SCHEDA TECNICA:
Titolo: Guarda il cielo
Autore: Claudia De Pascali
Data di pubblicazione: 16 ottobre 2025
Ce: Graus edizioni
Costo: cartaceo 17,10 euro
Disponibilità cartaceo: Amazon clicca qui
Genere: Autobiografia, storia vera, malattia
Numero di pagine: 168
TRAMA:
Una gravidanza serena, un sogno che profuma di un futuro luminoso, un cielo azzurro che promette amore e serenità. Claudia attende con gioia la nascita della sua bambina, Nicole, ignara che quel giorno tanto atteso avrebbe segnato l’inizio di un percorso complesso e pieno di sfide da affrontare. Nicole nasce in fin di vita, resta in coma per giorni, lottando con tutte le sue forze per tenersi alla vita. Claudia, spinta da un amore assoluto per la sua creatura, si aggrappa alla speranza. Da quel momento ha inizio una battaglia quotidiana, tra terapie intensive, diagnosi impietose e parole che feriscono come lame. Guarda il cielo è una storia emozionante, il viaggio nell’anima di una madre che scopre in sé risorse inattese, e nella fragilità della sua bambina che rivela una forza sorprendente. Perché a volte la speranza è più forte della paura, e l’amore autentico dura per sempre.
INCLUSIONE
E’ vero, la disabilità, soprattutto quella grave, è un mostro, distrugge tutto ciò che tocca. Si impossessa della salute, l’elemento essenziale per l’uomo; con il passare del tempo devasta chi la subisce e chi si prende cura di lei. Vedere una persona che ami intrappolata in un corpo che non risponde al suo volere , è strazio puro e diventa ancora più doloroso se la vittima è un bambino. E’ inutile nascondersi dietro ad un dito e cercare di negare l’evidenza con retoriche smielate che non salvano nessuno e che ormai hanno stancato tutti. E’ un dato di fatto. Quando entra in casa la disabilità lo fa con prepotenza, senza bussare e l’unica scelta che il padrone di casa ha, è prendere atto che avrà una coinquilina scomoda e invadente, spesso per tutta la vita. Accettare questa realtà necessita di elaborazione e di tempo, ma c’è un concetto che non può e non deve essere trascurato e che davanti ad un individuo non si può assolutamente ignorare: prima di tutto, prima della malattia esiste la persona, dentro il corpo che lotta quotidianamente con le sue patologie, scalpita un’anima che vuole e ha il diritto di fare parte di un gruppo, che apprezza stare con gli altri, che desidera semplicemente essere visto, essere rispettato.
Allora mi domando: è così difficile andare oltre all’apparenza ed empatizzare con una persona che ha nel petto un cuore che ad ogni battito sprigiona un amore assoluto per la vita?
E’ così difficile abbracciare il prossimo accogliendo i suoi limiti e le sue peculiarità.
Impariamo ad essere umani…. Impariamo ad amare.
COSA NE PENSO?
Mi viene da piangere di nuovo con questa seconda tappa... come madre ma anche come donna diventata disabile.
Che aspettate? Continuate a seguirmi per la prossima tappa.
Grazie a Matilde per avermi coinvolta ancora una volta ❤️
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