domenica 9 agosto 2026

DALLA DISCOTECA SI ESCE SENZA VOCE, NON SENZA VITA, Gabriele Parpiglia

ALTRIMENTI, CHE DETERRENTE È?

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita 
Autore: Gabriele Parpiglia 
Data di pubblicazione: 24 aprile 2026
Ce: Mursia
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 15,20 euro
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Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5




TRAMA:

8 dicembre 2018. Una notte di festa si trasforma in un incubo di fumo e calca. Sei morti, centinaia di feriti e una domanda che urla ancora giustizia: come è stato possibile? Parpiglia ricostruisce l’anatomia della strage di Corinaldo, dà voce a chi è rimasto, a chi lotta per non dimenticare e a chi pretende che quella linea tracciata nel sangue non venga mai più superata. Perché la vita delle persone non può avere il prezzo di un biglietto venduto in più.










COSA NE PENSO? 

La strage di Corinaldo, la strage data da uno spray, da un locale non a norma, da controlli mancati, da negligenza assoluta, da un sold out oltre limite.

Quello spray urticante in pista, come già fatto diverse volte in altre discoteche... La differenza? 

Un locale che risulterà magazzino agricolo anche se da anni, era di fatto una discoteca.

Una normalità diffusa quella di vendere più biglietti della capienza massima... Cashet alto per l'artista, biglietti a prezzo accessibile... per rientrare nelle spese, così era di abitudine fare...

Tutto normale no? Finché non arriva la tragedia.

Era la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018. Siamo nella discoteca Lanterna Azzurra, l'evento è il DJ set di Sfera Ebbasta. Sei persone perderanno la vita, 197 ne saranno ferite. Il tutto in 6 pochi minuti.

Una sola uscita di sicurezza su una rampa ben più pendente del consentito, con balaustra arrugginita nascosta da rampicanti, che cederà al primo sollecito, creando una caduta di corpi a effetto domino.

Un primo allarme, un vigile del fuoco fuori servizio che inevitabilmente, coglie la gravità della situazione.

Un padre che guarda ovunque, poi scorge dei teli bianchi sopra dei corpi immobili.
Mia figlia è morta, mia figlia è morta.

Una battaglia giudiziaria lunga anni, condanne che sembrano insufficienti. Prima la gang dello spray, poi i proprietari e/o persone che ci lavoravano in quel posto maledetto. Per ultimi, i cosiddetti colletti bianchi, la sentenza più amara di tutte... assoluzione ai capi di accusa più gravi.

Tanto c'è stata negligenza ma non è che potesse causare morti giusto?

Scusate la vena polemica ma... come si dice, mi sale il crimine a leggere certi fatti, a sentire un giudice argomentare come se stesse parlando del tempo, senza empatia. Ok, la loro negligenza, senza lo spray o il locale super affollato, forse non avrebbe portato alla tragedia... Magari non quella sera, ma prima o poi... Perché in Italia deve sempre scapparci il morto perché le istituzioni o chi di dovere insomma, apra gli occhi?

Vi segnalo anche i due capitoli finali del testo.

Sei nomi, sei vite che da voce, da vita alle persone che l'hanno persa, perché non siano solo un numero ma un nome.

Poi l'intervista a Francesco Vitali, fratello di Benedetta, una delle vittime. Lui che ha trasformato il suo dolore e la sua rabbia in spinta all'informazione, alla fine di queste tragedie senza senso.


Come e cosa dire di un testo così? Come leggere senza piangere, soprattutto con una figlia adolescente in casa che proprio la settimana scorsa mi ha chiesto di portarla a vedere un concerto?

Non so nemmeno io cosa scrivere perché, la rabbia in corpo è davvero grande, tale che partirei solo a insulti.

Ma come si può essere ancora in attesa della fine dei processi? Come si può dire ma e se in una situazione di questo tipo?

La giustizia italiana poi e i suoi immensi cavilli... 

La prima cosa fatta è stata condannare la gang. Giustamente eh, badate bene... Ma non si può pensare siano gli unici responsabili!

Una tragedia che poteva e doveva essere evitata, semplicemente facendo il proprio lavoro e non permettendo al "locale" di rimanere aperto e negando le autorizzazioni necessarie.

E sapete cosa mi crea ancora più dolore? Pensare che, giusto a capodanno, si sia consumata la tragedia di Cras-Montana. 
Non impariamo mai un cavolo vero?

Che posso dirvi... Leggetelo, informatevi, fate del sapere la vostra arma più grande.


Parlando poi del libro in sé stesso, posso dirvi che è scritto bene, riporta i fatti, scrive nomi (evviva) su nomi, non vuole essere un libro dei m*rti ma uno dei testi che vuole ricordare la vita che hanno vissuto.

Urlate a gran voce per chi non può più farlo.
Parlate per chi può solo arrivare al vostro cuore.
Vivete, vivete, vivete ricordando che la vita è preziosa.



























I MIEI PRO

Un testo che non è solo un insieme di fatti sterili ma che porta le emozioni.

I MIEI CONTRO

Non ne ho nessuno da segnalare.







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Grazie Anna e Raffaella per la copia ❣️














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