Un piccolo angolo ove condividere ciò che più mi appassiona e rappresenta: tantissimi libri e occasionalmente qualche funko pop 💖
mercoledì 19 aprile 2023
REVIEW TOUR : LA FIGLIA DEL SERIAL KILLER, Alice Hunter
giovedì 13 aprile 2023
LETTURE IN FAMIGLIA : IL RE SAGGIO, Valentina Maselli, Marianna Balducci
martedì 11 aprile 2023
DONNE STRAORDINARIE : MARY SHELLEY
COSA NE PENSO?
Mi chiamo Mary Wollstonecraft Godwin ma tutti mi conoscete come Mary Shelley.
Sono nata il 30 agosto del 1797 a Londra, in una famiglia che aveva una grande passione per la cultura.
Purtroppo la mia mamma mi lasciò quando avevo appena 10 giorni. Il mio papà ne fu distrutto, anni dopo si risposò ma la mamma non la dimenticammo mai.
Non averla potuta conoscere mi rattristava molto, e mi consolava sedermi sulla sua tomba per leggere ma anche per raccontarle i miei pensieri.
All'età di 15 anni mi sentivo sola e non andavo molto d'accordo con la mia matrigna. Questo mi spinse ad andare in Scozia dai Baxter, amici di famiglia.
Qui mi sentivo libera e raccontavo storie e le scrivevo.
Avevo deciso...sarei diventata una scrittrice!
Al mio rientro a Londra rividi Percy B.Shelley e ci innamorammo. Avete capito ora da dove viene il cognome col quale mi conoscete?
Non eravamo ricchi di denaro ma di idee sicuramente si!
Conoscemmo pure il famoso lord Byron che ci invitò a trascorrere l'estate nella sua casa in Svizzera, assieme al suo medico, il dottor Pollidori.
Quell'estate, del 1816 fu fredda, buia e piovosa. Questo portò lord Byron a proporre una sfida per passare il tempo: creare una storia paurosa, terrificante. La migliore avrebbe vinto!
Inizialmente non mi venne in mente proprio nulla poi, ispirata dai racconti sugli studi dell'elettricità per far muovere i morti, sognai la mia storia... Frankenstein.
Proprio qui quindi nacquero Victor Frankenstein e la sua creatura.
Quando rientrammo a Londra, ci misi un altro mese a concludere il romanzo e nel 1818 fu pubblicato!
Non vi era il mio nome inizialmente perché sapevo bene quanti pregiudizi c'erano attorno ad una donna scrittrice.
Quando fu ristampato allora si lo feci inserire, così che tutti sapessero che anche una donna può scrivere ottime storie.
Poco dopo la pubblicazione, arrivò il dolore, tanto dolore.
Avevo già perso una figlia e una sorella, poi anche altri due figli ed infine il mio grande amore Percy.
Rimanemmo io e mio figlio Percy Florence.
Lui fu la mia ancora di salvezza.
Continuai a scrivere, riuscii a donare un'istruzione a mio figlio, viaggiamo in Europa, dov'ero stata con suo padre anni prima e vissi felice i miei ultimi anni di vita.
Mi spensi a 53 anni.
Sono felice perché ancor oggi vengo letta, soprattutto col mio Frankenstein, uno dei primi romanzi di fantascienza.
Non fu facile far riconoscere il mio talento e nemmeno superare tutto il dolore che la vita mi ha riservato ma la scrittura mi ha sempre fatta stare bene.
Perseguite i vostri sogni e passioni sempre, anche quando vi sembra di non farcela, anche quando la vita vi mette a dura prova.
Un'altra lettura meravigliosa di una donna che non ha bisogno di alcuna presentazione.
Come sempre illustrazioni bellissime coinvolgono ed accompagnano i piccoli lettori nella scoperta.
Un testo come sempre, scritto in modo che possa essere compreso e capito anche dai più piccoli che si appassioneranno alla lettura e alla scoperta, attraverso anche divertenti giochi.
Un'altra lettura condivisa entusiasmante e molto istruttiva.
Un ventottesimo di collana davvero entusiasmante, chissà chi scoprimero la prossima volta.
giovedì 6 aprile 2023
IL TEMPO DELL'ODIO, Antonio Lanzetta
COSA NE PENSO?
Siamo nel Cilento, è il 1943. Michele ha solo 14 anni quando fa conoscenza con la m*rte.
Balzano, comandante dei fascisti di Monte San Forte, assieme anche ad Ettore, quello che hanno visto crescere, si presenta da loro. Vuole le donne. Quelle giovani. Anna e Gloria, le sue sorelle.
Michele è nascosto tra i cespugli. Non vede cosa ma sente cosa. Trema, piange, rabbia, dolore. E poi una corsa a perdifiato per salvarsi, l'acqua gelida come rifugio e alla fine il rientro a casa e l'orrore.
Mamma Vittoria da seppellire, le sorelle prese. Lui ferito fisicamente e mentalmente.
Lucia lo accoglie in casa, un'anziana donna che ha perso tutto per la guerra ma che ha ancora Ciccio l'asino e qualche gallina.
Lucia vede il turbamento del ragazzo, l'anima in pena, la consapevolezza di dover fare qualcosa...soprattutto dopo la notte scorsa...il bosco, una persona tra gli alberi e poi lei...bisogna chiamare Teschio. Fuoco.
La sua voce sapeva di resina, di corteccia e della linfa che scorreva nei pini e nei vecchi salici.
Ragazzo cosa vuoi? Sai sparare? Cosa hai visto?
Michè vorrebbe dimenticare ma sa bene che le sue sorelle potrebbero aver subito la stessa sorte di quella ragazza...con una briglia per janare per non urlare...una briglia...che mette i brividi.
Ora Michele sarà pronto ad abbracciarla questa m*rte? A farla sua? A fare fuoco?
È necessario prenderli, scoprirne di più fino ad arrivare a lui, il Krampus.
Brigida ed Enzo, un vecchio oleificio, la fine.
Michè che cresce e diventa uomo, diventa marito, diventa padre.
Ma nel suo animo sente di nuovo turbamento, qualcosa sta per accadere...
E se tu scruterai a lungo nell'abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.
Un romanzo che indaga nell'animo del protagonista, lo fa tirando fuori tutti i sentimenti più intrisi di rabbia e tristezza che trova. Lo fa anche mostrando la sua determinazione, il coraggio nonostante tutto...nonostante l'ombra, nonostante il sentirsi soffocare.
Una rivoltella nei pantaloni, una visione di uomo affianco, il bosco nella notte.
Stile narrativo ineccepibile, ottimamente adattato al contesto nel quale si parla...alla violenza che chiama violenza.
Non troveremo le tipiche narrazioni del periodo di guerra, lei c'è certo ed è per lei che i fatti si svolgono...ma probabilmente l'anima nera avrebbe agito comunque, anche senza di essa.
Ciò che quindi la fa da padrona saranno violenza, dolore, grida interiori ma anche esteriori. Michele ed il suo diventare uomo. Michele ed il tentativo di salvare le sue sorelle.
Un romanzo di formazione davvero inusuale che racconta di momenti difficili, di quelli che segnano per sempre, che si ancorano all'anima e non la lasciano più.
martedì 4 aprile 2023
DIPENDENZA, Tove Ditlevsen
COSA NE PENSO?
Siamo giunti al capitolo conclusivo di questa storia di una vita, una di quelle alle volte dense, alle altre scarne.
Una vita che attraversa momenti storici, che incontra persone, che scrive su carta ancora e ancora.
Ormai Tove non ha più alcuna profonda amarezza nei confronti della madre, ormai Tove è cresciuta, vent'anni.
L'abbiamo lasciata nella casa condivisa con Viggo F. e lì la ritroviamo...sconsolata, infastidita dalle giovani coppie che vede passare dalla finestra, chiedendosi se è davvero questo ciò che vuole per lei.
Ma intanto può scrivere e questo la rende sempre felice, sempre.
Ma la vita scorre, le amicizie, il Circolo dei Giovani Artisti, un uomo...
Piet. Mille parole, lettere. Promesse.
Un marito lasciato. Una nuova vita. Una camera in affitto con la sua macchina da scrivere. Viggo F. disperato, lei felice.
Ma quella felicità potrà durare? Un rapporto che finisce, stoicismo, come poi le aveva anticipato Nadja. Un bisogno di amore che sembra portarla a donarsi al primo dagli occhi profondi che le viene consigliato.
Una festa, uno studente squattrinato, Ebbe.
Alla fine finisce per sposarlo perché aspetta lei, Helle.
Alti e bassi, litigi e pace. Amici, avventure fuori porta con Ester. Un ab*rto.
Sembra tutto svolgere al meglio se non che...dipendenza.
Un'altra festa, un incontro casuale con Carl. Uomo per nulla affascinante ma sotto alcol sembra appetibile. Un altro ab*rto, lui è medico in fin dei conti. La prima iniezione della fine, petidina.
Cominciano le bugie, la voglia irrefrenabile. Ti lascio Ebbe, sposo Carl, lui ha la petidina, sarà sempre disponibile.
Ma poi serve anche l'idrato di cloralio per dormire.
Ancora bugie, un orecchio che duole solo per lei, un'operazione non necessaria.
Compresse di butalgina.
Baratro senza fine, perdita di peso, occhi vacui, dipendenza.
Non resta che il ricovero, non resta che ricominciare da zero con Victor.
Ma la mente chiama, solerte. Di nuovo le bugie, di nuovo tutto. Ma questa volta c'è lui che la ama davvero.
Il tunnel sarà inondato di luce? Per sempre?
Ritrovo lo stile narrativo magnetico del quale mi sono innamorata la prima volta in un epilogo davvero inaspettato.
Un argomento delicato trattato con maestria, mostra la vera medaglia della tossic*mania.
Le bugie assurde dette, le figure importanti nella vita che non sono nulla in confronto alla sete di medicinali.
Sono rimasta attonita ma anche totalmente coinvolta durante la lettura.
Lo consiglio? Si ovviamente, recuperate tutta la trilogia. Non ve ne pentirete.
A te che cercasti riparo presso una
Che è troppo debole e troppo s'affanna,
Canterello una ninnananna tra notte e giorno...
lunedì 3 aprile 2023
LETTURE IN FAMIGLIA : SENTIMENTO, Carl Novac, illustrazioni Rébecca Dautremer
GDL: SLENDER MAN, Dexter Morgenstern
IL DOLORE È L'ESCA SCHEDA TECNICA: Titolo : Slender Man Autore : Dexter Morgenstern Data di pubblicazione : 19 maggio 2026...
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UN MOMENTO! IO NON HO ACCONSENTITO A QUESTA PUBBLICAZIONE! SCHEDA TECNICA: Titolo: Stock & Olma Autore: Samuele "Sill...
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NON C'È PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOLE VEDERE SCHEDA TECNICA: Titolo : Il profeta Autore : José María Zavala Data di pubbli...