martedì 28 luglio 2026

GDL: SEI GIORNI A BOMBAY, Alka Joshi

IL MONDO È GRANDE. IMPARERÀ.



SCHEDA TECNICA:

Titolo: Sei giorni a Bombay 
Autore: Alka Joshi 
Data di pubblicazione: 3 aprile 2026
Ce: Neri Pozza 
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 20,90 euro
Disponibilità ebook: Amazon clicca qui
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5
GDL: il mio e di Gabriela #LeggiSogna_NeriPozza




TRAMA:

È un giorno del 1937, al Wadia Hospital di Bombay, quello in cui l’infermiera ventenne Sona accoglie tra i pazienti Mira Novak, pittrice di fama internazionale. Non è occasione felice, ma Sona è comunque entusiasta di assistere questa donna di mondo, dall’aspetto regale e lo sguardo come una calamita, che le permette di intravedere una vita meravigliosa finora solo immaginata. Le due donne trovano una sintonia speciale e nel corso di sei giorni di convalescenza la pittrice ammalia Sona con i racconti dei suoi viaggi, le sue audaci esperienze artistiche e i suoi tanti amanti sparsi per l’Europa. Ma, in modo inaspettato, le condizioni di Mira precipitano. Tutti sono chiamati a rispondere di quel decesso improvviso, anche se è l’infermiera a finire in cima alla lista degli indagati: la sua piccola vita è ribaltata, non certo nel modo in cui sognava. Sona è costretta a lasciare l’ospedale, ma il pensiero di Mira non la abbandona e la spinge verso l’Europa, in un errare che è insieme fuga e ricerca, mentre il continente è sull’orlo dell’apocalisse. Immergendosi sempre più nel passato della pittrice, Sona scoprirà quanto insondabili possano essere le vite che crediamo di conoscere – e quanto coraggio occorra per riscrivere la propria storia. In questo nuovo, scintillante romanzo storico, Alka Joshi trae ispirazione dalla figura di Amrita Sher-Gil, la “Frida Kahlo dell’India”, per raccontare sogni e paure di due giovani donne in cerca del proprio spazio nel mondo.







COSA NE PENSO? 

Il nostro viaggio inizierà nel maggio del 1937 a Bombay.

La nostra protagonista sarà Sona Falstaff, infermiera al Wadia Hospital figlia di madre indú e padre inglese. Sentirà tutta la vita questo dualismo, almeno fino alla vera scoperta di sé.

Sona è una donna semplice. Ama il suo lavoro, ama sua madre e ama parlare con lei.

Un incontro è destinato a cambiare le sorti della sua vita, senza prospettarsi immediatamente come tale: la sua paziente Mira Novak.

Mira era una donna libera, un'artista, una persona di mondo, qualcuno di opposto a lei ma proprio per questo, speciale.
Sona si sente irrimediabilmente attratta da quella forte personalità, tanto da diventarne la confidente e la persona fidata in quei sei giorni di degenza.

Mira, difatti, verrà a mancare. La sua m*rte verrà considerata come un errore di Sona. 
Sona perderà il lavoro, perderà tutto ciò che è la sua stabilità, perderà la sua vita. Avrà però una missione: consegnare dei dipinti a Petra, Josephine e Paolo, conoscenze della pittrice.

Mira le affida questo particolare compito e lo fa a suo modo, lo fa come sentisse vicina la fine, lo fa lasciando delle tele dove Sona potesse ritrovarle con un'iniziale dietro a esse. Mira che si premura di parlare dei menzionati a Sona con quale dettaglio, qualche sfumatura che potesse aiutarla.

"Tu hai reso vivo il mio mondo."

Sona però è spaventata, è bloccata da una cosa più grande di lei.
Partire, andare così lontano e sola.

Una partenza poi, in un momento delicato della sua esistenza e in uno che non pensava potesse capitare a lei.

Ma... Un provvidenziale vecchio dottore, nonché paziente, nonché amico e insegnante di giochi acciuffa quattrini, il dottor Stoddard, troverà il giusto espediente per saltare nel buio. Le chiederà di accompagnarlo nel suo viaggio a Instabul come sua infermiera personale.

Qui conoscerà anche il figlio del dottore, provvidenziale incontro per aiutarla nel viaggio che le si para davanti: Petra da scovare a Praga, Josephine da rintracciare a Parigi, Paolo da ricorrere a Firenze.
Un ultimo viaggio a chiusura da decidere se compiere.

Questo permetterà al lettore di vivere con Sona un'avventura, un viaggio tra le bellezze del mondo, tra il cibo, tra la cultura, tra le problematiche che possono abbattere.

Ma Sona si rialza, Sona riesce a trovare un coraggio che non pensava di avere, Sona decide che avere fiducia in sé stessa non è più così sbagliato.

"Non si può modificare la direzione del vento, ma solo manovrare le vele".

Parlando dei nomi citati...

Petra sarà appunto l'amica lasciata a Praga. Una donna che stravedeva per Mira. Una donna che permetterà a Sona di conoscere un aspetto nascosto della pittrice.
Una viaggio verso la meta che vedrà una figura fare capolino, quale Agnes Kelmendi.
"Le cose non sono mai come sembrano".

Anche Josephine in quel di Parigi, la gallerista che ha a cuore le opere dei suoi clienti. Josephine che aveva visto il talento di Mira, l'aveva incoraggiata, aveva finito per rimanere delusa. Anche Josephine darà nuovi elementi per definire Mira.

E poi Paolo in quel di Firenze passando per l'accademia delle belle arti e gli uffizzi.

Una singola margherita in vaso che sblocca un ricordo caro a Sona. Un pensiero espresso con gli occhi al cielo. Una persona che sempre sarà con lei.

"Paolo, il mio amore. Colui che mi ha insegnato l'arte del ritratto".
Così lo definiva Mira.
Sona non avrebbe mai immaginato fino a che punto il sentimento per lui potesse arrivare.
Paolo che era sostanzialmente, un uomo inaffidabile, un uomo che doveva farsi mantenere.

In tutto ciò, millanta Filip, il marito di Mira. Un uomo definito la sua ancora, la sua salvezza. Un uomo che Sona sentirà di dover contattare per spiegarsi. Un uomo che darà a Sona una visione finale.


"A tutte le donne che si rifiutano di essere messe a tacere, dovunque si trovino. Siete la mia tribù".



Un testo del quale è difficile esprimere a parole la magnificenza. È uno di quei libri che leggi in immersione, sentendoti sempre più protagonista, in balia delle sue emozioni.

Un viaggio sensoriale, emozionale, da vivere, da leggere, da comprendere.

Dei luoghi narrati che ci permetteranno di leggere ma vedere, che abilità straordinaria quella di usare le parole come mezzo per aprire la mente.

Una Sona che soffre la sua provenienza mista anche se, nel profondo, ha sempre saputo qual è la sua terra. 
Un rancore racchiuso nel cuore per quel padre che non è rimasto. Un dolore sordo da non esprimere. 

Una protagonista che vuole e deve aprirsi al mondo. Una protagonista con la quale empatizzare, legare.

Ogni parola scritta mi sembra banale, troppo vuota per farvi capire questo libro. Non mi resta che dirvi di leggerlo quindi e perdervi nelle strade, nelle luci, nei colori, nei profumi.

Una lettura originale, passionale. Una lettura che farà muovere una donna alla ricerca della sua identità in un Europa sempre più in bilico. La nostra storia difatti, parte alla fine negli anni 30, nomi altisonanti cominciano a passare di bocca in bocca, Sona a Firenze, vedrà manifesti esplicativi su ciò che ancora nessuno vuole immaginare.

Un futuro da scrivere e da vivere. Un futuro più luminoso possibile. Dei ricordi a coronare un presente da calcare finalmente, con passi non più incerti.



PS: l'autrice ci tiene a sottolineare che, il personaggio di Mira Novak è liberamente ispirato all'artista Amrita Sher-Gil. Nome poco conosciuto, che è rimasto in sordina ma che ora, abbiamo tutti l'occasione di scoprire.

NB per me... recuperare l'opera precedente di questa autrice straordinaria.








































I MIEI PRO

Si può dire tutto?

I MIEI CONTRO

Non ne ho da segnalare.







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Grazie alle ragazze/ai ragazzi che mi hanno seguito in questa lettura❣️
Grazie a Giulia per la copia ❣️














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