SCHEDA TECNICA:
Titolo: Storie di terra arsa
Autore: Antonio Roma
Data di pubblicazione: 13 marzo 2026
Ce: Infinito edizioni
Costo: cartaceo 14,25 euro
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Genere: narrativa contemporanea
Numero di pagine: 144
TRAMA:
Quattro testi teatrali contemporanei rappresentati compongono una geografia dell'umano: un teatro che scava nella terra e nella memoria per restituire alla parola la sua carne, e al silenzio la sua dignità. Un robusto filo rosso unisce le drammaturgie: la sopravvivenza della dignità nell'assenza. Sono tutte storie di terra arsa perché raccontano i margini (il Sud, la fabbrica, la malattia, la precarietà) custodiscono voci residue (l'operaio, la donna meridionale, la docente, gli amanti smarriti), affrontano la cura come atto politico e la memoria come unica forma di resistenza, condividono una poetica della sottrazione, incarnano i valori dell'agenda ONU 2030 su parità di genere, dignità del lavoro, diritto all'educazione, salute, riduzione delle disuguaglianze, giustizia climatica e culturale.
PRIMA TAPPA
Storie di terra arsa non è un libro che chiede di essere letto: chiede di essere
attraversato. Quando ho cominciato a scrivere queste quattro drammaturgie -Uomo a rendere, Mamma mi voleva professore, Apice - Lezione di antropologia, Nebbia - non cercavo il consenso di nessuno: cercavo complicità. Volevo comporre una
costellazione di vite ai margini, di corpi esposti, di parole che pesassero come zolle di terra.
Il titolo stesso è una dichiarazione d’intenti. La terra arsa non è metafora decorativa: è un’origine. È il Sud come luogo reale e simbolico, il corpo umano come campo minato, la memoria come deserto fertile. La terra arsa è quella che brucia sotto i piedi, che non dà tregua e non concede ombra, ma che proprio per questo obbliga a scegliere: restare o partire, sopravvivere o fiorire. Non c’è retorica in questa affermazione, c’è biografia.
Il cuore della mia operazione è questo: restituire dignità senza trasformare la dignità in slogan. Il mio teatro non è un tribunale ma un luogo di ascolto. Non giudica, rivela. Non denuncia, accompagna. Come ha scritto Marco Cortesi nell’introduzione al volume, le mie parole a teatro «vibrano potenti» perché nascono da qualcuno che il teatro lo scrive, lo dirige e lo recita - un artigiano che cesella ogni riga affinché la parola, detta su quel palco, sappia scuotere il cuore delle persone.
In un’epoca in cui il dibattito pubblico si consuma in slogan e polarizzazioni, Storie
di terra arsa vuole ricordare che la complessità dell’umano non è un ostacolo alla comunicazione ma la sua condizione necessaria. Il mio teatro non indica una strada: illumina le crepe. E chiede, con ostinazione gentile, di guardare dentro.
Antonio Roma
COSA NE PENSO?
Partiamo con un nuovo blog tour per un altro titolo dell'autore che si presenta fin da subito, come particolare e affascinante.
Che aspettate? Continuate a seguirmi per le prossime tappe.
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