POTREBBE DAVVERO FUNZIONARE
Titolo: La città di acqua e vetro
Autore: Linda Ghio
Data di pubblicazione: 21 ottobre 2025
Ce: Mondadori
Costo: ebook 8,99/cartaceo 14,25 euro
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Valutazione personale: 💥💥💥💥💥/5
TRAMA:
Venezia è divisa in due città che nulla sembrano avere in comune. Venezia Alta è tutta cieli limpidi, marmo bianco e vetri scintillanti. Venezia Bassa è perennemente intasata da una nebbia fangosa e dal fumo delle ciminiere che si insinua tra gli stretti vicoli. Se a Venezia Alta c'è eleganza e ricchezza, è nella Venezia Bassa che pulsa la vita e la morte. Qualcuno (o qualcosa) sta uccidendo la gente di Sotto, disseminando le calli di cadaveri che si presentano avvizziti già a pochi minuti dal decesso, come prosciugati da ogni forza vitale. Inizialmente tutto sembra puntare il dito contro le lamie, misteriose donne dalla coda di serpente che vivono isolate nei canali del sestiere di Dorsoduro. Ma la realtà è molto più inquietante. A scoprirla sarà la detective Cornelia Furlan, aiutata da Stefano Rosin, un Signore di Notte, guardia scelta del Consiglio dei Dieci. Metà umano e metà lamia, in quanto sangue misto è disprezzato da entrambe le comunità. In una Venezia steampunk fantasmagorica e incredibilmente vivida, tra scienziati che sperano di riuscire a rianimare la materia morta e nani inventori alla ricerca dell'inafferrabile flogisto, soffiatori di vetro e consiglieri guerrafondai, riusciranno Cornelia e Stefano a catturare l'assassino, salvando Venezia Bassa e se stessi?
COSA NE PENSO?
Un fantasy steampunk ambientato a Venezia che non potete farvi mancare.
Ecco, esordisco già così per mettere in chiaro da subito cosa ne penso.
La storia si apre nella Venezia Bassa con un Lampionaio a caccia di meduse fosforescenti per "illuminare" la parte dimenticata della città.
Si, perché, abbiamo due zone, nel più classico degli opposti... per l'appunto Venezia Bassa con la sua luce fioca, la nebbia perenne, la popolazione che tira a campare e gioisce se la domenica riesce a permettersi un piatto di baccalà mantecato e un bicchiere di vino.
Dall'altro lato il Livello Alto con gondole volanti, vestiti eleganti, passatoie e il cielo, quello blu addirittura.
Ma torniamo al nostro lampionaio, alla visione di fiamme azzurre che bruciano al posto degli occhi... quelle fiamme che saranno le ultime cose viste da Franco, amico e collega di Stefano Rosin, entrambi con anello d'argento con testa di leone di San Marco in rilievo a rappresentare la loro appartenenza ai Signori di Notte, le guardie scelte del Consiglio dei Dieci, quelle che non potevano spostarsi a Venezia Bassa senza autorizzazione ma che vi si recavano per una sorta di iniziazione.
È proprio percorrendo le calle così poco illuminate che Stefano si scontra con Cornelia Furlan, la protettrice della zona, quella che conoscono tutti, persino il Capitan Grande, Meneghin.
È insieme che sentono un grido lacerare la fitta notte e sempre insieme che trovano ciò che rimane del povero Franco al quale sembra essere stata risucchiata tutta l'energia vitale.
Ahn, a proposito... Stefano era stato degradato al servizio attivo per certi sospetti... e cosa più importante, è un sangue misto. Lo si può cogliere dai suoi strani occhi. La cosa ancora più importante da dire però, è che è mezzo umano e mezza Lamia, donne con coda di serpente che, teoricamente, non possono avere maschi...
Si trovano a Dorsoduro. Un patto di non attacco vige da tantissimi anni. Il non ingresso al Livello Alto pure apparte per Daphne Favaro, la lamia che ha sposato un influente uomo di sopra...
Ok, ora rispostiamoci da basso per conoscere la tenera Nonna Agnese, che non è davvero nonna di nessuno ma che tutti considerano tale e poi, quando si va da lei a confidarsi, lei sembra sapere sempre più di te.
Incontriamo anche Giuseppe, un simpatico inventore tutto preso dal suo ultimo esperimento a base Flogisto.
Ma cos'è il Flogisto? È energia, è essenza delle cose animate, una specie di carburante. E in un mondo ove molto da basso hanno arti e non solo sostituiti da protesi... non sarebbe bello riuscire ad usarlo per alimentarle? Ma il difficile è immagazzinarlo... Giuseppe ha provato di tutto fino al vetro che sembra il più promettente. Per quello ha lavorato strettamente con gli artigiani di Murano che non avevano il permesso di lasciare l'isola. Immagazinarlo vorrebbe dire incanalare poi l'energia sulle cose inanimate ovvero le protesi. Come primo banco di prova, la nuova mano meccanica di Giuseppe. Serviva una combustione e una luce azzurrina comparire sotto la cupola di vetro, per passare nella serpertina e arrivare alla protesi. Ma non sembra mai abbastanza...
Ma ehi, vo ricordate no di Cornelia con Stefano e un cadavere... Ecco, purtroppo sarà solo il primo di una serie di sfortunati eventi.
A Venezia Bassa è necessario l'aiuto di Cornelia per indagare e scoprirne di più, Meneghin ne è convinto. Intanto vale la pena chiamare un medico, un certo dottor Zannin che ha un sospetto ma viene intimato a tacere...
In questa avventura di caccia alla verità, Cornelia avrà aiuto da Stefano, dopo la sua sospensione per un cazzotto a un collega spocchioso e arrogante... Una coppia mal assortita ma che sembra funzionare soprattutto se si vuole avvicinare le lamie...
Dimenticavo... Anche Cornelia ha una parte meccanica anche se nascosta... Ma si sa, i segreti non rimangono tali a lungo.
Tra indagini, feste altolocate, un bestiario da recuperare, un certo professore e il suo bizzarro golem, padre e figlio artisti del vetro, il fante dei Cai con maschera d'argento che mai toglie e che cela così la sua identità... Certo non avremo modo di annoiarci.
E aggiungiamoci pure un'altra ambientazione, quella dei tetti di Venezia ove bambini arguti scovano indizi.
Insomma, potrei restare qui ore a parlarvi di questo testo... ma non è forse meglio leggerlo e immergervi in questo meraviglioso mondo?
Un fantasy che ho amato e che mi ha intrigato subito grazie alla sua ambientazione e al fatto che Venezia la conosco bene (sono Veneta dopotutto).
Un lavoro eccellente sia quindi per ambientazione sia per i personaggi portati al lettore, mai scontati e pieni di cose da dire.
Vi sono addirittura i piccioni meccanici volanti!
Una protagonista femminile forte, coraggiosa, senza paura (anche troppo senza paura alle volte eh) e una spalla che diventa sempre più protagonista scoprendo oltretutto se stesso nel viaggio.
Un finale d'effetto e un qualcosa in più che piacerà... Ma, domanda... Non è che arriverà un proseguo?
Una scrittura fluida, mai tediosa, che riesce a cullare il lettore e trasportarlo in una Venezia tutta da scoprire.
L'eterna lotta tra bene e male, tra potenti e meno, tra creature.
L'eterno dilemma della creazione. La vita non spetta solo a Dio?
Amanti del fantasy e lettori tutti... Siete pronti ad abbandonarvi all'avventura?
I MIEI PRO
Un fantasy meraviglioso come non ne leggevo da tempo. Ambientazione da 10.
I MIEI CONTRO
Non ne ho di particolari da segnalare.
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