SCHEDA TECNICA:
Titolo: Le sarte della Villarey
Autore: Elena Pigozzi
Data di pubblicazione: 22 aprile 2025
Ce: Mondadori
Costo: ebook 9,99 euro/cartaceo 17,58 euro
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Genere: narrativa storica
Numero di pagine: 240
TRAMA:
Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.
INTERVISTA
1) La prima domanda che pongo sempre nelle mie interviste è anche quella per la quale nutro estrema curiosità : cosa l'ha spinta ad iniziare a scrivere? In che modo e quando ha iniziato?
L’inizio vero, a mio avviso, è quando si acquista consapevolezza e si organizza la propria quotidianità sulla scrittura. Questo è avvenuto in un preciso momento della mia vita, quando ho avvertito l’urgenza di raccontare storie che avevo dentro e che altrimenti sarebbero state perdute. Storie che avevo conosciuto, o che mi appartenevano come esperienza. Da lì è nato il primo romanzo e la necessità di continuare a scrivere.
2) Dalle note finali evinciamo come il libro si ispiri a una storia vera. Ma cosa l'ha spinta a scegliere proprio di raccontare questa parte?
Ho sentito l’urgenza di raccontare questa pagina incredibile di resistenza senza armi, di resistenza al femminile e del fronte interno, sia per la carica di umanità , generosità e straordinarietà che la caratterizza, sia perché la considero capace di parlare a questo nostro presente così dilaniato da conflitti e da odi.
3) I protagonisti di questa triste e coraggiosa storia si chiedono come ci si abitui alla paura. Me lo sto chiedendo molto anch'io in questi giorni di incertezza, per quanto succede nel mondo. Lei cosa fa per non pensarci (Alda sa usare le mani per cucire o impastare o aiutare per esempio)?
Scrivo e studio: sono le attività quotidiane che da sempre mi hanno aiutato a superare ogni difficoltà . Anzi, che da sempre mi hanno aiutato ad affrontare la vita. Non ho altri strumenti. Io, a differenza di Alda che era una donna pratica, sono una donna di riflessione, di introspezione, capace più che usare le mani, di usare le parole e con esse scavare dentro di me.
4) La città di Ancona è la sua città natale e nasce da qui la ricerca di una storia su di essa o è forza di scelta per la decisione di raccontare questa vicenda?
Ancona non è la mia città natale, ma sono legata ad Ancona da ragioni sentimentali: era la meta delle vacanze di famiglia, e amo le Marche, considerandole una delle regioni più incredibili del nostro paese.
Raccontare una storia che si svolse ad Ancona mi ha permesso di indagare la città , farmi guidare dalla stessa e dalla sua storia. In una parola: renderla protagonista del romanzo, al pari di Alda e Laura e gli altri personaggi.
5) Ho amato molto Laura. Personaggio molto ben costruito, ricco di emozioni con le quali empatizzare. Da cosa ha tratto ispirazione o da chi?
Come tutti i miei personaggi, perché siano autentici, devo “pescare” dentro di me. Laura mi somiglia molto: come me, ama lo studio; come me, ha bisogno della riflessione che nasce dalla parola. L’insegnamento del padre – “una riga al giorno per non perdere il tempo che passa” – è anche il mio impegno quotidiano.
6) Se si pone dall'altra parte e quindi in veste di lettore, dove orienta i suoi occhi? Genere preferito?
La saggistica, perché sono sempre affamata di conoscenza... Di narrativa leggo davvero ciò che più mi incuriosisce, senza pregiudizi, ma con l’eccezione per fantascienza e fantasy (lo ammetto, ho un bilancio di poche letture).
7) Al momento sta pensando di scrivere ancora? O lo sta già facendo?
Sto scrivendo un’altra storia, per me importante, per me necessaria. Solo che, quando si scrive, la paura che qualcosa non funzioni è sempre in agguato, perciò preferisco, per scaramanzia, non aggiungere altro...
8) Quali sono le penne che l'hanno ispirata?
L’amore per la scrittura nasce prima di tutto dall’amore per le storie e dalla passione per la letteratura. Faccio fatica a elencare pochi autori, perciò rispondo d’istinto, consapevole che altri me ne verranno in mente. Yourcenar, Christa Wolf, Ginzburg, Piovene, Tomizza, ma anche Tolstoj, Mann, Dostoewsky...
9) Se dovesse scegliere il suo personaggio preferito, quale sarebbe e perché?
Nel romanzo direi Milo, che amo e ho tanto amato, ma anche Laura, perché sono personaggi che sono cresciuti nella storia insieme a me
10) Se dovesse descrivere in tre parole il suo "Le sarte della Villarey" quali sceglierebbe?
Tre parole chiave sono: mani, bene e mare... Lascio ai lettori la sorpresa di scoprirne le ragioni.
COSA NE PENSO?
Stupende risposte a chiusura delle attività di blog tour e post recensione.
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