venerdì 20 marzo 2026

BLOG TOUR SORPRESA EXTRA: LE SARTE DELLA VILLAREY, Elena Pigozzi

SORPRESA EXTRA: INTERVISTA AUTRICE






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le sarte della Villarey 
Autore: Elena Pigozzi 
Data di pubblicazione: 22 aprile 2025
Ce: Mondadori
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 17,58 euro
Disponibilità eBookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: narrativa storica
Numero di pagine: 240


TRAMA:


Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.








INTERVISTA

1) La prima domanda che pongo sempre nelle mie interviste è anche quella per la quale nutro estrema curiosità: cosa l'ha spinta ad iniziare a scrivere? In che modo e quando ha iniziato?
L’inizio vero, a mio avviso, è quando si acquista consapevolezza e si organizza la propria quotidianità sulla scrittura. Questo è avvenuto in un preciso momento della mia vita, quando ho avvertito l’urgenza di raccontare storie che avevo dentro e che altrimenti sarebbero state perdute. Storie che avevo conosciuto, o che mi appartenevano come esperienza. Da lì è nato il primo romanzo e la necessità di continuare a scrivere.
 
2) Dalle note finali evinciamo come il libro si ispiri a una storia vera. Ma cosa l'ha spinta a scegliere proprio di raccontare questa parte?
Ho sentito l’urgenza di raccontare questa pagina incredibile di resistenza senza armi, di resistenza al femminile e del fronte interno, sia per la carica di umanità, generosità e straordinarietà che la caratterizza, sia perché la considero capace di parlare a questo nostro presente così dilaniato da conflitti e da odi.

3) I protagonisti di questa triste e coraggiosa storia si chiedono come ci si abitui alla paura. Me lo sto chiedendo molto anch'io in questi giorni di incertezza, per quanto succede nel mondo. Lei cosa fa per non pensarci (Alda sa usare le mani per cucire o impastare o aiutare per esempio)?
Scrivo e studio: sono le attività quotidiane che da sempre mi hanno aiutato a superare ogni difficoltà. Anzi, che da sempre mi hanno aiutato ad affrontare la vita. Non ho altri strumenti. Io, a differenza di Alda che era una donna pratica, sono una donna di riflessione, di introspezione, capace più che usare le mani, di usare le parole e con esse scavare dentro di me.

4) La città di Ancona è la sua città natale e nasce da qui la ricerca di una storia su di essa o è forza di scelta per la decisione di raccontare questa vicenda?
Ancona non è la mia città natale, ma sono legata ad Ancona da ragioni sentimentali: era la meta delle vacanze di famiglia, e amo le Marche, considerandole una delle regioni più incredibili del nostro paese. 
Raccontare una storia che si svolse ad Ancona mi ha permesso di indagare la città, farmi guidare dalla stessa e dalla sua storia. In una parola: renderla protagonista del romanzo, al pari di Alda e Laura e gli altri personaggi.

5) Ho amato molto Laura. Personaggio molto ben costruito, ricco di emozioni con le quali empatizzare. Da cosa ha tratto ispirazione o da chi?
Come tutti i miei personaggi, perché siano autentici, devo “pescare” dentro di me. Laura mi somiglia molto: come me, ama lo studio; come me, ha bisogno della riflessione che nasce dalla parola. L’insegnamento del padre – “una riga al giorno per non perdere il tempo che passa” – è anche il mio impegno quotidiano.

6) Se si pone dall'altra parte e quindi in veste di lettore, dove orienta i suoi occhi? Genere preferito?
La saggistica, perché sono sempre affamata di conoscenza... Di narrativa leggo davvero ciò che più mi incuriosisce, senza pregiudizi, ma con l’eccezione per fantascienza e fantasy (lo ammetto, ho un bilancio di poche letture).

7) Al momento sta pensando di scrivere ancora? O lo sta già facendo?
Sto scrivendo un’altra storia, per me importante, per me necessaria. Solo che, quando si scrive, la paura che qualcosa non funzioni è sempre in agguato, perciò preferisco, per scaramanzia, non aggiungere altro...

8) Quali sono le penne che l'hanno ispirata? 
L’amore per la scrittura nasce prima di tutto dall’amore per le storie e dalla passione per la letteratura. Faccio fatica a elencare pochi autori, perciò rispondo d’istinto, consapevole che altri me ne verranno in mente. Yourcenar, Christa Wolf, Ginzburg, Piovene, Tomizza, ma anche Tolstoj, Mann, Dostoewsky... 

9) Se dovesse scegliere il suo personaggio preferito, quale sarebbe e perché?
Nel romanzo direi Milo, che amo e ho tanto amato, ma anche Laura, perché sono personaggi che sono cresciuti nella storia insieme a me

10) Se dovesse descrivere in tre parole il suo "Le sarte della Villarey" quali sceglierebbe?
Tre parole chiave sono: mani, bene e mare... Lascio ai lettori la sorpresa di scoprirne le ragioni. 



  











COSA NE PENSO? 

Stupende risposte a chiusura delle attività di blog tour e post recensione. 

Avete già recuperato?





















 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️ grazie all'autrice per la grande disponibilità ❣️




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giovedì 19 marzo 2026

UN SEGRETO DI GHIACCIO, Mo Malø

MA DI PUÒ LEGARE IL VENTO?

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Un segreto di ghiaccio 
Autore: Mo Malø 
Data di pubblicazione: 15 luglio 2025
Ce: Piemme
Costo: ebook 13,99/cartaceo 18,90 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5




TRAMA:

Dopo un soggiorno forzato in Danimarca, l'ispettore Qaanaaq Adriensen torna a Nuuk, la gelida capitale della Groenlandia, per riprendere il suo ruolo di capo della polizia. Provato dagli alti e bassi della vita, trova ad attenderlo un caso inquietante: il suicidio di una giovane donna sulla cui mano c'è uno strano tatuaggio che rimanda a un antico rituale sciamanico inuit. Il mistero si infittisce quando un pacco anonimo dal contenuto spaventoso viene inviato a Qaanaaq. E mentre nuovi suicidi scuotono la città, l'ispettore si ritrova intrappolato in una spirale sempre più oscura, in cui ogni indizio sembra avvicinarlo a una verità che non vuole affrontare. In un luogo dove la luce abbagliante dei ghiacci cela le ombre più profonde, Qaanaaq deve affrontare non solo il male che si nasconde dietro al caso, ma anche i demoni che lo perseguitano. Una corsa contro il tempo, contro l'oscurità e contro sé stesso.














COSA NE PENSO? 

Siamo nel 2018, è dicembre. Freddo, neve, vento. È la Groelandia signori e signore.

Il testo si apre con un prologo in una notte polare, una notte che doveva essere di bevute e oblio, solo questo doveva essere... ma poi... qualcosa cambia. Una maschera nera...

Ma ora saltiamo un anno avanti, giusto un anno e troviamo una ragazza che odia gli uomini e vuole fuggirne, una ragazza che sceglie la via della fine. Maja. La ragazza del centro per minori, migliore amica di Anja, fidanzata di Lars.

Ma questo non può essere un caso giusto? 
In quell'isola vi era la più alta percentuale di suicidi al mondo. Dieci casi ogni 100mila abitanti.

Ma se venisse recapitata una mano mozzata al capo della polizia groenlandese Qaanaaq Adriensen? Qua direi sia necessario indagare... eh ma se il capo non potesse indagare? Rientrato da poco dopo un lutto familiare importante, si trova costretto alle sedute terapeutiche giornaliere con la rinomata Pia Kilanaq, psicologa che si occupava anche di un ruolo di consulenza al centro giovani. 
È proprio da qui che arriva una chiamata per una loro ragazza trovata senza vita per essersi gettata da una rupe... Maja.

Ruolo fondamentale quindi, come poliziotto ma anche come amico e fervido sostenitore di Qaanaaq, ce l'avrà il suo vice: Apputiku Kalakek detto Appu (per fortuna perché provate voi a leggere ogni volta quel nome complicato).

Ma torniamo al regalino per il Capo.
Una piccola scatola con Tupperware opaco senza mittente... trovarci una mano non era esattamente ciò che ci si aspettava... oltretutto, presentava simboli disegnati, o meglio lettere della lingua Inuktitut. Tatuaggi ma non moderni, ma non qualsiasi...

Ahn, in tutto ciò, il nostro Qaanaaq ha avuto l'incarico da "la formica" di girare le stazioni di polizia nelle isole e si sa... una sbirciata di qua, una domanda di là... 

Ed è proprio durante uno dei suoi giri che un altro pacco a suo nome lo raggiunge... questa volta tocca al braccio, senza mano ovviamente. Ovvio presupporre che siano della stessa persona e poi... un indizio forse... ma quello è un morso?

Il dettaglio salta all'occhio della coroner Lotte Brunn, una di quelle che ama il suo lavoro talmente tanto da preferire la fredda sala d'obitorio anche sotto le feste.

Ok... abbiamo una mano, un braccio e questo è un caso. Poi un s*icido e la scoperta di un altro su una diversa isola, tempismo da brividi e un nome in comune che aleggia nell'aria... Taqiq, un cantastorie... di copertura... preferiva intrattenere le ragazze in modo diverso. Ma ehi, tutte lo adoravano.

Taqiq e Siqiniq raccontava la leggenda.

Non ti preoccupare, è successo tutto come previsto.

Fallo.

La verità sarà molto ben nascosta ma prima o poi... verrà a galla, nonostante tutta la neve a coprire ogni cosa.

Tra voli in mezzo ad una bufera, inseguimenti tragici, un masso a colpire e nascondere, ragazze m*rte che sembrano non collegarsi tra loro, il mistero degli arti, la scoperta di un libro particolare, un incontro ad alta quota... con questo thriller annoiarsi sarà impossibile.

Decido volutamente, di espormi poco per non rovinarvi tutti gli oh a bocca aperta che farete tra le pagine.

Misteri collegati alle leggende di quelle terre. Perdere ogni certezza. Rischiare la propria famiglia per dare priorità al lavoro. Fare supposizioni, smentirsi, ricredersi, ripartire.

I colpi di scena non mancheranno e il lettore potrà anche fare 1000 congetture senza uscirne vittorioso.

Una caratterizzazione ottima dei personaggi. Un capo polizia tenace, testardo, sprezzante del pericolo. Un vice leale, in gamba, sempre pronto alla qualsiasi. Una squadra di lavoro che sembra molto di più.

Un finale ben portato e argomentato. Indizi seminati durante la lettura ma coglibili solo a quadro completo (come deve essere no?).

Una lettura imperdibile per gli amanti del genere.
Un nuovo autore da aggiungere alla casella dei preferiti.












































I MIEI PRO

Un thriller come si deve, ricco di colpi di scena e collegamenti inaspettati.

I MIEI CONTRO

Non ne ho di particolari da segnalare.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie a Maddalena per la copia ❣️














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BLOG TOUR: CENERENTOLA ERA MIA NONNA, Federica Bernardo

SECONDA TAPPA





SCHEDA TECNICA:

Titolo: Cenerentola era mia nonna
Autore: Federica Bernardo 
Data di pubblicazione: 13 dicembre 2025
Ce: Chiaredizioni
Costo: cartaceo 14,16 euro
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: Narrativa contemporanea per ragazzi
Numero di pagine: 112


TRAMA:


Se finora le fiabe hanno avuto una chiave di lettura univoca in cui la principessa di turno viene salvata dal principe, il lettore dovrà dimenticarla. "Cenerentola era mia nonna" è il rovesciamento ironico e dissacrante delle fiabe più note, poste sotto la lente d'ingrandimento dell'autrice, che mescola uno spaccato della propria vita alle vicende dei loro personaggi. È così che le protagoniste delle fiabe diventano emblema di una società anacronistica, in cui il destino di una donna è nelle mani di un uomo. Una donna è capace, invece, di provvedere a se stessa, senza un principe che la sottragga ai rivolgimenti della sorte: è questo il messaggio dell'autrice. L'unica fiaba che viene salvata è infatti "La bella e la bestia", perché diversa da tutte le altre. In questo caso, è la protagonista femminile, Belle, che spezza l'incantesimo che aveva condannato un principe a rimanere bestia per sempre. Con la sua capacità di vedere al di là dell'aspetto mostruoso della bestia, riesce a far riemergere la sua bellezza. In questo viaggio nella fantasia, alla fine l'autrice trova posto per un decalogo di sopravvivenza per giovani donne, in cui dispensa alle ragazze consigli su come trovare la felicità nella propria indipendenza.

















SECONDA TAPPA

Le fiabe hanno accompagnato per secoli l’immaginario collettivo, trasmettendo valori, modelli sociali e ruoli di genere. Dietro la loro apparente semplicità narrativa si nascondono spesso rappresentazioni profonde della società in cui sono nate. Il libro Cenerentola era mia nonna di Federica Bernardo si inserisce proprio in questo filone di rilettura critica: l’autrice utilizza le fiabe tradizionali come lente sociologica per analizzare stereotipi culturali ancora radicati, tra cui il tema della violenza contro le donne e la subordinazione femminile.
Pubblicato nel 2025, il testo propone una rivisitazione ironica e dissacrante delle fiabe più celebri, intrecciando elementi autobiografici e riflessioni sociali. L’obiettivo è smontare la narrazione classica secondo cui la felicità di una donna dipenderebbe dall’intervento salvifico di un principe. In questa prospettiva, le protagoniste delle fiabe diventano simboli di una società anacronistica, in cui il destino femminile è spesso determinato dagli uomini o dalle strutture patriarcali. 

Le fiabe tradizionali, diffuse in Europa soprattutto attraverso raccolte come quelle di Charles Perrault, hanno contribuito a costruire un immaginario culturale in cui i ruoli di genere sono rigidamente definiti. 
Le protagoniste femminili sono spesso caratterizzate da tratti come passività, obbedienza e bellezza, mentre il loro riscatto avviene grazie all’intervento di una figura maschile: il principe, il cavaliere o l’eroe. Questa struttura narrativa ha influenzato per secoli l’educazione sentimentale e sociale delle giovani generazioni, normalizzando l’idea che la realizzazione femminile coincida con il matrimonio e la protezione maschile.
Nel libro di Federica Bernardo questo schema viene messo in discussione. L’autrice suggerisce che dietro l’apparente romanticismo delle fiabe si nascondano modelli culturali che possono contribuire a perpetuare disuguaglianze e dinamiche di potere tra uomini e donne. In altre parole, le fiabe diventano un campo di indagine sociologica capace di rivelare le radici culturali della violenza di genere.

Uno degli aspetti più significativi dell’opera è il ribaltamento del paradigma classico della “principessa salvata”. Nel racconto tradizionale di Cenerentola, ad esempio, la protagonista subisce soprusi e umiliazioni da parte della matrigna e delle sorellastre fino a quando l’intervento del principe non cambia il suo destino.
Federica Bernardo rilegge questa dinamica evidenziando il rischio implicito di una narrazione in cui la salvezza della donna dipende esclusivamente da una figura maschile. L’autrice propone invece un modello di emancipazione basato sull’autonomia e sull’indipendenza: la donna è capace di determinare la propria vita senza bisogno di essere “salvata”.
Questa prospettiva critica non mira a distruggere il patrimonio fiabesco, ma a reinterpretarlo alla luce delle trasformazioni sociali contemporanee. Le storie diventano quindi strumenti di riflessione su come i modelli culturali influenzino la percezione delle relazioni affettive e del potere.

Nel libro la violenza contro le donne emerge non solo come fenomeno esplicito, ma anche come struttura simbolica radicata nelle narrazioni tradizionali.
Molte fiabe raccontano situazioni di abuso, controllo o manipolazione: giovani donne costrette a lavori umilianti, segregate, minacciate o trattate come oggetti di scambio matrimoniale. Questi elementi, spesso percepiti come semplici espedienti narrativi, possono essere interpretati come metafore di una società che per secoli ha limitato l’autonomia femminile.
Attraverso una lettura contemporanea, Bernardo mostra come tali rappresentazioni possano contribuire a normalizzare dinamiche di subordinazione o dipendenza emotiva. La sua analisi invita quindi il lettore a interrogarsi sulle radici culturali della violenza di genere, che non nasce solo da comportamenti individuali ma anche da modelli sociali interiorizzati.

Uno degli elementi più originali del libro è la presenza di un “decalogo di sopravvivenza” rivolto alle giovani donne, in cui l’autrice offre consigli per costruire una vita autonoma e consapevole. 
Questo passaggio rappresenta il cuore del messaggio dell’opera: la felicità non dipende dal riconoscimento o dall’amore di un principe, ma dalla capacità di una persona di costruire la propria identità e indipendenza. In questa prospettiva, la letteratura diventa uno strumento educativo e culturale capace di stimolare il pensiero critico.
L’unica fiaba che l’autrice sembra “salvare” è quella della Bella e la Bestia, perché presenta una dinamica diversa: la protagonista non viene salvata da qualcuno, ma è lei stessa a trasformare la realtà attraverso la propria sensibilità e capacità di vedere oltre le apparenze.

“Cenerentola era mia nonna” non è soltanto una rilettura ironica delle fiabe, ma anche una riflessione culturale sul modo in cui le narrazioni tradizionali hanno contribuito a costruire l’immaginario sociale dei rapporti tra uomini e donne. Attraverso l’analisi dei modelli fiabeschi, Federica Bernardo mette in luce le radici simboliche della violenza di genere e propone un nuovo paradigma basato sull’autonomia e sull’autodeterminazione femminile.
Il libro invita quindi a guardare le fiabe con occhi diversi: non più come semplici storie per l’infanzia, ma come strumenti attraverso cui comprendere i cambiamenti della società e promuovere una cultura più equa e consapevole.



  
















COSA NE PENSO? 

Sinceramente non vedo l'ora di saperne di più!

E voi? Continuate a seguirmi per la prossima tappa.





















 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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BLOG TOUR: GUARDA IL CIELO, Claudia De Pascali

TERZA TAPPA: LA VITA DOPO LA MORTE






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Guarda il cielo
Autore: Claudia De Pascali 
Data di pubblicazione: 16 ottobre 2025
Ce: Graus edizioni
Costo: cartaceo 17,10 euro
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: Autobiografia, storia vera, malattia
Numero di pagine: 168


TRAMA:


Una gravidanza serena, un sogno che profuma di un futuro luminoso, un cielo azzurro che promette amore e serenità. Claudia attende con gioia la nascita della sua bambina, Nicole, ignara che quel giorno tanto atteso avrebbe segnato l’inizio di un percorso complesso e pieno di sfide da affrontare. Nicole nasce in fin di vita, resta in coma per giorni, lottando con tutte le sue forze per tenersi alla vita. Claudia, spinta da un amore assoluto per la sua creatura, si aggrappa alla speranza. Da quel momento ha inizio una battaglia quotidiana, tra terapie intensive, diagnosi impietose e parole che feriscono come lame. Guarda il cielo è una storia emozionante, il viaggio nell’anima di una madre che scopre in sé risorse inattese, e nella fragilità della sua bambina che rivela una forza sorprendente. Perché a volte la speranza è più forte della paura, e l’amore autentico dura per sempre.













LA VITA DOPO LA MORTE

Credere che dopo la morte la vita continui, è una scelta individuale. La scienza, che si occupa di fenomeni fisici, misurabili, tangibili, non ha ancora confermato nulla in merito e per i più scettici è la dimostrazione che la vita si consuma solo nella materia, in questa dimensione. Io sono cresciuta ascoltando commenti che asserivano, in particolar modo quando una persona cara veniva a mancare, che quest’ ultima avrebbe vissuto nei ricordi, nel cuore e che avrebbe vegliato su chi amava, da lassù. Le ho sempre percepite come frasi di circostanza, quasi ipocrite, utilizzate quando non si trovavano parole per consolare qualcuno in preda al dolore di una grave perdita. Mi interrogavo sulla veridicità di quelle affermazioni e pur essendo una bambina, mi ripetevo che era impossibile che esistesse qualcosa che non si poteva vedere, sentire o toccare. Crescendo però le cose sono cambiate. Nell’ arco della mia vita si sono presentate una serie di circostanze che mi hanno portato ad osservare incastri perfetti, sincronicità e segni che erano davvero molto chiari. Non tutto ci è dato di sapere, ma ora avverto con certezza interiore che dopo questa esperienza terrena, ne sussegue un’altra avvolta per noi ancora nel mistero e sono fermamente convinta che mia figlia Nicole sia più viva che mai.





  
















COSA NE PENSO? 

Mi viene da piangere di nuovo con questa terza tappa... mi devo procurare un pacco intero di fazzoletti per portarvi la recensione, assicurato!
Vediamo come va con l'ultima tappa...

Che aspettate? Continuate a seguirmi per la prossima tappa.





















 













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mercoledì 18 marzo 2026

LE SARTE DELLA VILLAREY, Elena Pigozzi

BASTAVA CHE UNA PERSONA DICESSE: "SONO VERI" E I SOGNI SI FACEVANO LUCI CHE DIFENDONO DAL BUIO

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le sarte della Villarey 
Autore: Elena Pigozzi 
Data di pubblicazione: 22 aprile 2025
Ce: Mondadori
Costo: ebook 9,99/cartaceo 17,58 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5




TRAMA:

Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.















COSA NE PENSO? 

Primavera 1943. Ancona. La guerra ha fauci d'abisso. La guerra ha anche le sue donne, le sue ricamatrici che offrono resistenza a forza di ago e filo.

Ovviamente, non è una storia da sorriso ma più da pianto. Il periodo storico è lampante, la desolazione, la fame, le macerie, le perdite... tutto troppo, tutto orrore, tutto strazio.

Ma, in questo buio, c'è una piccola fiammella dal nome Alda, la sarta della caserma Villarey.

Lei che prende sotto la sua ala protettiva Laura, ragazza rimasta sola col fratello Milo di 11 anni. Rimasta con un padre che non da più notizie dal fronte e una madre, Leila, deceduta di malattia.

Alda che non si limita a questo. Vuole lottare, con tutti i mezzi possibili. Quando i nazisti arrivano e imprigionano in caserma tanti, troppi, militari italiani.

È lì che nasce l'idea... da una donna che "il bene si impara facendolo". Travestimenti, questa sarà la chiave per salvarne più possibili dalla deportazione.

Serve una mano da ogni donna rimasta, serve anche l'aiuto di un certo bambino fattosi adulto, che conosca a menadito la città e aiuti a concludere la fuga.

In più, ci sono gli ebrei rimasti da avvisare quando sarà tardi per sperare in tempi migliori.

È qui che nasce la speranza, il sentirsi utili, l'avere uno scopo... 

È qui che anche due semplici sguardi e una promessa sussurata alla fine, possono dare qualcosa di bello che manca da tempo.

E quando le bombe cadranno sulla città sarà necessario resistere e ritornare a vivere anche per tutte le persone amate che vivono solo attraverso i ricordi.


Un libro che mette ko emozionalmente parlando. C'è poco da dire... le storie vere relative alle grandi guerre mi fanno sempre capitolare.

Qui ci aggiungiamo anche una grande capacità narrativa e di costruzione, oltre ad un'arguta caratterizzazione dei personaggi.

Il fazzoletto vicino sarà d'obbligo, certe cose smuovono dentro ma è importante leggerle, sapere, conoscere di persone che hanno fatto il bene senza averlo studiato ma che l'hanno fatto perché il cuore diceva che era la cosa giusta.

Le persone, i volti, la città tutta prendono vita tra le pagine, come se noi fossimo lì vicini per poter asciugare le lacrime o spostare detriti.

Leggere questo libro vi farà pensare a più riprese "che donna straordinaria questa Alda".

Che la memoria di Alda e Irma rimanga sempre viva attraverso il racconto.










































I MIEI PRO

Un libro profondo, che rimane.

I MIEI CONTRO

Non ne ho di particolari da segnalare.







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Grazie a Matilde per la copia ❣️














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SORPRESA EXTRA: INTERVISTA AUTRICE SCHEDA TECNICA: Titolo:  Le sarte della Villarey  Autore:  Elena Pigozzi  Data di pubblicazione:  22 apri...