venerdì 24 luglio 2026

BLOG TOUR: ROSSO RUBINO, Il Dru

PRIMA TAPPA: LA GUERRA

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Rosso rubino
Autore: Il Dru
Data di pubblicazione: prima possibile per riedizione 
Ce: Self publishing 
Disponibilità cartaceo: a data di uscita
Genere: biografia 


TRAMA:

La stesura di Rosso Rubino è il prodotto di perturbazioni durate anni. 
Scriverlo ed editarlo è stato un processo che ha dovuto attraversare periodi di maturamento personale, di conoscenze intrecciate che andavano a cambiare e a perfezionarsi.
Questa pseudo autobiografia poggia su una struttura interna, dunque sfida i tecnicismi dell'editoria in cui un libro è un prodotto finale definito e standardizzato.
Il significato va oltre il capitalismo editoriale e sorregge la storia di una vita, ne cambia ora l'assetto, ora il registro colloquiale.
Nessun indice, nessun capitolo, solo un insieme di paragrafi suddivisi per arco di tempo e che rappresentano la percezione temporale di Ginevra rispetto a determinati episodi.
Ciò non significa creare un assetto caotico, al contrario, Ginevra amalgama i ricordi con i suoi pensieri, anticipa il futuro e ripesca il passato di volta in volta scandendo una tempistica lineare.
Dal racconto si deduce che Ginevra sia una pittrice (e che forse abbia continuato con questo percorso), e ciò arricchisce la sua narrazione. Usa infatti un linguaggio evocativo, si avvale di più campi semantici per le sue descrizioni, e introduce colpi di scena sottili e mai spettacolarizzati.
Anche se solo pochissime volte si rivolge al lettore, Ginevra si mette talmente a nudo che il suo racconto sembra una "lettera rubata", un diario segreto trovato per caso.

In questo quadro, il rapporto con Rubino è descritto molto dettagliatamente, e non ne censura i difetti. Saranno proprio questi tratti acerbi a far scaturire un lungo percorso di sviluppo personale segnato da un rapporto profondo che per necessità estrinseche ha bisogno di evolversi.

È proprio la genesi di questo rapporto il motore cardine del libro, nonché il cerino che porterà Ginevra a riflettere sul senso delle relazioni umane e su come gestirle.

















PRIMA TAPPA 

All’interno di Rosso Rubino la guerra è intesa come rivoluzione personale, nonché 
come un mezzo necessario per interpretare le distanze emotive e le conseguenti  perturbazioni nei rapporti umani. Nelle prime pagine, Ginevra fa riferimento al tema della sua tesina, ossia la Grande Guerra, spiegando come - secondo il suo punto di vista - tale fenomeno non cominci dal momento concreto dello scontro quanto da un’iniqua predisposizione insita in ognuno di noi.
Durante l’arco narrativo, Ginevra descriverà gli “attacchi” alle sue relazioni usando delle analogie evocative di tipo bellico. Gli allontanamenti e le incomprensioni verranno accostati a scenari sanguinari, in cui si parlerà di “boati”, terre distrutte, confini violati, palafitte cedute, e detriti sempre più esigui.

“..non aveva sentito del boato che aveva distrutto i miei dintorni, perché lo avevo camuffato, in modo tale che avessi libertà di agire senza essere vigilata.
Ero confusa, e volevo comportarmi da confusa, non avevo voglia di razionalità.
Avevo perso gran parte dei miei fedeli alleati, dunque ora mi trovavo di fronte a una tabula rasa in cui segnare nuove possibilità, tra cui amicarmi nuove facce.
E quando per una stupida guerra lasci il sicuro per l’ignoto, non sai mai a cosa vai incontro.
Un nuovo alleato che intenzioni avrebbe avuto? Non lo sapevo, ma dovevo rischiare, ero costretta a rischiare. Se la guerra fosse tornata avrei necessitato di una difesa.”

Nonostante nel corso del manoscritto l’affinità semantica tra la guerra e la vita risalti con accezione negativa, Ginevra, durante le sue conclusioni, si ricrederà su quel periodo voraginoso ed erosivo.
Il motivo le risulterà chiaro: questa guerra intellettuale, per quanto estenuante e 
difficile da attraversare, permette lo sfogo di malumori nascosti e di paure inespresse 
che, attraverso un danno iniziale in apparenza irreversibile, segna invece l’evoluzione dei rapporti coinvolti. 
Questa modalità di guerra dimostra che crescere e maturare non significa allontanare le persone che si amano ma bensì trovare, di volta in volta, un nuovo equilibrio, anche se questo comporta litigi deleteri, risentimenti, e rancori passeggeri.
In un momento storico in cui la guerra trova la sua massima manifestazione nell’odio e nella sopraffazione dei più deboli per finalità pecuniare e dispotismi, Rosso Rubino trasforma la guerra nell’atto nobile della rivalutazione del sé e delle esigenze altrui, in cui gli egocentrismi e le divergenze diventano sinergia e ricongiunzione.
Inoltre, Ginevra vuole “regalare” l’eccezionale amore di Rubino a chiunque ne senta il bisogno, dunque studia la figura psicologica del probabile lettore, includendo con una certa discrezione anche coloro che hanno subito tragedie legate alla guerra e alle sue conseguenze (n.b.= da questo sottile dettaglio si denota l’attenzione di Ginevra alla costruzione del racconto e al compito del suo fine, i quali non sono elementi casuali ma studiati e progettati ad hoc).
La breve introduzione si avvicina, infatti, alle intemperie dell’animo umano lasciando spazio a più interpretazioni:

“A chi si ribella in silenzio,
a chi ha perso quel faro,
a chi ha visto nell’amico un volto ignoto,
a chi protegge il bimbo che è stato.
Leggete questo libro con lo stomaco,
perché lì siete stati colpiti.
Rubino è tutto vostro.
Ve lo regalo, ma abbiatene cura.
Che i miei pensieri non vi lascino soli,
che i miei errori vi giustifichino,
che l’amore che ho raccolto e risolto vi venga dentro.
A voi parlerò della tappa censurata,
dei pensieri taciuti,
di tutti quegli anni a cui ancora, ahimè, pensiamo.
E tu, che cerchi un segno in ogni libro,
non dire che non è vero solo per orgoglio.
Ora basta mentire, non siamo più ragazzini.”















COSA NE PENSO? 

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