giovedì 7 maggio 2026

GDL: POWERLESS, Lauren Roberts

A TUTTE LE RAGAZZE A CUI È CAPITATO DI SENTIRSI INERMI



SCHEDA TECNICA:

Titolo: Powerless
Autore: Lauren Roberts 
Data di pubblicazione: 28 maggio 2024
Ce: Newton Compton
Costo: ebook 2,99 euro/cartaceo flessibile 3,70 euro/cartaceo rigido 9,40 euro
Disponibilità ebookAmazon clicca qui
Disponibilità cartaceo fless: Amazon clicca qui
Disponibiltà cartaceo rigidoAmazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥/5
GDL: il mio e di Barbara di NoiLeggiAMO, ALTRI_TEMPI




TRAMA:

Combattenti straordinari, eccezionali e forti, solo gli Eletti sono degni del reame di Ilya. Da decenni possiedono poteri inimmaginabili, che hanno acquisito dopo essere sopravvissuti alla Peste. Gli altri, gli Ordinari, sono solo un incomodo. Quando questi ultimi vengono messi al bando da un decreto reale che dichiara l’assenza di abilità prodigiose un crimine, Paedyn Gray si trasforma in una fuorilegge e in una ladra per necessità. Sopravvivere nei bassifondi da Ordinaria non è per nulla semplice, ma Paedyn sa il fatto suo: sin da bambina, è sempre stata una grande osservatrice, grazie agli insegnamenti del padre. Perciò si finge un’Eletta per sopravvivere e tenersi fuori dai guai. Più facile a dirsi che a farsi. Un giorno, per caso, Paedyn salva uno dei principi di Ilya ed è costretta a partecipare al Torneo di Epurazione: una competizione brutale nella quale gli Eletti sfoggiano le loro capacità, proprio ciò che manca a Paedyn. Qualora riuscisse a uscirne viva, come potrà celare la verità al principe di cui si è innamorata?






COSA NE PENSO? 

Mi sembra quasi superfluo parlare di questo titolo, precursore di una saga romantasy discussa in lungo e in largo... Ma ehi, lasciatemi fare, dai.

Abbiamo un doppio POV in prima persona che è sempre cosa buona e giusta. Da una parte Paedyn, detta Pae ma anche la salvatrice argentata per via dei suoi capelli argento e per essere effettivamente una salvatrice. Ma di chi? Dell'altra voce narrante ovviamente! Kai, futuro Esecutore del futuro re Kitt di Ilya al vostro servizio.

Ilya si divide in persone con tanto potere, gli Eletti, persone con un pochino di potere, gli Amorfi e poi quelli del tutto ordinari... appunto ordinari.

Vivevano tutti insieme pacificamente eh un tempo ma poi, il simpaticissimo re nonché padre dei due prima menzionati, decide che chi non ha poteri è solo feccia, gente inutile, persone che avvelenano e fanno ammalare i super Eletti (ma che, non vi sembra un po' una minchiata? No perché, sembra che nessuno lo colga apparte gli Ordinari ovviamente). Qui inizia l'Epurazione, ovvero l'uccisione degli indesiderati che arroverano tra le loro file anche i cosiddetti Fatali, gente con tanto potere... Troppo a quanto sembra e quindi, via anche loro no? 

E per farlo... Chi meglio del futuro Esecutore?

Il giorno del primo incontro con Pae, era nei bassi fondi ovvero Loot Alley proprio per una missione di Epurazione...

Paedyn potrà mettere in mostra i suoi poteri da amorfa psichica (spoiler, non ci è nata ma ha dovuto imparare ad esserlo per salvare le chiappe) e farsi beffe di quel ragazzo che non sapeva essere il principe...

Il suo gesto non passa in sordina anzi... la fa approdare niente meno che al sesto torneo dell'epurazione.

Si, avete ben inteso... questi fanno un torneo sanguinario per ricordare una pratica che uccide innocenti... Senso logico a palla.

Comunque, apparte Pae, gli altri partecipanti saranno:
-Kai, che come futuro Esecutore ci si aspetta vinca, riesce a sentire, assorbire e utilizzare i poteri di chi gli sta accanto.
-Jax, il più giovane nel gruppo che ha la capacità di teletrasportarsi molto velocemente 
-Blair, la stronza del gruppo... Scusate il francesismo ma è la realtà, lei sposta cose e persone con la mente
-Sadie 
-Ace illusionista, abilità rara e altro stronzo della compagnia. Alquanto gradasso e... chi la fa l'aspetti caro mio
-Hera, una velata che crea tante copie di se, da impazzirci
-Andy, che si trasforma in qualsiasi animale cercando di non esagerare per non perdere se stessa
-Braxton, un possente e quindi uno con la super forza

Non so se avete colto ma... tutti i partecipanti hanno poteri super fighi e utili ad un torneo, Pae ha solo se stessa.
Forse non servono poteri per essere potenti. Si spera...

Ok, presentazioni fatte e qualche potere raccontato. 
Vi introduco solo di extra, gli Imperiali ovvero degli Eletti a servizio del re. Ogni partecipante ne avrà uno di assegnato. I racconti sulla loro antipatia li precedono ma forse c'è un'eccezione di nome Lenny...

Il torneo è così strutturato: ballo, prova, ballo, prova, ballo, prova. Chiaro no?

Ogni prova, per un totale di tre, sono precedute da un ballo dove, per un qualcosa di non scritto, tutte le donne indossano il colore di Ilya in tutte le sfumature possibili.
Neanche ve lo devo dire vero che Pae farà sempre di testa sua... Riuscirà pure a far arrivare al palazzo reale come sua sarta personale, l'amica che è famiglia Adena.

È tempo di lasciare a casa sorrisi e senso di colpa e di mettere in campo coraggio, brutalità, grinta.

Lo scopo? Vincere! Almeno per tutti tranne che per una certa ragazza che pensa solo a sopravvivere.

Ma cosa succederebbe se una dei bassi fondi fosse l'attenzione principale non solo di uno dei principi ma di entrambi? 

E cosa succederebbe se Pae fosse solo una pedina di qualcosa di molto più grande?

"È l'incarnazione di una scelta sbagliata"


S*ngue, m*rti, abilità, prove fuori dal consueto, una stanza in vetro, tunnel sotterranei, una chiave sottratta ma anche tra parole minacciose che nascondono ben altro, occhi che si cercano, mani che sfiorano e creano nuovi mondi...
Ne avremo di carne al fuoco...
E ricordate che parliamo di un primo volume... Il ché significa solo una cosa... finale aperto che manda in escandescenza.


Un testo che mi è piaciuto molto per worldbuilding anche se, potreste trovare similitudini qua e là... ma che ho trovato meno incisivo nella parte enemy to lovers... Sarà che io non amo molto ma troppi tira e molla. Descrizioni nei momenti romance estremamente ridondanti.

Parte finale molto coinvolgente, soprattutto dall'ultima prova innanzi. 

Personaggi principali molto ben caratterizzati anche se, probabilmente, molto stereotipati.

Devo segnalare una cosa che mi ha lasciata un po' di amaro in bocca... Sarà per la mia vena correttore di bozze ma... In un testo così non mi aspetto di trovare refusi, più di uno, più di due, più di tre... Non ce la posso fare, spero che il lavoro sia migliorato con i volumi successivi.

Devo ahimè dire altresì, che la carta delle pagine è super sottile e molto delicata (parlo per l'edizione speciale Loonari in mio possesso).

E dai...un carattere leggermente più grande no? I miei occhi occhialuti hanno chiesto spesso pietà.

Diciamo quindi che la qualità dell'edizione poteva essere più alta come nel resto dei testi Loonari e anche la correzione di bozze...

In definitiva, un testo godibile, non il top per me ma gli elementi che mi sono piaciuti mi spingono a proseguire col secondo volume.

Testo più adatto a giovani lettori a mio avviso.






























I MIEI PRO

Il worldbuilding anche se non è una assoluta novità.

I MIEI CONTRO

I refusi numerosi, parte "romance" ridondante e a tratti noiosa, libro che non porta novità nel panorama letterario.







Se acquisterete la vostra copia dal link in scheda tecnica, mi aiuterete con una piccola percentuale. Le vostre condizioni di acquisto non subiranno alcuna modifica, grazie ❤️



Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️

La mia copia in foto è la versione Loonari.














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mercoledì 6 maggio 2026

GDL: LE FIGLIE DEL PITTORE, Emily Howes

MOLL! CAPITANA! VENITE A FARVI PITTURARE!



SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le figlie del pittore 
Autore: Emily Howes 
Data di pubblicazione: 27 gennaio 2026
Ce: Neri Pozza 
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 19,95 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5
GDL: il mio e di Gabriela #LeggiSogna_NeriPozza




TRAMA:

Ipswich, 1759. Nella terra verde del Suffolk, il pittore Thomas Gainsborough divide la sua vita tra i paesaggi che ama e i ritratti dei ricchi della città, che dipinge per sostentare la famiglia: la moglie Margaret e le due figlie, Molly e Peggy. Le bambine sono inseparabili, fantasmi gemelli che corrono su e giù per le scale buie della casa con le mani gocciolanti dei colori con cui, di tanto in tanto, il padre permette loro di giocare. Sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. Fermate in un unico istante nei quadri paterni, mentre i loro vestiti splendono di sete azzurre e gialle. Eppure Peggy a volte non capisce dove vada Molly, quando gli occhi le diventano pietre vacue nel viso e i suoi gesti si fanno incoerenti. Molly rimane immobile, le parole che le scivolano via dalla mente, la bocca floscia. Dopo, non ricorda mai nulla, e tocca a Peggy inventare le storie più inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi materni, ormai cerchiati da profonde ombre viola. Ma quando la famiglia Gainsborough si trasferisce a Bath – nell’intima speranza di imbrigliare le eccentricità della figlia maggiore –, il segreto diventa sempre più difficile da nascondere. La grande città è un mondo ben diverso dai campi in cui le sorelle si muovevano con selvaggia libertà: è fatta di educazione e buone maniere, di momenti rituali e apprpriate amicizie. Le bambine ora sono ragazze da inserire al più presto in una società dove ogni passo falso può costare caro. Quello di Peggy è un fardello gravoso da portare, spaventosa la minaccia che incombe su Molly: l’istituto per i malati di mente. E quando l’amore, inaspettato, giunge a scuotere quel sodalizio dettato dalla forza del sangue, Peggy si troverà di fronte a una scelta estrema.







COSA NE PENSO? 

La nostra storia si apre a Ipswich, si sposterà poi a Bath e, nei flashback che ci riportano al 1728, saremo alle tre coppe di Harwich e poi a Londra e dintorni.

La nostra storia narra delle figlie di un pittore molto conosciuto, ovvero Thomas Gainsborough.

La più grande è Molly, l'altra è Peggy.

Il nostro passato parla di Meg, della sua vita alla locanda col padre violento e con la condizione di donna sottomessa. Parla anche di tenacia, di coraggio, di un viaggio senza apparente speranza.

Tornando alle nostre figlie protagoniste, ricordando che è sempre Peg a parlare e a condurre la sua storia... 

Molly è più brava di Peggy nel sapere cosa bisogna fare e anche a cucire, però le parole hanno l'abitudine di scivolarle via dalla mente.

Sicuramente un disturbo c'è, uno di quelli legati alla mente che Peggy vuole nascondere ad ogni costo, anche vegliando sulla sorella di notte, legandola a se.

Ci saranno momenti di parole ripetute a memoria senza interruzione, di occhi vacui e persi, di comportamenti anomali, di passeggiate notturne.

Peggy sarà costretta a pizzicotti per riportare a sé stessa Molly. Sarà costretta alla veglia continua, con il terrore devastante di vedersela portare via in quelle carrozze con le sbarre.

I genitori sembrano sapere alle volte, altre sembra che chiudano gli occhi per non ammettere di vedere.

Una vita di rinuncia per la piccola Peg, una vita a proteggere lei, una scelta dettata da una promessa che non vuole rompere.

Gli anni passano, le ragazze crescono in quel di Bath perché la madre voleva più di un ambiente contadino e selvaggio per loro.

Vivere sopra le possibilità, vivere per l'apparenza. 

Parlando della madre, Margaret, le ragazze non sanno davvero nulla circa il suo passato.
Solo alle volte, lascia aprire il suo cassetto dei tesori dove trovare anche quell'astuccio d'oro con incisa una F... ma nessuno sa a chi appartenga quell'iniziale... La madre dice solo che apparteneva alla sua di madre ma, non aggiunge mai altro... come se volesse evitare di raccontare alle figlie di un passato increscioso.

"I segreti sono un veleno che ci divora dall'interno", diceva il padre ma evidentemente, la madre preferisce omettere, preferisce che le figlie siano delle donne rispettabili senza insegnare ciò che lei aveva appreso come fare di conto, senza dirle che sono speciali per qualcosa che hanno di intrinseco.

Ma facciamo un balzo in avanti, agli anni dei balli e di ingresso nel mercato matrimoniale.

Peggy sa bene di non doversi aspettare nulla per la sorella, sa altresì che ha promesso di stare sempre con lei.

Ma due occhi che guardano, delle labbra che parlano e baciano, potrebbero far vacillare in alcuni momenti anche se... la sorella viene sempre prima.

Una scelta dolorosa, una conseguenza che lo è ancora di più, una realtà che trafigge il cuore. E poi... una chiamata, una situazione dura da sostenere, un ritorno, una promessa ancora forte.

"Se le parole non corrispondono alle azioni, allora né le une né le altre hanno alcun valore."


Un romanzo storico davvero ben scritto, che scorre con una semplicità disarmante intrecciando con maestria ciò che è reale da ciò che è stato aggiunto o aggiustato per dovere di trama.

Due sorelle protagoniste, il passato a fare capolino e a raccontare di una Meg che ha lottato con ferocia per avere ciò che credeva spettarle di diritto.

Da una parte Molly e la sua malattia che la definisce come persona, che la ingloba, che la attacca nei momenti peggiori. Una sorella che si sentirà per tutta la vita, in gabbia, quasi soffocata anche se incapace di vivere diversamente e non potendo farlo, non come pensa lei.

Dall'altra Peggy che rinuncia a se stessa per l'amore incondizionato verso la sorella, un amore troppo grande e difficile da contenere per una piccola devota come lei. Un peso insostenibile preso sulle spalle al posto della madre che finge di non vedere.

Guardando da una diversa angolazione, verrebbe anche da pensare che Peggy, anch'essa, vive nell'unico modo che conosce per farlo, ossessionata dalla cura della sorella, incapace di lasciarla a briglia sciolta.

In certi momenti, l'astio sembra montare facendola vacillare ma sono solo debolezze di bambina, debolezze di giovane donna. Lei, in fondo, conosce il suo destino e poi ha promesso... Mantenere la parola data è pregorativa, in ogni modo possibile.

Uno stile narrativo elegante che ben si sposa con il contesto, immerso nei colori su tela, quelli del famoso artista... Tra gialli, rossi e quel Blue de cendres, l'azzurro delle ceneri.

Ritratti a giovani donne come Ann Ford, ma anche a personalità di spicco e poi alle figlie, dipinte insieme per lo più.

Quella voglia di eguagliare il talento del padre, senza in fondo averne. Quei pennelli sporchi, quello studio alle volte serrato alle volte accessibile.

Un padre artista in tutti i sensi nei quali si può essere, una madre che coltiva l'opinione degli altri come fosse il miglior fiore del suo giardino.

Un contrasto tra ciò che scopriremo essere vero e come si decida di non usarlo a vantaggio come in passato.

Un esordio potente, raffinato, magistrale.



























I MIEI PRO

Elegante, raffinato, potente. Super scorrevole e sempre affascinante.


I MIEI CONTRO

Non ne ho da segnalare.







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Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Giulia per la copia ❣️














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lunedì 4 maggio 2026

GDL: CHIANAFERA, Orazio Labbate

NEL SILENZIO DEL MANGIARE ROTONDO C'È LA CHIAVE



SCHEDA TECNICA:

Titolo: Chianafera
Autore: Orazio Labbate 
Data di pubblicazione: 23 gennaio 2026
Ce: NN editore 
Costo: ebook 6,99 euro/cartaceo 16,15 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥/5
GDL: il mio #tuttipazziperNN




TRAMA:

In una Sicilia in bianco e nero, Orazio Labbate è rinchiuso nel manicomio della Madonna della Catena: è ferito, è quasi cieco, e non ricorda quale dramma lo abbia spinto laggiù. Lì, il falegname Stracquadanio gli rivela di aver fabbricato per i suoi genitori un diario – eredità familiare che diventa creatura viva, capace di divorare i ricordi e restituirli deformati. Grazie al diario, Orazio capisce di avere una missione: annientare Padre e Madre, entità unica e binaria, generatrice di cicli e rituali eterni fatti per inaridire l'infanzia e intrappolare l'anima. Chiara Nightingale, un frammento di amore che gli appare in sogno, gli dà appuntamento a Chianafera, luogo mistico dove la missione avrà inizio. In un viaggio esperienziale all'interno del diario, Orazio raccoglie gli oggetti-simbolo della sua prigionia e incontra il proprio Doppio. Ma è solo quando fugge dal manicomio e arriva a Chianafera che il suo destino si compie: ritrova Chiara e incontra la Sfinge, che lo prepara allo scontro.








COSA NE PENSO? 

A sud di Butera. Il Manicomio Nosocomio. Un uomo con la visione del mondo mono oculare. Gli occhi che una volta chiusi danno modo ai sogni di generare omicidi.

La stavamo aspettando, entri.
Qual è il mio nome, allora.

Un Falegname Stracquadanio che dice di aver fabbricato un diario per i genitori. Un'autobiografia che parte da qui, dall'interno del diario in un viaggio onirico tra ricordi e visioni che prendono forme e consistenza.

Da menzionare anche Chiara Nightingale, un frammento di amore che si dipana in un ricordo all'interno di sogni.

Chianafera è un viaggio onirico, un viaggio diverso, un qualcosa che devi entrarci del tutto per capirlo con un linguaggio da vecchia Sicilia pieno di archetipi universali e riferimenti più moderni. 

Un viaggio anche attraverso mito, un romanzo che parla di psiche, che rielabora strutture e concetti.

Un qualcosa che ti porta dentro una visione collettiva senza darti scampo o modo di capire come esattamente uscirne.

Un luogo ove ricordo, visione, sogno si mescolano in un cocktail di psicanalisi.

È molto difficile parlare di un libro così che, a mio avviso, dividerà il lettore tra amore profondo e delusione incompresa.

Un linguaggio che ricalca e ricorda il 900 e i suoi classici, un linguaggio che appare a tratti, ostico, almeno per la mia attenzione del momento e che spinge alla rilettura, all'interpretazione assolutamente personale all'interno di sogni e visioni, come già sottolineato.

Un autore che si posiziona in un posto tutto suo all'interno del panorama letterario moderno per il suo stile assolutamente eclettico e non di imitazione.

Mi rammarico di non poter dire di più, per la recensione che appare più corta rispetto ai miei standard ma davvero... questo testo può mettere in difficoltà se non letto.



























I MIEI PRO

Un testo particolare nel lessico, nel viaggio.


I MIEI CONTRO

Può dividere, può non essere del tuo capito.







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Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Francesca e Francesca per la copia ❣️














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BLOG TOUR: STORIE DI TERRA ARSA, Antonio Roma

SECONDA TAPPA: CORPI CHE PARLANO, MASCHERE CHE CADONO






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Storie di terra arsa
Autore: Antonio Roma 
Data di pubblicazione: 13 marzo 2026
Ce: Infinito edizioni
Costo: cartaceo 14,25 euro
Disponibilità cartaceoAmazon clicca qui
Genere: narrativa contemporanea 
Numero di pagine: 144


TRAMA:


Quattro testi teatrali contemporanei rappresentati compongono una geografia dell'umano: un teatro che scava nella terra e nella memoria per restituire alla parola la sua carne, e al silenzio la sua dignità. Un robusto filo rosso unisce le drammaturgie: la sopravvivenza della dignità nell'assenza. Sono tutte storie di terra arsa perché raccontano i margini (il Sud, la fabbrica, la malattia, la precarietà) custodiscono voci residue (l'operaio, la donna meridionale, la docente, gli amanti smarriti), affrontano la cura come atto politico e la memoria come unica forma di resistenza, condividono una poetica della sottrazione, incarnano i valori dell'agenda ONU 2030 su parità di genere, dignità del lavoro, diritto all'educazione, salute, riduzione delle disuguaglianze, giustizia climatica e culturale.












SECONDA TAPPA 

C’è un filo rosso che attraversa tutte e quattro le drammaturgie di Storie di terra arsa, e non è un tema: è un corpo. Il corpo dell’operaio che smista rifiuti e sogna un
figlio; il corpo del giovane attore che indossa una maschera di silicone per essere accettato dal mondo; il corpo della docente meridionale che attraversa una linea di sabbia sul pavimento, confine tra Sud e Nord; il corpo dell’uomo anziano che tiene in mano una biglia rossa mentre la memoria gli si dissolve attorno. In ogni testo che ho scritto, il corpo non è sfondo della parola: è la sua grammatica primaria.
Lavoro a partire da una matrice fisica che affonda le radici nell’eredità di Lecoq e di
Grotowski. Il gesto non illustra, attraversa. Il movimento non decora, rivela. In Uomo a rendere, accanto all’attore monologante ho voluto due performer che non interpretano personaggi ma incarnano qualità, memorie, stati, forze. La loro partitura fisica è fondata su peso, resistenza, vibrazione, compressione, crollo, sospensione, caduta, risalita. Quando il protagonista parla del figlio mai arrivato, i performer diventano presenza potenziale, materia sospesa tra desiderio e mancanza.
Quando evoca la città vista dal retro, ne incarnano la logica del rifiuto.
In Mamma mi voleva professore questa tensione tra corpo e identità trova il suo
simbolo più potente nella maschera bianca di silicone ispirata a quella di Tom Cruise
in Vanilla Sky. Achille la indossa perché è convinto che senza quella superficie liscia,
rassicurante, standardizzata, non potrà mai essere riconosciuto nel proprio valore.
La maschera è il peso delle aspettative familiari, il ricatto della stabilità, la pressione di essere utili. Quando Agata la scuce, la toglie, la spezza, compie un atto che è al tempo stesso d’amore e politico: liberare il corpo dalla costrizione sociale,
riconsegnarlo alla sua verità.
In Apice – Lezione di antropologia il corpo è geografia. L’attrice attraversa una linea
di sabbia rossa che separa il palco in due mondi. Quando parla della madre si inginocchia nella terra; quando parla dell’università resta immobile come un totem.
Gli oggetti che estrae dalla valigia di ferro - un grembiule, una pezza, un quaderno - sono reliquie che piegano il tempo. La pezza diventa libro, la terra diventa parola.
E in Nebbia, il corpo è mappa della perdita. Ho chiesto agli attori di agire lentamente, come se ogni gesto richiedesse un ricordo per essere compiuto. Quando lui prende la tazza, deve sembrare che pesi una vita. Quando lei gli accarezza il viso, deve farlo come se toccasse un fantasma. Lo spazio è delimitato da fili di luce che si allentano progressivamente, come sinapsi che si spengono.

Antonio Roma 





  
















COSA NE PENSO? 

Un'altra tappa sicuramente affascinante, che si dice molto su libro e pensiero dell'autore.

Che aspettate? Continuate a seguirmi per le prossime tappe.





















 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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BLOG TOUR: MATERIA_fumetto, Gabriele Mazzoni, Elia Chiusa

QUARTA TAPPA: POTERI, MATERIA ED ENERGIA






SCHEDA TECNICA:

Titolo: Materia
Autore: Gabriele Mazzoni, Elia Chiusa
Data di pubblicazione: Appena pubblicato il secondo volume, serie in corso
Ce: Materia comic
Costo: ebook primo volume gratis/cartaceo secondo volume 22 euro
Disponibilità cartaceoclicca qui
Genere: Fumetto italiano sui supereroi


TRAMA:

La trama segue la sua evoluzione tra mistero, azione, introspezione identitaria e minacce interplanetarie, ambientato tra Bolzano e scenari reali.














POTERI, MATERIA ED ENERGIA

Nel fumetto i poteri non sono una scorciatoia narrativa, ma un vero sistema con logiche e limiti. Esistono due pilastri principali: materia ed energia, come due linguaggi diversi per “scrivere” la realtà. Manipolare la materia significa intervenire sulla struttura delle cose: forma, densità, composizione, fino ai livelli più microscopici. Manipolare l’energia, invece, significa agire su forze e trasformazioni: movimento, calore, impulsi, scariche, e tutto ciò che può cambiare lo stato del mondo senza “toccarlo” direttamente. Ma cosa vuol dire davvero essere forti? In Materia la forza si misura su due assi: il raggio d’azione (quanta materia/energia riesci a controllare, su quale distanza, con quanta intensità) e la precisione (quanto nel dettaglio puoi intervenire: molecole, atomi, particelle, fino a livelli quasi “quantistici”). Due personaggi possono avere lo stesso “potenziale”, ma esprimerlo in modo opposto: uno devastante e ampio, l’altro chirurgico e invisibile. Questo crea gerarchie, match-up e strategie: alcuni poteri dominano in scala, altri in finezza. E soprattutto rende affascinante l’evoluzione: crescere non significa solo “più potenza”, ma più controllo, più consapevolezza e più rischio.



  
















COSA NE PENSO? 

Siamo giunti all'ultima tappa e la voglia di saperne di più è tanta...


Che aspettate? Continuate a seguirmi per la recensione!





















 













Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️




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