Da questa tappa possiamo ben cogliere lo stile del romanzo.

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mercoledì 1 ottobre 2025

BLOG TOUR: LE SARTE DELLA VILLAREY, Elena Pigozzi

SECONDA TAPPA: SECONDO APPROFONDIMENTO 






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le sarte della Villarey 
Autore: Elena Pigozzi 
Data di pubblicazione: 22 aprile 2025
Ce: Mondadori
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 17,58 euro
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Genere: narrativa storica
Numero di pagine: 240


TRAMA:


Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.








APPROFONDIMENTO

Un altro degli elementi fondamentali di questo racconto è la voce delle donne, vere protagoniste sia per coraggio, sia per capacità di sfruttare la loro “invisibilità” per farne la carta vincente del loro piano di fuga. Quasi un modo di affermare la loro forza a partire dal loro ruolo sociale. 
Infine, la resistenza vera delle Anconetane avviene nel più profondo “antimilitarismo”: non imbracciano fucili, ma ago e filo e realizzano un piano di fuga efficacissimo.
Piano che riesce grazie alla loro capacità di fare “rete” di unirsi: le donne di un intero quartiere di Ancona, il Pantano, prendono parte all’elaborazione di una fuga, strutturandone le fasi con grande abilità. È la capacità delle donne di realizzare una potentissima “sorellanza” che si rivelerà vincente.


  
















COSA NE PENSO? 

Questo libro, già dalla trama, mi aveva colpito...questo blog tour può solo alimentare la mia voglia di leggerlo.

Che aspettate? Continuate a seguirmi per la prossima tappa.





















 













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