mercoledì 4 novembre 2026

GDL: IL MIO VERO NOME È ELISABETH, Adèle Yon

COME PASSARE DAL SILENZIO A UN NOME SIGILLATO DI SEGRETI?



SCHEDA TECNICA:

Titolo: Il mio vero nome è Elisabeth 
Autore: Adèle Yon
Data di pubblicazione: 9 giugno 2026
Ce: Neri Pozza 
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 19,00 euro/audiolibro in offerta a 9,71 euro o compreso se attivi l'abbonamento 
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Valutazione personale: 💥💥💥💥/5
GDL: il mio e di Gabriela #LeggiSogna_NeriPozza




TRAMA:

Tutto ha inizio con un uomo di successo, ancora sano e di mente lucida, che si getta dalla finestra. Ha pianificato ogni dettaglio: l’affitto dell’appartamento a un piano alto, la lettera che dà conto di una premeditazione lunga cinquant’anni, le chiavi di un’auto con cinque libri e una fototessera nel portabagagli. La foto di una donna anziana, lo sguardo perso e due cicatrici tonde sulle tempie. La foto di Betsy, sua madre. La narratrice non ha mai conosciuto Betsy, morta prim’ancora che lei nascesse. Della sua bisnonna sa soltanto quel poco che si dice nella loro rispettabile famiglia cattolica. Era sempre lontana, ma qualche volta d’estate tornava. Chiedeva sempre di suo marito André. Diceva cose buffe, nuotava in modo scomposto. Ha avuto sei figli. Ogni tanto gridava. Si arrabbiava da morire. Era triste. Era malata. L’hanno lobotomizzata. È un fantasma. Ma a un tratto ricostruire la storia di Betsy diventa cruciale, una questione di sopravvivenza, l’unica arma per combattere il terrore di una follia atavica. Nessuno dei parenti parla volentieri: Betsy è un buco nero che, a più di trent’anni dalla sua morte, risucchia ancora ricordi, parole, vite. È un’autentica indagine a prendere corpo in queste pagine, con testimoni, referti medici, documenti privati e pubblici, una ricerca che procede con ostinazione e coraggio verso la sconvolgente verità finale. Romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: Adèle Yon ha scritto tutto questo in un solo libro, che è un’autentica rivoluzione.






COSA NE PENSO? 

La nostra storia si apre con un suo*idio, quello di Jean-Louis, padre della persona che racconta.

E-mail a tre persone: alla sorella minore, alla donna con cui ha passato alcuni anni e al figlio di quest'ultima.

Diciamo che l'evento è un apripista alla voglia di scoprire, di sapere.
La nostra protagonista si lancerà in una ricerca costellata da dati pochi e frazionati, da interviste a parenti, tutto per sapere di lei, di Elisabeth, presto chiamata Betsy. La sua bisnonna, quella etichettata come schizofrenica. È il 19 agosto 1916 quando viene al mondo.


Betsy cresce. Una ragazza che appare subito come sicura di sé, anti conformista. Incontra André e se ne innamora. Lei sente che lo sposerà. Sarà proprio così in effetti e avrà ben sei figli, figli che non sente come nati dall'amore.

Diciamo che più si moltiplicano i figli meno lei si sente se stessa.
Questo la porta a essere una donna che vuole esprimersi, una che vuole la sua libertà, una che non riesce a farsi capire, una che il marito decide non essere più alla sua altezza, che reputa strana o meglio pazza... Talmente pazza da spingere per una operazione che dovrebbe essere miracolosa.

Betsy è la prima donna in Francia a essere lobotomizzata. Risolutiva? Miracolosa? Giudicate voi leggendo cosa diventa dopo.

Matricola 1244, questo diventa. È il 23 maggio 1950 quando entra, è il 9 luglio 1951 quando viene internata, sono trascorsi 17 anni quando viene fatta uscire per tornare alla casa dei genitori (spoiler, il marito non ne vuole sapere).

Per me Betsy è una vittima del silenzio, dice il fratello minore.

"A venticinque anni tutte abbiamo fatto domande su Betsy", una stanza gialla, ricordi e frasi che mettono allegria, delle lettere sia scritte che ricevute, un ospedale psichiatrico da visitare, dei dati completi da trovare, persone con le quali parlare e ascoltare per andare indietro a quegli anni e definire la persona come donna e non come malattia.

Un'importante inframezzo dedicato alla lobotomia che parte dagli Stati Uniti, per diffondersi in Europa tra il 1945 e il 1960.

Per finire poi a parlare con l'infermiera Roseline e poi con David. Per concludere con una nipote che racconta la verità taciuta da sua madre e da tutte le donne attorno. Una nipote che racconta, una sorella morta giovane per problematiche psicologiche.

Un finale straziante che dice parole dure ma vere, che mette in campo la prospettiva di chi ha subìto in prima persona. 
La paura, la rabbia saranno i nostri filo conduttori.


Un romanzo d'esordio davvero particolare ove la struttura gioca un ruolo importante quanto le parole che vi si leggono.

Una protagonista che parla in prima persona e intervalla le sue scoperte ai dialoghi con i parenti rimasti.

Avremo anche dei periodi ove si leggerà per imparare e per informarsi su ciò che si va a trattare.

Varie le tematiche che troveremo all'interno... La salute mentale, un mondo patriarcale che non lascia spazio a donne più intraprendenti, la famiglia, un tributo al ricordo di Betsy, un'inchiesta, un urlo di rabbia scritto per chi non ha potuto far sentire la sua voce.

Un testo non semplice da affrontare, da fare proprio ma che, una volta capito, spalancherà le porte a qualcosa che turberà il lettore. 

Una donna data per pazza, una donna che subirà l'elettroshock, una donna che verrà lobotomizzata, una donna che si vedrà tenuta lontana da tutto per anni.

Una donna che non è mai stata lasciata libera di esprimersi, di vivere la sua vita nel modo che l'avrebbe resa felice, una donna non ascoltata, una donna posso dire? Non amata.

Cara Betsy, il mio cuore ha pianto per te.


























I MIEI PRO

Testo davvero particolare sia come contenuto che come struttura.

I MIEI CONTRO

Tanto particolare da dovervi entrare in completa sintonia per apprezzarlo al meglio.







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Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Giulia per il suggerimento di lettura ❣️














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