lunedì 10 marzo 2025

REVIEW TOUR: LA BAMBINA ADDORMENTATA, Chiara Malagutti

I MOSTRI NON MUOIONO MAI


SCHEDA TECNICA:

Titolo: La bambina addormentata 
Autore: Chiara Malagutti 
Data di pubblicazione: 5 febbraio 2025
Ce: Dark Abyss edizioni 
Costo: ebook 3,99 euro/cartaceo 18 euro
Disponibilità ebookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥,5/5




TRAMA:

Quale rifugio può dirsi sicuro quando non ci si fida più della propria mente? Aurora, la bambina addormentata, vive accerchiata dalle pareti del suo inconscio che la stringono in una morsa di visioni d'angoscia e incubi soffocanti.
Quando la realtà si confonderà con l’esperienza onirica, riuscirà a svegliarsi e fuggire dal mostro che da anni la insegue?
E voi riuscirete a credere alle sue verità?
















COSA NE PENSO? 

È il 27 settembre 2001, siamo nel piccolo paese di Torre del Campo.
Aurora era una bimba come tante ma da questo fatidico giorno, niente sarebbe stato più lo stesso.

"I piedi erano nudi, il corpo scarno, la pelle diafana e le membra tremanti."

"Ogni lacerazione, ogni graffio, diveniva il modo per sottrarsi al vero incubo: quello che la inseguiva dentro, invisibile ma implacabile."

"Lei, sola, vittima innocente di una morsa invisibile che la stringeva, una forza che urlava dispotica il suo terribile nome: paura".

Aurora si trovava, come spesso accadeva, a casa di Costanzo Baldi e Federica Freddi, erano una coppia di anziani che abitava nella campagna adiacente al centro cittadino, una coppia di nonni in sostituzione a quelli veri mai avuti.

Aurora sentiva che c'era qualcosa di diverso quella sera e poi, quella porta semi chiusa dello scantinato, quella nenia cantata, quella ragazza al centro...

La fuga nella notte, accompagnata solo dalla morsa dalla paura. Il racconto ai genitori, i genitori Enrico e Anna che non le credono, l'inizio di un calvario senza fine.

Malata di mente. Mente difettosa. Tutto nella tua testa. Occhi cerchiati di rosso.

Dobbiamo aspettare il 2007 perché la vita di Aurora sia ulteriormente, se possibile, sconvolta grazie ad un invito ricevuto, un invito ad un matrimonio proprio di Costanzo e Federica...i nonni che ella reputa l'inizio di tutto, i mostri per eccellenza.

"Quella futura promessa, l'attesissimo"Si, lo voglio", avrebbe reso legale un'unione di anime che già era stata consacrata dalla vita, un'unione che il destino aveva già decretato".

Un Costanzo che aveva avuto una condanna a pochi mesi di vita e voleva fare un regalo alla sua Federica. Un Costanzo che era già scappato una volta alla morte, difatti 6 anni prima, la diagnosi era stata la stessa... un miracolo si vociferava.

Lei non ci vuole andare. I genitori invece la vogliono lì con loro e anche la dottoressa Zanella Lucia è in accordo.

Ma parliamo un attimo di Anna ed Enrico.
Quei genitori che si erano allontanati da Aurora neanche fosse contagiosa, quei genitori che mantenevano le distanze più possibile da una figlia che aveva cambiato loro la vita, quei genitori che tenevano Aurora distante dal mondo, lontana da tutto, per preservare le dicerie...o secondo loro era essa protezione?

"I suoi genitori, ormai da tempo, non parlavano quasi più con lei, se non per dovere."

Ma ora parliamo dell'altro personaggio di questa storia, la prima citata dottoressa Lucia Zanella. Lei era la psicoterapeuta.

Vede Aurora dal fattaccio in poi, un susseguirsi di sedute, di parole tirate fuori con le pinze, di fiducia messa nelle sue mani da una paziente senza più alcuna prospettiva.

La vede per cacciare quell'incubo che rimaneva lo stesso, come la sensazione di paura, solitudine e impotenza.

Quelle fasi che andavano ripercorse, quella notte calda di fine estate che andava rivissuta, quella fuga nella notte da chi l'aveva sempre trattata come una nipote andava spiegata e rispiegata. Sembra fosse necessario per guarire, rivivere l'incubo dal quale tutto era iniziato.

Ma Aurora si sentiva sola, agli occhi di tutti "malata".

"Quando aveva raccontato ai suoi genitori quello che era successo, ciò che aveva visto, loro avevano sospirato. Quanto le erano sembrati pesanti quei sospiri: macigni nel suo piccolo cuore".

Ma Aurora sapeva cosa l'aveva portata nello studio di Lucia. L'oscurità, quella che esisteva davvero, quella densa e putrida, quella che contagiava ogni cosa.

Con la dottoressa, sembrava che la situazione fosse sotto controllo inizialmente, imbottita di farmaci, non era più neppure lei, la mente vuota come l'anima.

Ma poi quell'invito, unito al calo del dosaggio del farmaci...un ritorno all'oscurità che non l'aveva mai abbandonata veramente.

Aurora ricordava con una chiarezza limpida e straziante la sensazione di paura, di involontà che aveva provato e che ora si trovava a rivivere.

"Aurora si sentí svuotata, stanca, senza più energia o desiderio di opporsi. I ricordi la colpirono forte come schiaffi: non era mai riuscita a sfuggirli, a liberarsi. Era sempre rimasta lì, imponente, in balia di quelle catene invisibili e di quegli artigli che l'avrebbero dilaniata poco a poco."

"Aurora sapeva che il vero nemico era la sua mente, intrisa, corrotta dai ricordi - erano davvero ricordi?"

Un episodio della sua infanzia era sicuramente reale, accaduto. I motivi non sono assolutamente chiari ma l'epilogo come il sole...Pietro Filigardi, un compagno di classe che, dopo l'evento, cambierà scuola, la odierà con tutto se stesso, odierà Aurora e spererà che soffra quanto lui che aveva visto la morte in faccia dopo quello che lei aveva fatto.

Un bambino costretto ad entrare in terapia ma che sembra non liberarsi di quella rabbia che articola la sua mente...non finché lei esiste...

"Lucia era convinta che, se non avessero trovato un modo per porre fine a quel tormento, a quel dolore e a quel costante senso di impotenza e ingiustizia, il ragazzo sarebbe presto esploso in mille frammenti di luce, proprio quello che temeva."

Gli anni di scuola successivi, anche per Aurora sono diversi...lezioni individuali, nessun contatto con altri coetanei, i genitori decidono di tenerla sola più possibile.

È così che incontra la professoressa Gertrude Bassani. Una donna che non capisce Aurora inizialmente, perché inizialmente all'oscuro della sua condizione, una donna che però Aurora ammira e con la quale si aprirà attraverso un compito scolastico...quel compito che darà il via anche per la professoressa a qualcosa di nuovo e spaventoso.

"Quanto costa il suo silenzio, professoressa?"

"Nessuno doveva tornare a parlare di lei, della "bambina addormentata"."

"La verità era che nessuno vedeva Aurora. Lei era invisibile. Solo Lucia era riuscita a guardarla, guardarla veramente. E ora anche la professoressa Bassani aveva intuito qualcosa. La domanda era solo una: Aurora voleva essere vista?"

Quella professora che poi, in un momento catartico per Aurora, la troverà e la aiuterà a suo modo...o forse non riuscirà poi a farlo...

Un vicolo, un incubo più reale del reale, una sirena, uno scontro con due genitori ostili, dei tulipani gialli, un tulipano macchiato davanti la porta di casa, una consapevolezza che fa paura.

E poi, l'arrivo del fatidico giorno con tutti lì, il giorno che era chiaro doveva decretare anche la fine del mostro.

Uno, due, tre, fai un giro attorno a me
uno, due, tre, devi restare qui perché
Lui ti verrà a cercare, nell'oscurità
Un giorno non lontano questa corda spezzerà...


Un testo dalle tinte Horror che si spinge ai confini tra onirico e mondo reale. Si spinge ove la mente diventa contorta, difficile da controllare, ove i ricordi si affollano, ricordi veri e presunti tali.

Un testo scritto molto bene, che delinea le abilità dell'autrice a tenere il ritmo, a coinvolgere il lettore e tenerlo tra le pagine.

Ho riportato molte citazioni perché meritavano, e ne ho scelte solo alcune eh...volevo però farvi conoscere qualcosa della penna di Chiara Malagutti perché siate spinti ad una compulsiva lettura.

Una bambina che soffre di mancanza di affetto, soffre di quella solitudine imposta, soffre per la sua mente distorta.

Ma dove sarà il confine tra realtà e subconscio?
Tutto sarà veramente come sembra?

Un finale che ti trafigge il cuore. Un finale che aggiunge brivido al brivido.

Un testo di esordio potente, audace.

Si dice che il tempo guarisca ogni cosa, che faccia dimenticare...ma è davvero così quando la paura è il sentimento più importante che si ha?




 


































I MIEI PRO

Stile narrativo eccellente, storia coinvolgente e molto oscura.

I MIEI CONTRO

Non ne ho di rilevanti da segnalare.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie a Lavinia per la copia e per avermi permesso di organizzare degli eventi per questo super testo ❣️

Il blog tour si è ormai concluso. Oggi si parte col review tour proprio con la mia recensione.
















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sabato 8 marzo 2025

BLOG TOUR: LA BAMBINA ADDORMENTATA, Chiara Malagutti

L'INTERVISTA 





SCHEDA TECNICA:

Titolo: La bambina addormentata 
Autore: Chiara Malagutti 
Data di pubblicazione: 5 febbraio 2025
Ce: Dark Abyss edizioni 
Costo: ebook 3,99 euro/cartaceo 18 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: Horror, storia dell'occulto a carattere gotico 
Numero di pagine: 312


TRAMA:


Quale rifugio può dirsi sicuro quando non ci si fida più della propria mente? Aurora, la bambina addormentata, vive accerchiata dalle pareti del suo inconscio che la stringono in una morsa di visioni d'angoscia e incubi soffocanti.
Quando la realtà si confonderà con l’esperienza onirica, riuscirà a svegliarsi e fuggire dal mostro che da anni la insegue?
E voi riuscirete a credere alle sue verità?



  





BIOGRAFIA:

Lei è Chiara Malagutti, un’insospettabile avvocato trentenne che trova nella scrittura un potente strumento di catarsi. Sin dall’adolescenza, ha sfruttato la penna per esorcizzare le visioni provocate dalla paralisi del sonno, un disturbo poco conosciuto che le ha “regalato” notti tormentate e risvegli inquietanti. Da sempre affascinata dalla mente umana, esplora i meandri distorti della psiche alla ricerca di ciò che è marcio, inquietante e mostruoso. Eppure, con il suo sorriso ingenuo, sembra l’incarnazione dell’innocenza. Sotto questa immagine distorta si cela l’inevitabile convinzione che il male ancestrale risieda nell’umanità stessa e quindi anche in lei.




L'INTERVISTA 

1)La prima domanda che pongo sempre nelle mie interviste è anche quella per la quale nutro estrema curiosità: cosa ti ha spinta ad iniziare a scrivere? In che modo e quando hai iniziato?

In realtà non saprei. Ho iniziato a scrivere quando ho iniziato a leggere seriamente, cioè da piccolissima. Nove, dieci anni. Certo, nulla di complesso all’inizio. Ricordo che mi piaceva scrivere poesie o rivisitazioni dei miei cartoni animati preferiti. Mi piaceva immaginare come sarebbe stato essere uno dei personaggi. Poi con il tempo la scrittura è diventata sempre più presente, mi ha aiutato ad affrontare parecchi momenti bui. Mi sono sempre sentita molto sola fuori dalle mura domestiche, non capita, non accettata. La scrittura si è presentata come un’amica paziente, che sa ascoltare e che non giudica. Più crescevo, più mi rifugiavo nelle parole e trovavo conforto. Mi hanno dato molta forza. Se sono la persona che sono lo devo anche a questa passione che mi ha aiutato molto ad auto analizzarmi, a ricercare un’introspezione catartica. 

2)Leggendo la tua biografia, spicca un disturbo quale la paralisi del sonno. I sogni perpetuati da Aurora, sono stati occasionalmente anche tuoi?

Non solo occasionalmente. La mia vita onirica, lo dico sempre, è molto più interessante di quella reale. Beh… interessante o spaventosa. All’inizio ero terrorizzata da questi episodi, poi data la frequenza con cui si presentavano, diciamo che mi sono abituata. I sogni di Aurora, gli episodi di paralisi che vengono descritti, sono sogni ed episodi che io ho realmente avuto e vissuto e che mi hanno ispirata nella storia.

3)Nei personaggi dei genitori di Aurora, troviamo un padre preso dal suo lavoro, che non stabilisce alcun contatto con la figlia e una madre molto preoccupata dei giudizi esterni, molto fredda e rigida ma che forse nasconde altro. Questa scelta è voluta per rafforzare la solitudine della protagonista? E quindi rendere ancora più terribile la sua condizione?

Assolutamente sì. Ho volutamente scelto due categorie di “professionisti” che ben conosco e di cui conosco bene impegni ed ambizioni. Questo mi ha permesso di enfatizzare quel senso di solitudine e di abbandono che vive Aurora. Non solo. I personaggi negativi sono volutamente pensati per catalizzare la mente del lettore, per distoglierlo da altri elementi, per (per quanto suoni brutto), manipolarlo. La verità pertanto, letta alla luce degli accadimenti finali, risulterà ancora più dura. Però mi piace pensare che in realtà nessuno dei miei personaggi sia necessariamente negativo. Spero di aver dato dignità alle loro vulnerabilità così da rendere le loro scelte, se non condivisibile, quanto meno comprensibili.

4)Nel testo, possiamo incontrare anche la dottoressa Zanella Lucia, ovvero la psicoterapeuta di Aurora. Il tuo interesse per la mente, ti ha portata anche ad interessarsene tramite studi inerenti?

Lucia è stata in assoluto il personaggio più complesso da scrivere. Per quanto io sia una persona altamente empatica, per quanto per lavoro abbia in essere collaborazioni con professionisti del settore, non ero abbastanza formata sulla materia. Specialmente per quanto concerne i rapporti medico-paziente. Per questo mi sono documentata e ho chiesto aiuto ad una mia grande amica che esercita la professione di psicoterapeuta, così da rendere il tutto più verosimile.

5)Aurora si sente costantemente sola e agli occhi di tutti "malata". Hai mai abbracciato questa sensazione?

Difficile non empatizzare con Aurora. Insomma. Chi non si è mai sentito solo, incompreso, vittima? Io sono fermamente convinta che uno scrittore che abbia sperimentato ciò di cui scrive, abbia la capacità di coinvolgere maggiormente il lettore, di trasmettere di più. Per questo motivo cerco sempre di scrivere di ciò che conosco, specie quando parlo di sensazioni, di emozioni. Ho sperimentato spesso la solitudine. Quanto alla malattia ho volutamente evitato di parlare esplicitamente di “paralisi del sonno”. Quando gli episodi sono cominciati ed hanno iniziato, regolarmente, a far parte della mia vita, non sapevo cosa stesse succedendo. L’ignoranza mi ha resa vulnerabile e ancora più spaventata. Quando ho dato un nome a questo fenomeno, in qualche modo, sono riuscita anche a curare la mia mente, a darle sollievo. Quindi, pur non essendo mai stata propriamente “malata”, ho cercato di sfruttare il mio vissuto per trasmettere al lettore quella sensazione di disagio e frustrazione che porta il non essere capiti ed il non capire cosa ci stia succedendo. Spero di esserci riuscita.

6)Se ti poni dall'altra parte e quindi in veste di lettore, ove orienti i tuoi occhi? Genere preferito?

Sono ovviamente appassionata di horror e di thriller. Il male mi ha sempre affascinata moltissimo. Per questo ho scritto il mio libro. Fatico sempre di più a trovare prodotti che mi entusiasmino. Ho voluto quindi scrivere il mio libro horror, quello che, a prescindere da tutto e tutti, mi avrebbe sempre convinta. Perché sono egoista. Scrivo, in primis, per me stessa.

7)Al momento stai pensando di scrivere ancora? O ti stai occupando di altro?

Al momento ho finito la stesura di un nuovo progetto. Non so se si concluderà in modo positivo, se lo proporrò per la pubblicazione, oppure se il mio essere eccessivamente autocritica mi saboterà. Per ora quello che so è che mi diverte tantissimo creare storie. Lo faccio più che altro per me stessa. Ho scritto moltissime storie che non hanno mai visto e che mai vedranno la luce perché ne sono troppo gelosa, sono troppo personali. Perciò vedremo dove mi porterà questo nuovo progetto. 

8)Quando hai scritto il tuo "la bambina addormentata" sapevi di voler scrivere un racconto horror dai tratti onirici da subito o è stata la penna a guidarti in quella direzione?

La verità è che non so mai cosa voglio scrivere. Tranne il finale. Il finale di questo romanzo l’ho sognato ed è stata la prima scena che ho scritto. Da quella scena ho poi costruito trama e personaggi, ma la verità è che, a parte una sorta di scaletta iniziale dove ho fissato gli accadimenti fondamentali, tutto il resto è nato in automatico e in modo spontaneo. Non creo schede dei personaggi, non studio ciò che deve accadere. Mi lascio semplicemente ispirare dal foglio bianco e lascio che i personaggi che ho in testa prendano vita in autonomia, che scelgano le loro parole senza alcuna imposizione. 

9)Ci sono autori che ti hanno ispirata? Nel testo possiamo leggere, alle volte, citazioni dai libri di Stephen King. È uno dei tuoi "miti"?

Sicuramente Stephen King è il mio autore coccola, quello che so che non delude mai (a parte rarissimi casi). Quello che è sempre riuscito a trasmettermi tantissimo creando personaggi estremamente credibili. La sua modalità di scrittura mi ha sempre affascinato, quel realismo che riesce ad imprimere anche al racconto più semplice. Ho voluto quindi rendergli in qualche modo omaggio. È grazie a lui se mi sono appassionata così tanto al genere. Poi ovviamente mi ispiro a tanti altri artisti dell’horror. Ai racconti di Edgar Allan Poe, a mangaka come Junji Ito, a registi contemporanei come Ari Aster o Robert Eggers.

10)Se dovessi descrivere in tre parole il tuo "la bambina addormentata" quali sceglieresti?

Tosta per me che sono logorroica. Dunque: cattivo (che è come lo ha definito Emanuela quando mi ha chiamato per propormi la pubblicazione), doloroso e intenso. Dai, spero vadano bene.














COSA NE PENSO? 

Una lettura horror da brividi.

Che aspettate? Continuate a seguirmi per leggere anche tutte le recensioni.

Blog tour organizzato da me, recuperate anche le tappe delle altre ragazze! Mi raccomando!























 













Grazie a Lavinia per la copia e per avermi permesso di organizzare gli eventi❤️




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mercoledì 5 marzo 2025

GDL: LA NOTTE ROSSA, Rebecca Godfrey

TUTTI I PROBLEMI SPARISCONO QUANDO MUORIAMO



SCHEDA TECNICA:

Titolo: La notte rossa
Autore: Rebecca Godfrey 
Traduttore: Fabio Bernabei
Data di pubblicazione: 23 giugno 2023
Ce: NN editore 
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 19,95 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5
GDL: il mio #tuttipazziperNN




TRAMA:

Il 14 novembre 1997, nei dintorni di Victoria, in Canada, la quattordicenne Reena Virk scompare. Passeranno otto giorni prima che il suo corpo venga ritrovato senza vita sotto un ponte: la sua morte sconvolge la comunità e l’intera nazione, perché Reena è stata uccisa da un gruppo di suoi coetanei, alcuni dei quali neanche la conoscevano. Rebecca Godfrey, all’epoca scrittrice e artista ventinovenne, si appassiona al caso e indaga sulle circostanze e sui responsabili dell’orribile delitto: ragazzi e ragazze colpevoli di aver massacrato Reena quasi per gioco, con spietata incoscienza; giovani come tanti altri, travolti da un disagio esistenziale che si propaga prima di esplodere in un gesto di efferata violenza. In questo resoconto vivido e avvincente, arricchito da una nota dell’autrice e da una postfazione di Mary Gaitskill, Rebecca Godfrey ricostruisce la verità attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti. Entra nel loro cuore, ne mette a nudo il carattere, le fragilità, la disperazione. E con sguardo lucido e profondissima empatia racconta l’esperienza inevitabile e spaventosa del crescere, in una storia vera di emarginazione e bullismo, di accettazione e redenzione.







COSA NE PENSO? 

Siamo nei dintorni di Victoria, Columbia Britannica, una piccola isola del Pacifico nordoccidentale.

Siamo tra i giovani di View Royal. 
Apriamo con l'insenatura di mare nota come la Gorge, ove viene ripescato il corpo senza vita di Reena Virk.

I sergenti Bob Wall e Rick "Gos" Gosling pensavano, speravano, di non trovare nulla, di fare il cosiddetto buco nell'acqua. Speravano che tutto quello che avevano sentito, fosse solo uno stupido scherzo macabro da ragazzi.

Invece, purtroppo, Reena era lì. Reena che avrebbe avuto quattordici anni per sempre.

"Galleggiava in superficie. L'ho vista galleggiare."

Il momento è novembre del 1997.
Otto nomi, otto attori, otto adolescenti.

Abbiamo:
-Josephine Kelly, colei che era stata derubata di un'agenda di contatti. Quel gesto che spinge ella a puntare il dito su Reena e ad attrarla con l'inganno per "punirla". 

-Kelly Ellard, migliore amica della prima. Lei nemmeno conosce Reena ma per l'amica farebbe qualsiasi cosa. Lealtà fino alla fine diceva...ma siamo sicuri che sarà così nel momento più buio di tutti?

-Warren, l'unico ragazzo degli otto. Nemmeno lui conosceva Reena. Non sa nemmeno spiegare perché si trovasse lì e com'è finito al di là di quel fatidico ponte. Il classico ragazzo che vuole provare a fare il duro stando vicino ai crip.

-Fidanzato con Syreeta che, per un malessere, andrà a casa e sarà estranea a tutti i fatti successivi anche se poi li scoprirà e preferirà fare finta di non crederci fino a quando non sarà costretta a dire la verità.

-Tara, Marissa, Diana tutte amiche della coppia, non tutte avranno un ruolo, magari alcune avranno da dire qualcosa certo.

-Maya, una delle più affrante dalla situazione, cercherà di fare giustizia attraverso la sua verità.

-Dusty, ragazza difficile cacciata anche da casa della sua stessa sorella. Ex fidanzata dell'attuale ragazzo di Reena, quasi glielo avesse soffiato...quello col nome del tipo del Titanic.

-Laila, la teppistella del gruppo, quella che si chiama per far rissa ma che qui è l'unica che prova in qualche modo a fermare tutto.

"Se va giù uno, vanno giù tutti. Stai col branco, costi quel che costi."

Il branco, un'entità di adolescenti sciocchi che si credono adulti ma si comportano da bambini sconsiderati.

L'età dei numerosi testimoni e il loro vissuto, potrebbe aiutare qualcuno a farla franca grazie ad un avvocato scaltro ma speriamo nella giustizia...

Tutto inizia sotto il ponte, in una sera illuminata dalla luna piena e da un satellite...la cosiddetta notte rossa.

E prosegue al dì la del ponte. Erano passati in tre, solo due erano tornati indietro.

Un fatto atroce, una fine assurda per una ragazza così giovane, assurde o nulle motivazioni per atti di violenza senza precedenti...diciamo che tutto è pieno di assurdo, anche nel primo processo di una di loro, e anche nel secondo che ne richiederà un terzo...

E in tutto ciò, dei poliziotti che non credono sia possibile, pensano ad un allontanamento volontario di Reena quando i genitori non la vedono rincasare.

Diciamo pure grazie a due sorelle russe, Nadja e Anya. Nadja che come nuova compagna di stanza di Josephine sente storie che sembrano ancora una volta assurde ma maledettamente reali e che, spinta anche dalla sorella, decide di raccontarlo a chi di competenza perché si mettano finalmente ad indagare sul serio.


Un testo di storia vera. Un testo che mette i brividi per ciò che racconta, un testo che si apre sul momento ove tutti capiscono che è vero, che è reale ciò che è successo.

Scritto magnificamente e con le voci di tutti i protagonisti, con una grande indagine di cronaca nera che però, in più, mette a nudo i personaggi, la loro psicologia, i loro pensieri.

Un fatto atroce, inspiegabile. 
Un fatto che verrà ricordato sempre nonostante la città lo voglia cancellare, nonostante la città invece di mettere in atto azioni correttive, chiude il centro di accoglienza per ragazzi difficili e pensa bene di costruire un casino vicino al luogo del delitto.

A fine testo, le parole della stessa autrice e un'importante postfazione. All'interno anche alcune immagini significative.





























I MIEI PRO

Una storia vera che mette i brividi, un grande lavoro dietro.

I MIEI CONTRO

Non ne ho da segnalare, solo leggete con consapevolezza di ciò che il testo porta.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Francesca per la copia ❣️














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lunedì 3 marzo 2025

I DETTAGLI DEL MALE, Elisabetta Cametti

ALLA PAURA, SPESSO È L'UNICA ARMA CHE ABBIAMO PER DIFENDERCI


SCHEDA TECNICA:

Titolo: I dettagli del male
Autore: Elisabetta Cametti 
Data di pubblicazione: 19 novembre 2024
Ce: Piemme
Costo: ebook 9,90 euro/cartaceo 17,95 euro
Disponibilità ebookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5




TRAMA:

In famiglia si esprimono i sentimenti più profondi.
Amore, gioia, serenità... ma anche frustrazione, senso di inadeguatezza, odio. La famiglia è il luogo dove si coltivano i valori, ma dove possono annidarsi comportamenti tossici.
Il rifugio dagli orrori del mondo, o il covo della violenza.
Elisabetta Cametti, esperta di criminologia e di inchieste giudiziarie, passa in rassegna la storia dei più toccanti delitti avvenuti in famiglia negli ultimi anni. Quattro casi che hanno sconvolto l'opinione pubblica e animato le cronache e i dibattiti del nostro Paese: Giulia Tramontano, uccisa al settimo mese di gravidanza dal proprio compagno; Laura Ziliani, soffocata dalle figlie e dal fidanzato di entrambe; Liliana Resinovich, la cui morte è ancora avvolta nel mistero; Diana Pifferi, abbandonata dalla madre a una fine di stenti. Tre donne e una bambina, tutte vittime della forza polarizzante e distruttiva della famiglia.
Con il rigore dell'inchiesta, garantito dalla consultazione degli atti processuali, e la capacità affabulatoria di una grande scrittrice, Elisabetta Cametti entra nelle camere segrete dei delitti, là dove anche un piccolo dettaglio, a prima vista marginale o ininfluente, può cambiare una storia. Perché è nei dettagli che scorre la vita. O che si interrompe.
















COSA NE PENSO? 

Un testo che non ha bisogno di presentazioni ma che se non conoscete ancora, eccomi qui a raccontarvelo.

Un libro straziante da leggere, che solca in profondità l'animo umano ma che da parola a chi non ne ha più. Un faro di ricordo di vittime che non devono essere lasciate andare.

Affronteremo quattro duri casi di cronaca. Devo ammettere che due li conoscevo bene, due invece no...a segnale che alcune cose passano senza lasciare traccia.

È nei dettagli che scorre la vita. O che si interrompe.

Parleremo di Giulia Tramontano, di Laura Ziliani, di Liliana Resinovich, di Diana Pifferi.

Addentriamoci un attimo in ognuno di essi. Ovviamente il mio intento, non è riportarvi l'intero fatto di cronaca ma lasciarvi qualcosa, delle annotazioni, che mi hanno particolarmente colpita, turbata.

1)Giulia Tramontano 

Un caso del quale ho sentito parlare tanto e che mi aveva causato una fitta al cuore per una giovane vita stroncata finché ne accoglieva un'altra, il piccolo Thiago mai nato...ma la cosa che più fa ribrezzo è il modo e l'atteggiamento del colpevole, Alessandro Impagnatiello.

"Sono le 16.57 di sabato 27 maggio 2023, quando l'occhio elettronico di una telecamera di sorveglianza riprende due donne, una stretta all'altra". Sembra un abbraccio.

"Quel contatto dura pochi secondi, eppure cambierà per sempre la vita di entrambe. Una verrà uccisa poche ore dopo, con trentasette coltellate. L'altra affronterà il futuro sentendosi per sempre una sopravvissuta".

Questa sarà una storia di bugie e omissioni, di depistaggi, a discapito di una ragazza di 29 anni, trasferitasi in provincia di Milano.

Il processo inizia il 18 gennaio 2024.

Ma lasciamo parlare Loredana, mamma di lei..."il mondo già non è stato un posto giusto e all'altezza di queste due vite. In tutto questo orrore però ora è tempo che sia fatta giustizia e la giustizia in questo caso è una pena esemplare".

Ricordiamo che per l'accusato e colpevole, verrà richiesta anche la perizia psichiatrica ove alla fine, vengono esclusi disturbi di natura psicologica... Impagnatiello era nel pieno delle sue facoltà. Solo qualche evidenza di narcisismo spinto...ma capiamo bene che non basta per essere il mostro che è.

Thiago è diventato il primo nemico di Alessandro perché minava in qualche modo, la sua autorità su Giulia, Giulia che era diventata ancora più forte grazie e per il suo bambino tanto da non voler accettare di dividere la vita con un uomo che l'aveva tradita e riempita di bugie.

Lei voleva solo lasciarlo.

"Il sognatore mente a se stesso, mentre il bugiardo solo agli altri".

2) Laura Ziliani 

"Nell'omicidio di Laura, "troppo" è l'aggettivo che connota tutti i dettagli chiave in cui si snoda la narrazione".

"Troppe certezze, troppe cose strane. Troppa convinzione che il tre sia il numero perfetto".

La sera di venerdì 7 maggio 2021 inizia con una ricetta. Quella che sembra una carinerinea nei confronti di una madre, una torta per la festa della mamma. Quella che si trasforma nell'arma per rendere innocua una donna, una donna che non potrà difendersi dall'orrore perpetuato dal trio, il trio definito criminale.

Un tentativo andato a buon fine stavolta, difatti si scoprirà che questo episodio era solo l'ultimo di una serie...sempre col trio unito...due figlie e il fidanzato di entrambe (scusatemi se mi permetto, ma già da qua capiamo che c'era qualche problema eh...ma voi dividereste mai il fidanzato con la sorella?).

In quel di Temù una madre perde la vita per mano di chi ha generato. 
Due figlie che singhiozzano, urlano, denunciandone la scomparsa e mettendo in piedi una farsa di depistaggio che cadrà pezzo per pezzo. Goffaggine, troppa enfasi.

3) Liliana Resinovich

"Ci sono storie destinate a rimanere un mistero. La morte di Liliana è una di quelle".

Il caso è ancora irrisolto. Il colpevole ancora là fuori, a fare la vita di sempre.

"Al momento abbiamo due certezze, che corrispondono a due date. Il 14 dicembre 2021, il giorno in cui Liliana scompare. Il 5 gennaio 2022, il giorno in cui il suo corpo viene trovato senza vita in un boschetto, avvolto da due sacchi neri dell'immondizia e con la testa infilata in due sacchetti più piccoli. 
Cosa sia successo prima e nei ventidue giorni che collegano la scomparsa al ritrovamento forse rimarrà per sempre offuscato da un inquietante cono d'ombra".

"A oggi, nessun nome è mai stato iscritto nel registro degli indagati".

"Leggerezze" perpetuate da chi la verità dovrebbe scoprirla, versioni che cambiano, oggetti che spuntano fuori dopo, frasi che sembrano nascondere segreti...la verità dovrebbe essere cercata per sempre, ogni volta...non arrivare ad etichettare suicidio un qualcosa che non ha nemmeno lontanamente l'aspetto. 
Per fortuna, l'istanza presentata contro l'archiviazione, è stata accolta, il corpo riesumato.

E chiudo con un passaggio che mi ha colpita tanto:

"Chi aspetta il domani ha già deciso.
Chi aspetta il domani ha scelto la felicità.
Chi aspetta il domani sogna. E nei sogni il suicidio non esiste"

4) Diana Pifferi 

Chiudiamo col caso più difficile da leggere. Diana, come tutti sapremo, ha solo 18 mesi quando smette di appartenere a questa dimensione ed è la madre ad esserne la causa, Alessia Pifferi.

Una madre che ha preferito sentirsi solo donna e dimenticarsi di avere una piccola creatura che dipendeva da lei.

Io ancora mi chiedo come sia possibile che nessuno si sia reso conto della situazione per 18 mesi, una bimba che continuo a pensare potesse essere salvata.

Già come era nata, magari una preoccupazione poteva destarla e invece no...boh, non capisco davvero e mi si stringe il cuore in una morsa da mamma quale sono, ancora di più perché mia figlia è il mio amore più grande e darei la vita per lei.

Questa bimba sembra sia stata invisibile, come lo era sua madre per la sua famiglia.

"Gli invisibili hanno un aspetto che nessuno guarda, una voce che nessuno ascolta. Non esistono. Oppure vengono dimenticati. Ogni morte che racconto è straziante: omicidi violenti, sanguinari, spietati. Sembra impossibile, ma ci può essere qualcosa di ancora più tragico. Morire perché invisibili.
E se a morire perché invisibile è una bambina di 18 mesi, non è solo straziante. Ma inaccettabile".

Una frase colpisce poi nel profondo, una frase della madre Alessia. Non perché sia vera o falsa, ma perché lei continua fermamente a crederci e sembra convincernese maggiormente ogni giorno di più...

"Io non ho ammazzato mia figlia"

Certo, non ha bandito un'arma su di lei ma la sua passività, negligenza, non curanza, hanno fatto morire sua figlia in un modo terribile...io davvero...ero sconvolta quando ne ho sentito parlare la prima volta, sono ancora più sconvolta a leggerne i dettagli.

A leggere di come si ipotizzino disturbi mentali, di come se ci fossero, sono stati ignorati per anni, permettendole di vivere sola e di avere una figlia.

Mi vengono i brividi al pensiero di quella piccola abbandonata a se stessa per 6 lunghi giorni. 
Ma perché nessuno l'ha sentita? Come hanno fatto i vicini a non allammarsi? Come ha fatto la sua famiglia a fregarsene sempre e comunque nonostante Alessia già da bambina avesse manifestato problematiche?



Come quindi avete potuto constatare, il libro non è per tutti. 
Il true crime è difficile da leggere, è straziante come dicevo ma io lo vedo come un atto dovuto a chi non può più manifestare la sua voce, a chi non potrà più guardare al futuro.

Un testo ben scritto ed organizzato, come ci si può aspettare da un'autrice del suo calibro.

Un testo che ti si aggrappa all'anima e che crea lacrime e sofferenza perché leggi la realtà, una brutta realtà, la sua faccia più terrificante.



























I MIEI PRO

Ricerca e accuratezza in ogni caso presentato.

I MIEI CONTRO

Non ne ho di rilevanti da segnalare, solo legger con consapevolezza di contenuto.







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Grazie a Raffaella per la copia ❣️














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BLOG TOUR: LA BAMBINA ADDORMENTATA, Chiara Malagutti

PRESENTAZIONE OPERA


SCHEDA TECNICA:

Titolo: La bambina addormentata 
Autore: Chiara Malagutti 
Data di pubblicazione: 5 febbraio 2025
Ce: Dark Abyss edizioni 
Costo: ebook 3,99 euro/cartaceo 18 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: Horror, storia dell'occulto a carattere gotico 
Numero di pagine: 312


TRAMA:


Quale rifugio può dirsi sicuro quando non ci si fida più della propria mente? Aurora, la bambina addormentata, vive accerchiata dalle pareti del suo inconscio che la stringono in una morsa di visioni d'angoscia e incubi soffocanti.
Quando la realtà si confonderà con l’esperienza onirica, riuscirà a svegliarsi e fuggire dal mostro che da anni la insegue?
E voi riuscirete a credere alle sue verità?



  





BIOGRAFIA:

Lei è Chiara Malagutti, un’insospettabile avvocato trentenne che trova nella scrittura un potente strumento di catarsi. Sin dall’adolescenza, ha sfruttato la penna per esorcizzare le visioni provocate dalla paralisi del sonno, un disturbo poco conosciuto che le ha “regalato” notti tormentate e risvegli inquietanti. Da sempre affascinata dalla mente umana, esplora i meandri distorti della psiche alla ricerca di ciò che è marcio, inquietante e mostruoso. Eppure, con il suo sorriso ingenuo, sembra l’incarnazione dell’innocenza. Sotto questa immagine distorta si cela l’inevitabile convinzione che il male ancestrale risieda nell’umanità stessa e quindi anche in lei.

















COSA NE PENSO? 

Io sono molto curiosa circa questa lettura.

Che aspettate? Continuate a seguirmi per una sorpresa e la successiva recensione.

Blog tour organizzato da me, seguite anche le tappe delle altre ragazze! Mi raccomando!

Oggi, presentazione dell'opera per tutte.





















 













Grazie a Lavinia per la copia e per avermi permesso di organizzare gli eventi❤️




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domenica 2 marzo 2025

LETTURE IN FAMIGLIA: I MIEI SUPERPOTERI, Nicola Fantozzi, Eleonora Geria

CINQUANTASETTESIMO APPUNTAMENTO RUBRICA #LETTUREINFAMIGLIA

SCHEDA TECNICA:

Titolo: I miei superpoteri
Autore: Nicola Fantozzi, Eleonora Geria 
Ce: La Corte Editore  
Data di pubblicazione: 14 giugno 2024
Prezzo: ebook 5,99 euro/cartaceo 10 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5
Tipologia: Narrativa sulla diversità per bambini dai 7 anni





TRAMA:

Nicola è un bambino che è convinto di avere dei superpoteri, con cui poter capire meglio gli altri e il mondo che lo circonda. Perché anche se il suo è un mondo fatto di silenzio, lui capisce presto che la diversità è qualcosa che può renderci speciali e che, con i suoi poteri, può costruire dei ponti per poter comunicare con tutti – ma proprio tutti – anche con quelli che non conoscono la sua lingua magica.









COSA NE PENSO?

Nicola capisce di essere un bambino con capacità straordinarie. 

Scopre tutto pian piano, un potere alla volta e solo quando li avrà esplorati quasi tutti, sarà pronto a sentire la mamma dirgli perché è diverso dagli altri, in cosa si differenzia...

Perché per i bambini, queste diversità non esistono...tutti i bambini ridono, tutti i bambini giocano, tutti i bambini devono essere felici.

"Loro la chiamavano capacità, ma per me era solo uno dei miei superpoteri"

Il primo potere che scopre di avere Nicola è quello dell'invisibilità, poi ci saranno saper leggere gli altri, l'empatia, la conoscenza, prevedere alcune cose in pochi secondi, l'invulnerabilità e poi il più importante...le mani magiche!!

Partendo dall'invisibilità, scopre che, se lo desidera, riesce ad isolarsi e passare inosservato...questo gli permette di vedere e comprendere da lontano.

Poi saper leggere gli altri...ma che super potere fantastico!! Capire da come si muovono, da come gesticolano, quello che sentono...che poi sviluppa anche l'empatia no? Che dono importante...essere vicini agli altri qualsiasi cosa sentano.

Ma anche la conoscenza ovviamente ha il suo perché, in fondo la conoscenza è potere si dice no? Quello della mente.

Ma poi prevedere le cose in pochi secondi! Ma lo sapete quanto è utile? Immaginate che stia per succedere un disastro e immaginate di essere in grado di fermarlo o limitarlo...beh proprio super!

Invulnerabile direi che è classica caratteristica dei supereroi ma attento che tutti potrebbero avere un tallone d'Achille o quello che per Superman è la criptonite.

Ma eccoci al mio preferito...le mani magiche! Quelle mani che sanno parlare per chi non sente la parola tradizionale, quelle mani che sanno aprirsi al mondo.

Avete capito no qual è la diversità del nostro Nicola...porta gli apparecchi acustici, si relaziona con le sue mani magiche.

La mamma alle volte piange per questa cosa perché può essere fonte di grande preoccupazione ma Nicola è un supereroe! Solo che è in incognito...mica può dirlo così ai quattro venti eh...

La mamma però, dice spesso una frase magnifica...
"Ragiona con il cuore e ama con la testa"

Non potevo esimermi da riportarla perché mi è rimasta impressa, tanto impressa. Un insegnamento importante, per i bambini ma anche e soprattutto per gli adulti che tendono a dimenticarlo spesso...

E se arrivassero dei fratelli ad un supereroe? Lo saranno anche loro? Saranno d'intralcio all'attività dell'eroe?

Prima Valeriano e poi, come se lui non bastasse, pure Fabio Massimo!

Forse però, non sarà così male fare il fratello maggiore, sarà questione di abituarcisi un po' dai...


Un testo di una dolcezza infinita, che regala emozioni continue, occhi a cuoricino e momenti di lettura da copertina calda e tè aromatizzato bevuto in una tazza rigorosamente a forma di cuore.

Un libro importante per la tematica che porta e soprattutto per come la porta, usando gli occhi di un bambino, del bambino speciale come si usa dire oggi...

Ma non pensate anche voi che sia semplicemente un bambino? 
Speciale lo è sicuramente come tutti però.

Io non posso che consigliarvi di leggere un testo così ben scritto, con delle illustrazioni interne superbe e con una tematica così importante per far capire che ogni bambino è un super.

Stile narrativo adatto alla lettura dei ragazzi ma che conserva questa vena dolce poetica che incanta anche gli adulti.
























COSA NE PENSA GRETA?

Un libro che mi ha colpita perché parla di un argomento difficile con estrema naturalezza.

Nella mia classe, c'è una ragazza diversa proprio come Nicola. Per me è una compagna di scuola, con le sue caratteristiche peculiari come tutti.

Ho pensato spesso alla parola dolcezza leggendo questo testo. Mi è rimasto proprio impresso.

Come sempre per letture in famiglia, vi mostro le mie illustrazioni/pagine preferite...

Un bacio dalla vostra Greta.









I MIEI PRO

Una lettura importante, da fare.


I MIEI CONTRO

Non ne ho da segnalare.






Grazie Gianni per la copia❤️


La rubrica #lettureinfamiglia sarà online molto più spesso d'ora innanzi, vi aspettiamo! 


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LETTURE IN FAMIGLIA: YAYA, la fuga_VOLUME 1, Golo, Omont, Marty, Girard

NOVANTUNESIMO APPUNTAMENTO RUBRICA #LETTUREINFAMIGLIA SCHEDA TECNICA: Titolo:  Yaya, la fuga_volume 1 Autore : Jean-Marie Omont ...