Ma partiamo dal principio... Siamo al cospetto di un dark fantasy con una componente romance ma attenzione, io non voglio definirlo romantasy perché sarebbe assolutamente limitante.
Questa è la storia di Helena Marino, guaritrice della resistenza e di tutte le persone vive o meno, che le ruotano attorno.
Il grande nemico è Morrough, ovvero il Sommo stregone colui che aveva ucc*so od ordinato di farlo, tutti i membri della resistenza, ops quasi tutti. Tra questi anche chi per lei era stato il mondo intero, in un'altra vita.
Helena la conosceremo come prigioniera di guerra. Prigionera 1273, o 19819? Due numeri di detenzione e non c'è traccia di nessuno dei due in struttura.
Per 1273 Helena dovrebbe essere morta mentre, per il 19819 selezionata per la stasi ma non risulta mai arrivata.
Helena è sparita dall'archivio dell'Augustus da 14 mesi...
Ma perché Helena sembra una pedina così importante? Era solo una guaritrice, brava con l'alchimia... Ma era anche una vivimante, anche se pochi ne erano a conoscenza... la gemella opposta della negromanzia, esercitata sui vivi anziché sui morti.
Ma dove siamo? Siamo a Paladia. Helena, più precisamente, si trovava nella Torre dell'alchimia, nel cuore dell'Istituto di Alchimia fondato dagli Holdfast, ora definito la Centrale.
Helena con dei bracciali a sopprimere la sua forza ovvero la sua risonanza. Helena con un grande vuoto di ricordi che qualcuno vuole estrapolare. Helena presa e consegnata all'erede della gilda del ferro, Kaine Ferron. Helena che ogni giorno pensa a come ucc*dersi senza poterlo fare.
Le visite poi della Dottoressa Stroud non saranno che peggio di quello che già sopporta.
"Benvenuta a Spirefell"
Ma se tutto ciò che pensa di sapere fosse falso? Se tutto ciò che è nascosto nella sua testa fosse la chiave?
Tra una moglie gelosa di nome Aurelia, tra i necroschiavi, tra non-morti, tra visi che sembrano famigliari senza ricordare perché, Helena dovrà tentare di carpire la verità e affrontarla poi di conseguenza.
Sarà necessario ritornare sui propri passi, al lettore sarà concessa un'intera seconda parte per capire come Helena sia finita lì.
Quattro anni prima, vigilia del solstizio, 1785 P.D., è in questa data che iniziano a muoversi sulla scacchiera.
Resteremo attoniti alle volte, stupiti da ciò che trapela dalle pagine e dovremo rimanere concentrati perché, un solo passaggio perso, può costare il senso dell'insieme.
Scopriremo che, in fondo, c'era un modo per uccidere i Non-morti, conosceremo Ilva, Crowther, avremo a che fare con il Mo'lian'shi detto anche nullium.
Ma avremo anche chimere, esperimenti devastanti, sofferenza e mutilazione.
"Come si poteva sopportare tutta quella sofferenza senza imparare a difendersi?"
"Hai sempre fatto le cose peggiori a causa mia"
Quando torneremo consapevoli al presente, sarà come ricevere uno schiaffo in pieno viso.
Tutto verrà allineato, tutto acquisterà senso. Rimane solo una cosa da fare: rimanere in vita.
Tra colpi di scena, mosse inaspettate, individuazione dei veri mostri, consapevolezza della propria forza e del proprio coraggio, un amore distorto ma che giura per sempre... Insomma, non avremo molto modo di annoiarci... Siete pronti a rimanere sopraffatti?
Un'opera molto imponente che, con le sue più di 1000 pagine, si presenta come lettura impegnativa ma che in realtà scorre molto bene, mantenendosi coinvolgente nonostante una parte due molto corposa (quella dedicata al passato).
Un dark fantasy che punta su ciò che appare quasi magico ma che è più scienza, ricerca. Si spinge al limite, lo oltrepassa e ti fa vedere cosa ci sarebbe poi, cosa non andrebbe fatto.
Un testo ben scritto indubbiamente, con un worldbuilding davvero elaborato e ben portato.
Può spaventare? Certo, ma non dovrebbe.
Un libro che sarà apprezzato da chi cerca finalmente un fantasy dove non prenda il sopravvento la vena romance, dove non vive la speranza ma più la disperazione.
Una protagonista iconica, dal temperamento grintoso e testarda come poche. Da amare e odiare simultaneamente o in modo alternato.
Dei personaggi oscuri che vorrebbero apparire più chiari. Ho apprezzato molto che anche evolvendo, ogni punto saldo rimanga, non snaturando troppo loro stessi, mostrando comunque quei lati che quasi si vorrebbero occultare.
Qualche nota di dolcezza tra il fumo di ordigni esplosivi.
E poi, un finale che potrebbe lasciare un po' contrariati... Almeno, io sono rimasta in attesa di qualcosa, basandomi sulla piega degli eventi precedenti ma... meglio non aver avuto ragione.
Una lettura che sono contenta di aver affrontato, una lettura che mi è assolutamente piaciuta ma che non reputo come il miglior libro fantasy letto.