lunedì 10 agosto 2026

BLOG TOUR: ROSSO RUBINO, IL Dru

QUARTA TAPPA: GINEVRA E RUBINO





SCHEDA TECNICA:

Titolo: Rosso rubino
Autore: Il Dru
Data di pubblicazione: prima possibile per riedizione 
Ce: Self publishing 
Disponibilità cartaceo: a data di uscita
Genere: biografia 


TRAMA:


La stesura di Rosso Rubino è il prodotto di perturbazioni durate anni. 
Scriverlo ed editarlo è stato un processo che ha dovuto attraversare periodi di maturamento personale, di conoscenze intrecciate che andavano a cambiare e a perfezionarsi.
Questa pseudo autobiografia poggia su una struttura interna, dunque sfida i tecnicismi dell'editoria in cui un libro è un prodotto finale definito e standardizzato.
Il significato va oltre il capitalismo editoriale e sorregge la storia di una vita, ne cambia ora l'assetto, ora il registro colloquiale.
Nessun indice, nessun capitolo, solo un insieme di paragrafi suddivisi per arco di tempo e che rappresentano la percezione temporale di Ginevra rispetto a determinati episodi.
Ciò non significa creare un assetto caotico, al contrario, Ginevra amalgama i ricordi con i suoi pensieri, anticipa il futuro e ripesca il passato di volta in volta scandendo una tempistica lineare.
Dal racconto si deduce che Ginevra sia una pittrice (e che forse abbia continuato con questo percorso), e ciò arricchisce la sua narrazione. Usa infatti un linguaggio evocativo, si avvale di più campi semantici per le sue descrizioni, e introduce colpi di scena sottili e mai spettacolarizzati.
Anche se solo pochissime volte si rivolge al lettore, Ginevra si mette talmente a nudo che il suo racconto sembra una "lettera rubata", un diario segreto trovato per caso.

In questo quadro, il rapporto con Rubino è descritto molto dettagliatamente, e non ne censura i difetti. Saranno proprio questi tratti acerbi a far scaturire un lungo percorso di sviluppo personale segnato da un rapporto profondo che per necessità estrinseche ha bisogno di evolversi.

È proprio la genesi di questo rapporto il motore cardine del libro, nonché il cerino che porterà Ginevra a riflettere sul senso delle relazioni umane e su come gestirle.

















QUARTA TAPPA 

Rubino è l’attante su cui la protagonista centra l’intero racconto, l’ago del compasso 
che stabilizza il caos degli anni descritti.
Il rapporto che intercorre tra Rubino e Ginevra rientra in una tipologia che, forse, di rado viene affrontata nel mondo della letteratura odierna, perché non risente di 
forzature emotive a fini commerciali o narrativi.
Nel corso della storia, la stessa Ginevra avrà qualche difficoltà a definire tale legame, che sfiora la profondità dell’amicizia, la parvenza della fratellanza, e il tenero 
dell’infatuazione.
“Io e Rubino avevamo instaurato sin da bambini un rapporto peculiare, a tratti morboso, ma molto significativo. Si manifestava e si scandiva in similitudini incidentali, circuite da abitudini consolidate e ininterrotte. A volte, però, eravamo fatti di riflessioni inesplicabili, di spazi che non coincidevano. Onde che si allontanavano, superavano il limite, ma che ritornavano sempre nello stesso mare, prima o poi.
Il nostro incontro aveva creato una sorta di punto di ritorno originario, un rifugio inaccessibile agli estranei, una casa in mezzo ad una foresta vuota, lontana dal palpitare frenetico della vita.
Le nostre ferite si assomigliavano, combaciavano, eppure c’era sempre qualcosa di invalicabile, un confine sordo che ci manteneva in due posti separati. Quell’impercettibile distanza, che a volte ci asfissiava, era dopotutto la corretta delimitazione della singolarità, ciò che rendeva eccezionale la concomitanza delle nostre simmetrie.”
Agli inizi il lettore potrebbe scambiare la loro vicinanza per un interesse di tipo 
sentimentale, ma basta addentrarsi nei meandri della storia per capire la complessità di una relazione che, nella sua incredibile innocenza, scombina e ritrova il suo equilibro nell’eccezionalità di continue casualità simili per entrambi. 
A differenza di altri personaggi, Rubino non usa maschere e non compie atteggiamenti fuorvianti tipici dell’adolescenza: riconosce l’importanza di Ginevra e la include dopo ogni cambiamento che lo stacca un po’ più dal passato, dando valore imperituro alla sua figura.
Mentre gli altri si allontanano e cambiano, Ginevra e Rubino rimangono e si sostengono, non si nascondono mai all’altro, non scappano, e si accettano nelle loro nuove e indesiderate metamorfosi, usando la raffinata arte della comunicazione, che li distingue nettamente dai loro coetanei: e parlano, parlano di continuo, e si confrontano, con un’intimità esclusiva scandita da dialoghi concitati, realistici, dove la verità non è mai corrotta o camuffata. 
La morbosità del loro rapporto, come spiegherà Ginevra, non tramuta mai nella 
tossicità o nel sentimento possessivo, ma deriva da una spontanea risposta alla paura di perdersi e di rinnegarsi, rischiando così di diventare anonimi “come gli altri”.
Quando scoppierà la “guerra”, innescata da un litigio con Matilde (sorella di Ginevra), Ginevra, offuscata dalla rabbia, si allontanerà da Rubino, il quale, a 
malincuore, accetterà con rispetto la sua decisione.
Per la prima volta distanti, Ginevra e Rubino risolveranno alcuni dubbi irrisolti in maniera autonoma e impareranno a volersi bene senza interferire di continuo nella vita dell’altro. Questa guerra che li avvilisce, li priva del loro più grande affetto, e fomenta le loro paure, si rivela, alla fine, un periodo di crescita personale in cui l’individualità stabilisce la base di un nuovo rapporto più equilibrato e maturo, in cui i traumi e le paure lasciano spazio alla sicurezza e all’onestà comportamentale.
Ginevra, grazie alla delicata e comprensiva saggezza di Rubino, troverà gli strumenti per portare chiarezza nella sua vita e per riappacificarsi con il passato.
Queste caratteristiche intrinseche al personaggio rendono Rubino il ruolo chiave, giustificando il motivo per cui il libro è dedicato a lui.

Il Dru
















COSA NE PENSO? 

Un'altra tappa molto interessante e che ci dà una bella panoramica sulle voci del testo.

Che aspettate? Continuate a seguirmi per il link al primo momento disponibile.





 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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domenica 9 agosto 2026

DALLA DISCOTECA SI ESCE SENZA VOCE, NON SENZA VITA, Gabriele Parpiglia

ALTRIMENTI, CHE DETERRENTE È?

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita 
Autore: Gabriele Parpiglia 
Data di pubblicazione: 24 aprile 2026
Ce: Mursia
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 15,20 euro
Disponibilità ebookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5




TRAMA:

8 dicembre 2018. Una notte di festa si trasforma in un incubo di fumo e calca. Sei morti, centinaia di feriti e una domanda che urla ancora giustizia: come è stato possibile? Parpiglia ricostruisce l’anatomia della strage di Corinaldo, dà voce a chi è rimasto, a chi lotta per non dimenticare e a chi pretende che quella linea tracciata nel sangue non venga mai più superata. Perché la vita delle persone non può avere il prezzo di un biglietto venduto in più.










COSA NE PENSO? 

La strage di Corinaldo, la strage data da uno spray, da un locale non a norma, da controlli mancati, da negligenza assoluta, da un sold out oltre limite.

Quello spray urticante in pista, come già fatto diverse volte in altre discoteche... La differenza? 

Un locale che risulterà magazzino agricolo anche se da anni, era di fatto una discoteca.

Una normalità diffusa quella di vendere più biglietti della capienza massima... Cashet alto per l'artista, biglietti a prezzo accessibile... per rientrare nelle spese, così era di abitudine fare...

Tutto normale no? Finché non arriva la tragedia.

Era la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018. Siamo nella discoteca Lanterna Azzurra, l'evento è il DJ set di Sfera Ebbasta. Sei persone perderanno la vita, 197 ne saranno ferite. Il tutto in 6 pochi minuti.

Una sola uscita di sicurezza su una rampa ben più pendente del consentito, con balaustra arrugginita nascosta da rampicanti, che cederà al primo sollecito, creando una caduta di corpi a effetto domino.

Un primo allarme, un vigile del fuoco fuori servizio che inevitabilmente, coglie la gravità della situazione.

Un padre che guarda ovunque, poi scorge dei teli bianchi sopra dei corpi immobili.
Mia figlia è morta, mia figlia è morta.

Una battaglia giudiziaria lunga anni, condanne che sembrano insufficienti. Prima la gang dello spray, poi i proprietari e/o persone che ci lavoravano in quel posto maledetto. Per ultimi, i cosiddetti colletti bianchi, la sentenza più amara di tutte... assoluzione ai capi di accusa più gravi.

Tanto c'è stata negligenza ma non è che potesse causare morti giusto?

Scusate la vena polemica ma... come si dice, mi sale il crimine a leggere certi fatti, a sentire un giudice argomentare come se stesse parlando del tempo, senza empatia. Ok, la loro negligenza, senza lo spray o il locale super affollato, forse non avrebbe portato alla tragedia... Magari non quella sera, ma prima o poi... Perché in Italia deve sempre scapparci il morto perché le istituzioni o chi di dovere insomma, apra gli occhi?

Vi segnalo anche i due capitoli finali del testo.

Sei nomi, sei vite che da voce, da vita alle persone che l'hanno persa, perché non siano solo un numero ma un nome.

Poi l'intervista a Francesco Vitali, fratello di Benedetta, una delle vittime. Lui che ha trasformato il suo dolore e la sua rabbia in spinta all'informazione, alla fine di queste tragedie senza senso.


Come e cosa dire di un testo così? Come leggere senza piangere, soprattutto con una figlia adolescente in casa che proprio la settimana scorsa mi ha chiesto di portarla a vedere un concerto?

Non so nemmeno io cosa scrivere perché, la rabbia in corpo è davvero grande, tale che partirei solo a insulti.

Ma come si può essere ancora in attesa della fine dei processi? Come si può dire ma e se in una situazione di questo tipo?

La giustizia italiana poi e i suoi immensi cavilli... 

La prima cosa fatta è stata condannare la gang. Giustamente eh, badate bene... Ma non si può pensare siano gli unici responsabili!

Una tragedia che poteva e doveva essere evitata, semplicemente facendo il proprio lavoro e non permettendo al "locale" di rimanere aperto e negando le autorizzazioni necessarie.

E sapete cosa mi crea ancora più dolore? Pensare che, giusto a capodanno, si sia consumata la tragedia di Cras-Montana. 
Non impariamo mai un cavolo vero?

Che posso dirvi... Leggetelo, informatevi, fate del sapere la vostra arma più grande.


Parlando poi del libro in sé stesso, posso dirvi che è scritto bene, riporta i fatti, scrive nomi (evviva) su nomi, non vuole essere un libro dei m*rti ma uno dei testi che vuole ricordare la vita che hanno vissuto.

Urlate a gran voce per chi non può più farlo.
Parlate per chi può solo arrivare al vostro cuore.
Vivete, vivete, vivete ricordando che la vita è preziosa.



























I MIEI PRO

Un testo che non è solo un insieme di fatti sterili ma che porta le emozioni.

I MIEI CONTRO

Non ne ho nessuno da segnalare.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie Anna e Raffaella per la copia ❣️














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giovedì 6 agosto 2026

BLOG TOUR: ROSSO RUBINO, Il Dru

TERZA TAPPA: L'ADOLESCENZA "SMART"





SCHEDA TECNICA:

Titolo: Rosso rubino
Autore: Il Dru
Data di pubblicazione: prima possibile per riedizione 
Ce: Self publishing 
Disponibilità cartaceo: a data di uscita
Genere: biografia 


TRAMA:


La stesura di Rosso Rubino è il prodotto di perturbazioni durate anni. 
Scriverlo ed editarlo è stato un processo che ha dovuto attraversare periodi di maturamento personale, di conoscenze intrecciate che andavano a cambiare e a perfezionarsi.
Questa pseudo autobiografia poggia su una struttura interna, dunque sfida i tecnicismi dell'editoria in cui un libro è un prodotto finale definito e standardizzato.
Il significato va oltre il capitalismo editoriale e sorregge la storia di una vita, ne cambia ora l'assetto, ora il registro colloquiale.
Nessun indice, nessun capitolo, solo un insieme di paragrafi suddivisi per arco di tempo e che rappresentano la percezione temporale di Ginevra rispetto a determinati episodi.
Ciò non significa creare un assetto caotico, al contrario, Ginevra amalgama i ricordi con i suoi pensieri, anticipa il futuro e ripesca il passato di volta in volta scandendo una tempistica lineare.
Dal racconto si deduce che Ginevra sia una pittrice (e che forse abbia continuato con questo percorso), e ciò arricchisce la sua narrazione. Usa infatti un linguaggio evocativo, si avvale di più campi semantici per le sue descrizioni, e introduce colpi di scena sottili e mai spettacolarizzati.
Anche se solo pochissime volte si rivolge al lettore, Ginevra si mette talmente a nudo che il suo racconto sembra una "lettera rubata", un diario segreto trovato per caso.

In questo quadro, il rapporto con Rubino è descritto molto dettagliatamente, e non ne censura i difetti. Saranno proprio questi tratti acerbi a far scaturire un lungo percorso di sviluppo personale segnato da un rapporto profondo che per necessità estrinseche ha bisogno di evolversi.

È proprio la genesi di questo rapporto il motore cardine del libro, nonché il cerino che porterà Ginevra a riflettere sul senso delle relazioni umane e su come gestirle.

















TERZA TAPPA 

L’adolescenza in Rosso Rubino non viene descritta come una tappa stereotipata 
attraversata da cliché convenzionali.
Ginevra, che narra la storia in prima persona, dimostra una notevole capacità di 
analisi psico-sociale, e grazie al suo modo di interpretare la realtà, di cui spiega le 
cause e i retroscena invisibili al lettore, la storia acquisisce senso e impatto emotivo. 
Essendo un racconto postumo, sono presenti delle contaminazioni da parte di una  penna ormai adulta e consapevole, eppure, ciò non sottrae la giovane Ginevra alla 
precoce intelligenza emotiva.
Ginevra e Rubino non sono adolescenti “anomali”, anche loro compiono errori, si 
mettono nei guai, predicano bene e razzolano male: la stessa Ginevra tende a descrivere se stessa e Rubino come ragazzini disincantati, distratti e trasognanti; tuttavia, entrambi hanno qualcosa dentro, un modo di vedere il mondo e i suoi meccanismi con una sensibilità rara, una visione lontana dalla superficialità con cui i mass media intendono l’adolescenza, e che li pone in uno stato di alienazione e di solitudine.
Sanno di avere vissuto una vita turbolenta, dove il massimo punto di incidenza ricade 
su un’infanzia travagliata, diversa da quelli degli altri bambini.
Ginevra e Rubino maturano un rapporto stretto e sincronico proprio per questo 
motivo: entrambi portano addosso il tormento dell’incomprensione, incomprensione che spesso non deriva solo dagli ambienti esterni, ma anche dai posti in cui sono amati e difesi.
Questo libro vuole dimostrare come gli adolescenti non siano personalità passive ma menti pensanti, in cerca di risposte, che mettono in dubbio se stessi e gli altri, sospesi in quel limbo che assomiglia al mondo degli adulti ma che è ancora legato all’incoscienza giovanile.
L’adolescenza in Rosso Rubino diventa momento di elaborazione, punto di snodo tra le reti fitte del passato e la luce ermetica del futuro, in cui il dubbio diventa ora commiserazione ora ingiustificata euforia, in un misto di emozioni contradditorie che 
formano l’identità e la maturità intellettuale della persona.

Il Dru
















COSA NE PENSO? 

Un'altra tappa molto interessante e che possiamo sentirci vicina in vari modi. Io da mamma di adolescente.

Che aspettate? Cliccate per la vostra copia e continuate a seguirmi per scoprirlo.





 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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mercoledì 5 agosto 2026

GDL: LE CANZONI DI NEW YORK, Liz Moore

È COSÌ CHE CI SI SENTE QUANDO SI È DAVVERO FELICI






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le canzoni di New York 
Autore: Liz Moore 
Data di pubblicazione: 5 maggio 2026
Ce: NN editore 
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 18,05 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥,5/5
GDL: il mio #tuttipazziperNN




TRAMA:

New York, anni Duemila. Jax è la direttrice della famosa etichetta Titan Records, che gestisce in maniera inflessibile e competitiva, sempre alla caccia di nuovi cantanti da mettere sotto contratto. Finora la Titan ha potuto contare sul successo di Tommy Mays e la sua band, ma le mode musicali cambiano in fretta e bisogna essere pronti a intercettare i gusti del pubblico. Lo sa bene Theo, il talent scout che ha appena scommesso su un nuovo gruppo, i Burn, a cui ha chiesto di aprire gli ultimi concerti di Tommy Mays. Ma il cammino verso la fama è un continuo saliscendi, e Jax dubita che i Burn abbiano le carte in regola per farcela. Lei punta tutto, invece, sulla giovane, bella e talentuosa Lenore Lamont, che sembra immune da dubbi e paure. Finché il peso delle aspettative e una delusione d’amore risvegliano le fragilità della ragazza, proprio alla vigilia della sua occasione per conquistare il grande pubblico.

Le canzoni di New York alterna le voci di protagonisti e comprimari sullo sfondo della città dei sogni, e ci rivela il lato nascosto dell’industria musicale, tra slanci, debolezze, compromessi, e i colpi di scena che, in un istante, possono trasformare un fallimento in una leggenda. Con il suo sguardo carico di umanità, Liz Moore ci riporta a quell’attimo inebriante in cui le luci si abbassano, cala il silenzio ed è tempo di esibirsi sul palcoscenico della propria vita.








COSA NE PENSO? 

Ci immergiamo nella prima storia scritta da questa autrice super conosciuta. 
Un'avventura all'interno del mondo musicale a richiamare i suoi trascorsi in quel contesto.

Il libro si forma di capitoli e periodi che quasi richiamano la suddivisione di un album. L'uso poi, di citazioni a tema, rende tutto più credibile.

Siamo appunto a New York, il principale motore che intreccia i personaggi presenti è la Titan, colosso musicale.

È per loro che lavora una delle voci del testo, Theo Brigham. Lo troveremo spesso tra le pagine. Lo troveremo con la band che cerca di lanciare, i Burn, una band che sa essere capace ma non sa come far decollare.

Siobhan è la loro cantante, innamorata di un uomo con lo sguardo disperato, un uomo che non ha mai conosciuto, un uomo per cui ha sanguinato due volte. Kurt Cobain, signore e signori (beh, chi di noi non l'ha amato?). 

Servirebbe un'occasione, una di quelle che la vita ti mette davanti per puro caso o fortuna che sia.

Il fiore all'occhiello della Titan, al momento è Tommy Mays. Tommy che gira con la sua band e la sua famiglia in tour bus. Nei componenti anche Jeff che parlerà di sé, della sua famiglia e di una ex prof che ricorda con affetto.

Avremo modo di conoscere anche la direttrice della Titan, Jax Powers-Kline, una tipa alquanto tosta, cinica probabilmente, alla quale manca riacquisire un po' di dolcezza, magari lo farà con un incontro fortuito in un autobus e poi con una coincidenza ad una cena alla quale non voleva andare.

"Devo aiutare mia figlia; devo salvarla da se stessa".

E poi, anche una certa Lenore Lamont, una sulla quale la Titan sembra molto puntare. Una ragazza molto particolare che potrebbe avere il futuro spianato ma anche vederlo cambiare per una serie di scelte.

Con lei sarà collegata anche Cynthia come ex ragazza della appena citata ma anche come segreteria della Titan.

"Adesso Lenore è di tutti e Cynthia non è di nessuno".

Ma i nomi non saranno solo questi... Avremo anche Che con i suoi B-bum bum bum! e i suoi Ta-pum pum tisssh. Poi anche un Tony con una lettera alla quale rispondere, una lettera della ex moglie che non sente da 17 anni. E ancora un Gregory, che ascolta ossessivamente solo Tommy Mays e lo sogna pure. 

Infine, vi cito Tia, ragazzina che si sente "Quella grassa" della sua girl band che si approccerà alla Titan. Questo racconto ci darà modo di riflettere su come vediamo noi stessi, su come il mondo ci vede, su cosa i genitori si aspettano e su ciò che noi pensiamo si aspettino.

E va bene... Vi dico anche di Ellen Mills, cantante d'opera di 24 anni che avrà la sua prima vera relazione con un uomo molto più grande. Neanche ve lo devo dire, vero, con chi ha un contratto.


Insomma, un libro incentrato sulla musica e sui movimenti all'interno di questo mondo e industria.

Ciò che sorprende e che ammalia, è il modo in cui l'autrice riesce a portare un romanzo corale ove tutti sono interconnessi in qualche modo. Li introduce come se nulla fosse e poi ecco il legame che appare tra le pagine.

Una sorprendente fluidità poi, uno stile narrativo che permette una lettura rapida, coinvolgente, senza intoppi.

Per quanto il contesto non sia dei miei preferiti, questo libro riesce comunque a piacermi e ad accompagnarmi tra le pagine con avidità e bramosia.

Un'autrice che, dal suo esordio, ha mostrato la sua grande dote e si è presa il suo posto letterario e tra le mie penne preferite.



























I MIEI PRO

La capacità di unire molte voci e collegarle senza essere banale o tediosa.


I MIEI CONTRO

L'argomento generale non è tra i miei preferiti.







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Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Francesca e Francesca per la copia❣️














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QUARTA TAPPA: GINEVRA E RUBINO SCHEDA TECNICA: Titolo: Rosso rubino Autore: Il Dru Data di pubblicazione: prima possibile per riedizione  Ce...