lunedì 18 maggio 2026

BLOG TOUR: STORIE DI TERRA ARSA, Antonio Roma

QUARTA TAPPA: UN TEATRO CHE SI SPORCA LE MANI






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Storie di terra arsa
Autore: Antonio Roma 
Data di pubblicazione: 13 marzo 2026
Ce: Infinito edizioni
Costo: cartaceo 14,25 euro
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: narrativa contemporanea 
Numero di pagine: 144


TRAMA:


Quattro testi teatrali contemporanei rappresentati compongono una geografia dell'umano: un teatro che scava nella terra e nella memoria per restituire alla parola la sua carne, e al silenzio la sua dignità. Un robusto filo rosso unisce le drammaturgie: la sopravvivenza della dignità nell'assenza. Sono tutte storie di terra arsa perché raccontano i margini (il Sud, la fabbrica, la malattia, la precarietà) custodiscono voci residue (l'operaio, la donna meridionale, la docente, gli amanti smarriti), affrontano la cura come atto politico e la memoria come unica forma di resistenza, condividono una poetica della sottrazione, incarnano i valori dell'agenda ONU 2030 su parità di genere, dignità del lavoro, diritto all'educazione, salute, riduzione delle disuguaglianze, giustizia climatica e culturale.












QUARTA TAPPA 

A che cosa serve il teatro, oggi? La domanda è abusata eppure ineludibile, soprattutto se la si pone di fronte a un’opera come Storie di terra arsa. Non mi sottraggo alla risposta, anzi la radicalizzo: il teatro serve a testimoniare. Non a consolare, non a intrattenere, non a decorare il tempo libero della borghesia. Serve a sporcarsi le mani con la materia viva dell’umano, a sedersi accanto agli ultimi, a camminare nella polvere.
Questa posizione non è nuova nel panorama del teatro civile italiano, ma ho cercato
di declinarla con una peculiarità che la renda contemporanea e necessaria: il rifiuto della didascalia. I miei testi non predicano. Non spiegano al pubblico cosa dovrebbe pensare. Non hanno tesi da dimostrare. Hanno corpi da mettere in scena, parole da far risuonare, silenzi da far pesare. La politica, in queste drammaturgie, non è un contenuto aggiunto: è la fibra stessa della scrittura.
Il progetto Rise Up, di cui queste drammaturgie sono espressione, porta avanti un’idea di teatro come forma di cura. Non la cura terapeutica, non la cura consolatoria: la cura come attenzione, come scelta di restare accanto, come responsabilità nei confronti delle storie che raccolgo e restituisco al mondo. Scrivo con la terra addosso - la mia, quella della mia terra d’origine, quella delle comunità che attraverso - e questa vicinanza fisica con la materia del racconto è ciò che spero renda i miei testi diversi da molta drammaturgia contemporanea, spesso cerebrale, spesso autoriflessiva, spesso incapace di uscire dal proprio recinto estetico.
Martina Iacomelli, nella sua prefazione, racconta di una telefonata che le arrivò in un momento di smarrimento profondo. Racconta la forza con cui le restituii la speranza, la possibilità di credere di nuovo in qualcosa. Questa immagine - una voce che raggiunge qualcuno che si sente perso - è forse la metafora più precisa di ciò che Storie di terra arsa vuole essere: non un libro da tenere sullo scaffale, ma una mano tesa nel buio.
Viviamo in un tempo di indifferenza organizzata, di apatia travestita da cinismo, di incomunicabilità celebrata come virtù. Il mio teatro è uno schiaffo a tutto questo. È il rifiuto della neutralità, la scelta di prendere posizione non attraverso lo slogan ma attraverso la verità dei corpi. Ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio è scelto per restituire verità, non per rassicurare.
Alla fine del ciclo, dopo il lavoro e l’amore, dopo la lotta e la memoria, resta un’affermazione semplice e ostinata: siamo ancora vivi. E soprattutto: siamo veri. In un’epoca che premia la superficie e punisce la profondità, questa affermazione è già, di per sé, un atto di resistenza. E il teatro - quando trova corpi capaci di abitarla - può ancora darci la forza di riconoscerla.

Antonio Roma 





  
















COSA NE PENSO? 

Eccoci all'ultima tappa di questo viaggio straordinario.

Che aspettate? Cliccate per la vostra copia.





















 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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REVIEW TOUR: SEMI D'OMBRA, L'alba di Apocalisse_VOLUME 1, Aligi Pezzatini, Simone Gambineri

TUTTO CIÃ’ CHE STA PER ACCADERE NASCE DA QUELLA CREPA CHE UNISCE OGNI COSA

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Semi d'ombra, l'alba di Apocalisse 
Autore: Aligi Pezzatini, Simone Gambineri 
Data di pubblicazione: 11 maggio 2026
Ce: Eclissi edizioni 
Costo: ebook 7,99/cartaceo 24,00 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5




TRAMA:

Ogni venticinque anni, la pace del mondo di Saresia si spezza: le Ombre tornano a reclamare carne, città e speranze. A difesa dell’umanità si erge il Cerchio Niveo, l’organizzazione millenaria che custodisce i quattro Bios, i pilastri su cui è fondata la tecnologia della civiltà. Ciascuno dei quattro Fronti sceglie il proprio campione, l’Incarnazione, che si unirà al potere del Bios per respingere l’oscurità, protetto, a costo della vita, da un fedele Custode. Così è stato per più di mille anni. Ma quando un attacco improvviso colpisce il Fronte degli Elementi e riduce il Santuario in cenere, i Bios si risvegliano con cinque anni di anticipo, trovando tutti impreparati. E le nuove Incarnazioni e i Custodi ― ancora acerbi, ancora incompleti ― devono comunque partire, perché il conto alla rovescia è già iniziato e il ritorno delle Ombre non aspetta nessuno. Ma chi si nasconde dietro quell’attacco che ha scatenato anzitempo Bios e Ombre? È davvero l’antico nemico... o è nato qualcosa di peggiore? Perché, a volte, l’oscurità non arriva da fuori: germoglia dentro. Solo una cosa sembra sicura: quando il Cerchio tramonta, noi sorgiamo!












COSA NE PENSO? 

Gentili lettori, prima di partire per questa recensione che sarà presumibilmente lunga, vi invito a tenere presente che qui siamo immersi nel primo volume di una dilogia fantasy fantascientifica Grimdark con trigger warning che ne vietano la lettura ai minori.

Insomma, se siete particolarmente sensibili alla violenza gratuita e molto crudele, ai rapporti sessuali consenzienti e molto poco consenzienti, prendete atto dell'avviso e fate una lettura consapevole.

Ok, dato il preambolo, possiamo entrare nel vivo.

Ci troviamo nel Continente Biotico suddiviso in quattro regioni, presidiate ognuna da un fronte: la mente a ovest, la forza a sud, lo spirito a est e gli elementi a nord, costituenti l'entità del Cerchio.

Per far parte del fronte, bisogna essere dotati del cosiddetto Seme Niveo che dona potere psicocinetico differente per ciascun fronte.
A 13 anni, chi possiede il Seme, accede all'accademia di un fronte piuttosto che di un altro a seconda della sua affinità.
A 20 anni, dopo esame finale, inizia l'apprendistato per il ruolo lavorativo futuro e in linea con le proprie capacità.

Coloro che sono invece, candidati a diventare incarnazione o custode, devono seguire anche dei corsi specifici e devono essere sottoposti all'indottrinamento con cui entrano in piena sintonia col Bios.

Ogni 25 anni un nuovo ciclo ha inizio ove le incarnazioni che ospitano il bios più il custode a copertura e difesa dello stesso, partono per la grande missione ovvero la battaglia tra il Cerchio e Kor'Vart, l'incarnazione del Bios Nocturnis (che, spoiler, era amicone di origine ma si è poi votato alle ombre).

Quindi, terminata la missione e messo a nanna il cattivone e le sue ombre terrificanti, tutti vivono in pace per 25 anni. In questo tempo, chi deve, ha il tempo di formarsi per partire e avanti così.

Le vecchie incarnazioni e custodi non potranno poi tornare al loro fronte, ma vivranno tutte insieme a Luminaria, non potendo più stare a contatto con altri.

Ecco, questa è l'introduzione al mondo creato dai visionari autori (perché bisogna dirlo... vi sembra semplice mettere in piedi questo po ' po' di mondo? A me per niente... Un po' pazzi bisogna esserlo... Confermate? Ovviamente, in senso buonissimo).

Ma ora, passiamo alla presentazione dei nostri personaggi principali che si manifestano a noi partendo dalla regione occidentale, Crepuscolo: 14 di Solealto è il periodo... Anche questo è un elemento aggiunto e super d'effetto... Cioè, il mondo ha pure un suo calendario... 

Siamo al fronte della Mente, qui il Bios è Nimas, ove abbiamo quattro amici giocherelloni quali Kael, futura incarnazione, Ruby, futura custode, Sernin e Zefram.

Decidono di fare la bravata e rubare un diametro, attrezzo che permette l'accesso nientemeno che dei luoghi più segreti dell'Accademia... Spoiler, succede il macello ma molto peggio di ciò che pensate o immaginatevi, fidatevi.

"Devi andare a Luminaria"

Passiamo poi al fronte della Forza con Farn, futura incarnazione, Nia, futura custode. Il Bios qui è Valkys. 
Dettaglio aggiuntivo: le due hanno difficoltà ad andare d'accordo... Farn pensa che Nia abbia ruolo attivo nella morte di Ander, precedente candidato custode e fidanzato con la bella incarnazione. 

Spostiamoci ora dal bios Onos al fronte dello Spirito con Arthur, futura incarnazione e Loran, futuro custode.

Quando li conosceremo, avremo modo di toccare subito con mano anzi di leggere già la sofferenza vera. 
I ragazzi sono l'opposto ma sono molto amici e in sintonia. Arthur è il serio dei due, studioso, ligio alle regole, fidanzato con Tanith. Loran è il farfallone incredibilmente dotato.

Arriviamo poi al fronte degli Elementi col bios Xeras e la devastazione. Qui la futura incarnazione sarà Tanith e la sua custode, Tamara. Tanith ha poi una sorella al fronte, Sania.

"Se soltanto sapessi perché sono finita qui".

Sapete una cosa? Spoiler... Non tutto andrà come deve... Apparte che il ciclo partirà in anticipo di cinque anni senza capire chi e come... Ci sarà ben altro a sconvolgervi...

I cattivoni quindi, abbiamo detto che sono le ombre e il loro signore. 
Potremo dover fronteggiare però, anche androidi (che devono essere controllati giusto?) nonché l'associazione chiamata "il triangolo Ossidiano": uomini e donne votati a distruggere il Cerchio.

Vi aggiungo anche che sei allievi divisi in due fronti, partiranno per una missione parallela, importante tanto quanto la principale.

Riassumendo... Cinque anni prima del dovuto i Bios si risvegliano, entrano nell'incarnazione sperando sia quella designata e fanno partire questi ultimi con custodi per la grande missione senza sapere na cippa (scusate il francesismo).

Tra luoghi misteriosi come la foresta dei picchi innevati, Estar come città dal grande tempio, Horam e Darkin come città attraversate ove succede di tutto... Certo non avremo il tempo di annoiarci e nemmeno per riprenderci tra un evento traumatico e l'altro.

Tra combattimenti all'ultimo sangue, tra poteri inimmaginabili, baci della mantide, m*rti inaspettate, verità celate, sospetti, corruzione, ma anche devozione, amicizia, infatuazione... Questo libro mette in campo davvero molte forze.

Preparatevi a soffrire, a rimanere a bocca aperta, a pensare di averle ormai lette tutte ma poi arriva l'epilogo...

Preparatevi anche a farvi taaaaante domande e non vi assicuro le risposte (ehi, è un primo volume).

Un worldbuilding geniale, superlativo, da pensare "ca**o se vorrei averlo inventato io", dei personaggi ben delineati e caratterizzati, ognuno con un passato, ognuno con un presente che può essere un dono ma anche schiacciare.

Personaggi da amare, altri da odiare, personaggi che vorreste abbracciare e altri che vorreste schiaffeggiare... insomma, le emozioni saranno tante.

Un volume che scorre veloce, fluido a dispetto della sua mole che non deve per nulla mettervi in soggezione perché leggere sarà davvero semplice e naturale.

Voglio anche evidenziare la bellezza dell'edizione, dell'impaginazione, del font che diventa corsivo quando sono i personaggi che parlano in prima persona e a loro stessi.

Aggiungo anche le preziose sessioni di documentazione ove ci verranno spiegati i passaggi più ostici, nonché i versi di accompagnamento ad apertura degli atti.

E, attenzione!
Alla fine, avremo un importante riepilogo personaggi ma è da leggere solo alla fine mi raccomando! Contiene difatti, tutte le scoperte che faremo tra le pagine... Lo so che siete curiosi ma non vorrete mica spoilerarvi tutto no?

Se non si fosse capito, un libro che mi ha coinvolta, rapita, buttata via per i colpi di scena, sorpresa e che non posso fare altro che consigliare, anche se il genere non è di vostra solita lettura... Io ne avevo il timore all'inizio ma, per fortuna, ho voluto buttarmi in questa sensazionale avventura!!

Io non vi dico altro perché c'è il rischio che scriva un trattato e che vi dica troppo!


Estirpiamo il male prima che metta radici! Il Seme maledetto non deve fiorire!

Chi è, qui, il vero mostro?














































I MIEI PRO

Un libro epocale ove si evincono lo studio e la bravura dietro le penne.

I MIEI CONTRO

Non ne ho di particolari da segnalare.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie a Sofia, alla casa editrice e agli autori per la copia e per avermi permesso di fare parte di questa avventura❣️














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giovedì 14 maggio 2026

GDL: THE GREAT WHEN, il grande quando, Alan Moore

GRAZIE GEORGE ORWELL PER IL BRILLANTE INCIPIT



SCHEDA TECNICA:

Titolo: The great when, il grande quando 
Autore: Alan Moore 
Data di pubblicazione: 25 ottobre 2024
Ce: Fanucci editore
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 16,15 euro
Disponibilità ebookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥/5
GDL: il mio #TimeToFanucci




TRAMA:

Quando Dennis Knuckleyard, giovane apprendista della feroce Ada ‘Cicca’ Benson, viene incaricato dalla rantolante datrice di lavoro di recuperare un lotto di libri da un collega che vuole disfarsene, e si ritrova per le mani un volumetto che in realtà non dovrebbe esistere, tutto potrebbe immaginare tranne che diventare il protagonista impotente e privo di risorse di una serie di disavventure che lo porterà suo malgrado a esplorare una Londra nascosta e pericolosa, di cui quasi nessuno conosce l’esistenza. Tra venditori ambulanti, maghi, pittori surrealisti, boss della malavita e prostitute dai capelli rosso fuoco, lo sventurato diciottenne si ritrova catapultato in una dimensione parallela alla sua, una Londra onirica che trascende il tempo e lo spazio, dove incontra personaggi in grado di trasformare la sua triste e squallida esistenza nella trama di uno strampalato romanzo da incubo dal quale dovrà cercare di uscire indenne. Con "The Great When: Il Grande Quando", Alan Moore inaugura una pentalogia dove la Londra che conosciamo lascia il posto alla meraviglia di una città ricca di mistero, magia e pura follia.











COSA NE PENSO? 

Londra, 1949. Dennis Knuckleyard, diciotto anni compiuti, una frana come ladruncolo, un cognome insolito.

Una vita misera, spiccare meno possibile per l'ansia del servizio militare, il lavoretto in libreria, quella stanza da letto dalla sua titolare, la fantasmagorica Ada detta Cicca.

Un ricordo del passato... Cripplegate non c'è più. E poi... la visione di un arcata e di un uomo.
Non ci penserà più, gli anni passeranno... Nel 1949 l'immagine tornerà a galla, in seguito a un lavoretto che doveva essere tutto fuorché complicato, un lavoretto che non avrebbe dovuto segnare così la sua esistenza.

Doveva recarsi a ritirare alcune carabattole di Arthur Machen da un uomo, con l'accortezza di spendere meno possibile. L'incontro apparirà bizzarro, Dennis riesce a tirare molto sul prezzo... Sembra quasi che il tizio voglia liberarsi di quei libri... che poi, al di sotto di quelli che deve acquistare, ce n'è pure un altro che, a quanto pare, può tenere.

Il libro in questione è "una passeggiata per Londra" di un certo Hampole.

Ma se vi dico che questo libro non dovrebbe esistere perché è solo un autore inventato in un libro di Machen?

Insomma, un libro per un'avventura o meglio disgrazia. 
Ada gli intima di riportarlo da dov'è venuto, di non provare a bruciarlo che potrebbe accadere una cosa terribile, di non tornare finché il fastidio non è sistemato. Tutto questo, glielo dirà tra una serie di coff coff (è soprannominata Cicca ricordate?).

Bene, Dennis ci prova eh a tornare dallo strambo tizio ma diciamo che lui non è più disponibile...

Cosa fare quindi?

La cosa ha dell'incredibile ma se finisse per ritrovarsi in una Soho definita Integrale, in una Londra parallela detta Il Grande Quando?

Attenzione, la prima volta (eh, ce ne saranno delle altre) si troverà dentro proprio a caso, uscendone scombussolato e tutto stropicciato solo grazie all'aiuto di personaggi tutto fuorché ordinari.

Parliamo di uno strascico, fiori giganti, cose che dovrebbero essere inanimate che qui sono costruzioni o che si librano nel cielo... Insomma avete presente il paese delle meraviglie? Decisamente più strano e bizzarro questo Grande Quando.

Per quanto riguarda gli individui, avremo un sedicente Monolulu, un Jack Neave detto Piediferro ma anche un tizio di legno che per un motivo ben preciso, arriverà a piantarsi un coltello in mezzo alla fronte come mezzo intimidatorio!

Ma torniamo a Dennis.
Quando esce da questa Londra fuori di testa, si imbatte in un donna che lo ammalia da subito... Io sono Grace Shilling, e adesso verrai a casa con me.

Per fortuna direi, perché scopre di avere alle calcagna niente meno che il cattivone di città, ovvero Jack Spot.

E tutto per quel libro accettato! Adesso si trova pure sotto minaccia! Ne potrà uscire solo organizzando un pazzo incontro tra il criminale incallito e il grande criminale Oliver William Cromwell, il più popolare e spietato rivoluzionario d'Inghilterra che si trova di là...

Per fortuna Dennis potrà distrarsi dalla sua situazione assurda grazie a due amici... John "Si tira avanti" McAllister e un sedicente avvocato di nome Clive Amery.

Tra un illustratore famoso che viene in soccorso, un certo Spare, i capi della città, papi di Spade, un ammaliante Peter (in pratica un gatto che però ha ribaltato tizi in modo allucinante), un Arcano Harry Lud, i personaggi assurdi non mancheranno di certo.

Inseguimenti, incontri notturni, una scoperta che lascia attoniti, la lotta per la vita, questo fantasy ci capulterà in un mondo talmente bizzarro da chiedersi come l'autore abbia potuto dargli vita.


Primo volume di una saga che dovrebbe contarne 5 (almeno questo si legge online), diciamo che possiamo considerarlo il libro che ci introduce nel Grande Quando, passando per bizzarre descrizioni e periodi ove ti sembrerà di non capire poi tanto.

La narrazione dell'autore è a tratti confusionaria, intricata, molto personale... alle volte sembrerà di essere in balia della sua mente geniale senza poterne uscire vittoriosi.

Penso che questo sia il punto di forza del testo ma anche quello che potrà comprometterne il giudizio se non ci si sentirà confident.

Posso solo suggerire di non demordere, di tenere duro quando vi sembrerà di essere inglobati dal testo.

Alcuni passaggi, apparte ostici, ho trovato che rallentino di molto la lettura... Complice anche un font estremamente piccolo che mi ha fatto perdere gli occhi e la ragione.

Bello il passaggio al corsivo quando si narra del Grande Quando.

Personaggi ben caratterizzati gli uni, solo abbozzati altri. Personalità sopra le righe, stereotipate in alcuni casi.

Un fantasy come non ne avevo mai letti, questo è certo... Devo ancora capire se è un'opera geniale o qualcosa che non fa per me.

A fine libro, potremo anche trovare un appendice che ci darà importanti ragguagli su alcune cose narrate... Davvero un'idea vincente per fare ordine.





























I MIEI PRO

Un fantasy davvero super originale, non ne leggerete altri di simili.

I MIEI CONTRO

Lo stile che, se non si riesce a capire, renderà la lettura ostica.







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Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️

Grazie a Federica per la copia ❤️













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martedì 12 maggio 2026

BLOG TOUR: STORIE DI TERRA ARSA, Antonio Roma

TERZA TAPPA: LA TERRA CHE BRUCIA, I SEMI CHE RESTANO






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Storie di terra arsa
Autore: Antonio Roma 
Data di pubblicazione: 13 marzo 2026
Ce: Infinito edizioni
Costo: cartaceo 14,25 euro
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Genere: narrativa contemporanea 
Numero di pagine: 144


TRAMA:


Quattro testi teatrali contemporanei rappresentati compongono una geografia dell'umano: un teatro che scava nella terra e nella memoria per restituire alla parola la sua carne, e al silenzio la sua dignità. Un robusto filo rosso unisce le drammaturgie: la sopravvivenza della dignità nell'assenza. Sono tutte storie di terra arsa perché raccontano i margini (il Sud, la fabbrica, la malattia, la precarietà) custodiscono voci residue (l'operaio, la donna meridionale, la docente, gli amanti smarriti), affrontano la cura come atto politico e la memoria come unica forma di resistenza, condividono una poetica della sottrazione, incarnano i valori dell'agenda ONU 2030 su parità di genere, dignità del lavoro, diritto all'educazione, salute, riduzione delle disuguaglianze, giustizia climatica e culturale.












TERZA TAPPA 

Si possono leggere le quattro drammaturgie di Storie di terra arsa come testi autonomi, e ciascuno regge sulla propria struttura. Ma sarebbe un errore separarli: sono capitoli di un unico racconto sulla condizione umana contemporanea, voci che si passano una torcia nel buio. L’operaio di Uomo a rendere potrebbe essere il padre della professoressa di Apice - Lezione di antropologia. Achille e Agata potrebbero essere i figli di quella generazione che ha imparato a parlare in mezzo alle macerie. I due anziani di Nebbia potrebbero essere i loro volti futuri, sopravvissuti a tutto. Ho costruito una genealogia emotiva che tiene insieme lavoro, cultura, genere e memoria.
Con Mamma mi voleva professore ho spostato il fuoco sulla precarietà culturale e affettiva della mia generazione. Achille e Agata non sono eroi né vittime, ma due trentenni che inseguono la cultura in un Paese che raramente investe nella cultura. È la radiografia di un’Italia che chiede di essere performanti, riconosciuti, utili, e che allo stesso tempo spinge ai margini chi prova a sottrarsi ai binari predefiniti dell’identità. Una commedia umana che ho scritto con rabbia e tenerezza, dove la maschera che il protagonista indossa diventa il simbolo di una violenza culturale subita da un’intera generazione.
Apice - Lezione di antropologia è forse il testo più esplicitamente politico. Una docente del Sud trasforma una lezione in testimonianza: donne cancellate, territori feriti, migrazioni, violenza sistemica. Ma la potenza del testo, almeno nelle mie intenzioni, non risiede nella denuncia - risiede nell’amore. L’intera lezione è una dichiarazione d’amore alla madre analfabeta che ha reso possibile il cammino della figlia. Il microfono resta spento per metà spettacolo: solo quando la voce si incrina si accende, e in quel momento il pubblico sente la verità amplificata, ma anche la fatica.
Nebbia chiude il ciclo con un sussurro. Dopo il fuoco della rabbia e della lotta arriva la nebbia: il tempo sospeso, la dolcezza che resiste. Ho voluto raccontare una storia d’amore attraversata dall’Alzheimer, in cui la memoria diventa atto di cura e il palcoscenico diventa un luogo in cui ricordare insieme. Il finale - «Ti ricordo per due» - trasferisce la memoria agli spettatori. Il pubblico diventa archivio, custode, erede.
Insieme, le quattro storie disegnano una mappa del presente che è anche una mappa del possibile. Perché se la terra è arsa, non è morta: custodisce semi che attendono solo di essere liberati. È questa la scommessa più grande che mi sono preso: credere che dalle crepe possa nascere qualcosa. Che il teatro, quando è vero, resti ancora un atto d’amore.

Antonio Roma 





  
















COSA NE PENSO? 

Un'altra tappa sicuramente affascinante, il teatro è un atto d'amore!

Che aspettate? Continuate a seguirmi per le prossime tappe.





















 













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QUARTA TAPPA: UN TEATRO CHE SI SPORCA LE MANI SCHEDA TECNICA: Titolo:  Storie di terra arsa Autore:  Antonio Roma  Data di pubblicazione:  1...